12 Ottobre 2026

Zarabazà

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Il cammino verso le qualificazioni mondiali, alla scoperta delle avversarie dell’Italia: la Bosnia-Erzegovina

Dopo aver battuto l’Irlanda del Nord in semifinale, la Nazionale guidata da Gattuso si prepara per la finale dei playoff contro la Bosnia-Erzegovina che si terrà domani sera a Zenica nello stadio Stadion Bilino Polje. Di sicuro, la Bosnia non è più quella del 2014 che presentava nella sua rosa giocatori di grande qualità come: Pjanić, Misimović, Ibisević, Salihović, Lulić e un Edin Dzeko, forse nel momento migliore della sua straordinaria carriera, inoltre poteva vantare anche di un gran portiere da più di 200 presenze in Premier League come Begović. Non a caso, quella Nazionale riuscì ad andare al Mondiale 2014, unico mondiale a cui ha partecipato la Bosnia che, come l’Italia, non disputa questa competizione da ben 12 anni.

UNO DEI MIGLIORI PARARIGORI AL MONDO

I pali della Bosnia, salvo  sorprese, saranno difesi da Nikola Vasilj, portiere classe 1995, che milita nel St.Pauli e che sicuramente chi segue la Bundesliga con un certo interesse saprà che è un grandissimo pararigori, non a caso ha parato sei rigori su nove in campionato nelle ultime due  stagioni, quindi in caso di lotteria dei rigori o di un rigore nei minuti regolamentari o supplementari Vasilj potrebbe rivelarsi un fattore fondamentale come già lo è stato quando nei rigori contro il Galles ha neutralizzato il tiro dal dischetto di Neco Williams contribuendo così al passaggio del turno da parte dei bosniaci.

UNA DIFESA CHE CONOSCIAMO BENE

Il reparto difensivo vede schierati insieme due conoscenze del calcio italiano ovvero: Sead Kolasinać e Tarik Muharemović,il primo è uno dei leader della Bosnia e uno dei pochi rimasti dal 2014. In Nazionale spesso viene impiegato come terzino sinistro o braccetto sinistro di difesa (posizione che di solito occupa all’Atalanta) mentre Muharemović, che alla sua prima stagione in serie A ha già attirato gli interessi di top team come Inter e Juventus, è alle prime esperienze in nazionale ed è destinato ad essere uno dei futuri leader della Bosnia. Da segnalare anche la presenza di Amar Dedić terzino destro del Benfica, classe 2002, che ha ricevuto un attestato di stima da parte di Miralem Pjanić che ne ha parlato così in un’intervista rilasciata a Sky Sport Unplugged: “Conosco molto bene lui e la sua famiglia. È un ragazzo d’oro che ha fatto la scelta giusta andando a giocare in Austria per svilupparsi e prendere minuti veri in campo. È un talento puro, cristallino, su cui la Nazionale conterà sicuramente per i prossimi 15 anni. Quando riceve palla va subito a puntare l’uomo con personalità, non ha paura di crossare o di provare il tiro”. 

IL TALENTO

Assumersi a 18 anni la responsabilità di calciare il rigore decisivo per mandare il tuo paese a 90 minuti dal sogno del Mondiale non è per tutti, specialmente se questo è il primo rigore della tua carriera professionistica ma Kerim Alajbegović non si è lasciato intimorire e ha siglato con grande freddezza il suo rigore dimostrando una personalità fuori dal comune. Ala sinistra, ma che può essere anche impiegata a destra, Alajbegović è un classe 2007, ambidestro dotato di un eccellente dribbling e di un buon tiro da fuori. Attualmente milita nel Salisburgo dove ha realizzato 7 gol e 2 assist in 20 partite di campionato. Il team austriaco lo ha acquistato questa estate dal Bayer Leverkusen per 2 milioni di euro che a sua volta si è assicurato un’opzione di riacquisto per soli 8 milioni di euro che sta per essere attivata, anche perché il valore di Alajbegović ha già raggiunto cifre molto più alte. Il rigore siglato contro il Galles è stata solo la ciliegina sulla torta di una grandissima prestazione del nativo di Colonia che quando è entrato ha completamente cambiato la partita realizzando anche su corner l’assist per l’1-1 di Dzeko. Insomma, sembrerebbe che il calcio bosniaco abbia appena trovato un giocatore di classe su cui affidarsi per i prossimi anni.

I BOMBER DELLA BUNDESLIGA

Ermin Demirović ed Haris Tabaković stanno vivendo due buone stagioni con il primo che già da diverse stagioni è una presenza fissa tra i migliori marcatori in Bundesliga mentre per il secondo, a 31 anni, questa è la prima vera stagione dove raggiunge la doppia cifra in uno dei top campionati europei. Due attaccanti simili che fanno del fisico la loro caratteristica principale e dotati di un ottimo colpo di testa. Staremo a vedere chi dei due sarà il partner che affiancherà Dzeko in attacco nel caso la Bosnia scegliesse l’attacco a due come ha fatto nella partita contro il Galles.

IL CIGNO DI SARAJEVO

Edin Dzeko è uno di quei giocatori che non ha bisogno di presentazioni. Una leggenda di questo gioco e probabilmente il miglior giocatore bosniaco di tutti i tempi essendo primatista di presenze e reti con la nazionale. Nonostante, una prima parte di stagione travagliata Edin, a quaranta anni, non si sta solamente limitando a fare sognare lo Schalke che sta riportando in Bundesliga a suon di gol e assist ma continua a fare sognare il popolo bosniaco. Contro il Galles, quando tutto sembrava finito è arrivata la sua firma, una spizzata di testa da calcio d’angolo, e dunque chi se non lui può essere presente nei momenti decisivi come confermano le parole rilasciate sempre nella stessa intervista da Pjanić : “Abbiamo diverse individualità che possono fare la differenza, ma Dzeko rimane il punto di riferimento assoluto. È l’uomo che sblocca la partita nei momenti più difficili, sa tenere la palla per far salire la squadra e sa segnare anche quei gol sporchi che valgono tre punti. Risolve le partite da solo, la sua intelligenza calcistica è intatta nonostante l’avanzare dell’età“.

IL CT

La storia di Sergej Barberez è davvero curiosa, infatti il classe 1971 allena solamente da due anni, poiché dopo il ritiro da un’ottima carriera da 96 gol e 71 assist in Bundesliga, nonostante avesse conseguito il tesserino d’allenatore nel 2011, Barberez non ha mai allenato fino al 2024 e negli ultimi anni si era reso protagonista di ottimi risultati nel poker tanto da diventare giocatore professionista a tutti gli effetti.  Nel 2024 però arriva la chiamata della Bosnia di cui era stato uno dei giocatori più apprezzati nei primi anni Duemila. Nelle sue prime partite il ct ha optato per una difesa a 3 o a 5, utilizzando, tra l’altro, un 3-4-2-1 nella sconfitta per 1-0 contro l’Italia nel giugno di due anni fa, ma dall’anno scorso ha optato per la scelta di un 4-2-3-1 o di un 4-4-2 che hanno portato risultati migliori: solo 2 sconfitte e 2 pareggi nelle ultime 11 partite. Ecco le parole del ct Barberez riguardo la partita: “Abbiamo la volontà di rendere felice la nazione. Sappiamo da quanto tempo siamo in una spirale negativa nel calcio, ma possiamo essere noi a rompere il ghiaccio. Non vedo l’ora di giocare contro l’Italia. I nostri giocatori che militano in Italia saranno particolarmente motivati. Solo vincendo partite come queste si può avere successo“.

L’APPROCCIO TATTICO ALLA PARTITA

Sicuramente, in fase iniziale sarà una partita bloccata, dove le due squadre si studieranno ma con l’Italia che cercherà di tenere il pallino del gioco provando a trovare il gol del vantaggio che farebbe comodo alla nazionale di Gattuso. Ovviamente, bisogna rimanere attenti ai possibili contropiedi o ripartenze da parte della Bosnia che ha più qualità offensiva rispetto all’Irlanda del Nord che nel primo tempo ha avuto qualche ripartenza pericolosa. Occorrerà stare attentissimi anche alle palle inattive vista gli ottimi saltatori di testa di cui dispongono. Un elemento importante, potrà essere il fattore campo con il pubblico bosniaco che sarà infuocato come reazione al famoso video dell’esultanza di alcuni giocatori italiani dopo i rigori di Galles-Bosnia. Occhio anche al tempo, visto che a sole 48 ore dalla partita a Zenica è arrivata una forte nevicata e che sono previsti due giorni di forti piogge. Nonostante, ciò l’Italia non dovrà essere impaurita, come lo è stata un po’ nel primo tempo contro l’Irlanda del Nord, ma deve giocare cercando di dare il massimo per tutti i minuti e cercando di sfruttare ogni occasione. Domani sera sarà la partita più attesa dai famosi 60 milioni di ct che ci sono ogni volta che gioca la nazionale,90 minuti che ci separano da un Mondiale che manca da 12 anni e che molti ragazzi non hanno mai avuto l’opportunità di vedere o di ricordare. Sarà l’occasione per tornare a far unire un intero paese davanti la televisione e a cantare l’inno tutti insieme. Insomma non ci sono scuse è l’ora di tornare a vedere l’Italia dove merita realmente di stare.