Giovedì, 26 marzo, è il giorno che tutti gli italiani, sportivamente parlando, aspettano dal lontano marzo 2022, quando un gol al 93’ di Trajkovski, tra stupore, delusione e rabbia, causò la seconda esclusione di fila dal Mondiale dell’Italia. Dopo quattro anni, ancora una volta la nazionale, a seguito della doppia disfatta contro la Norvegia, deve passare di nuovo attraverso i playoff per sperare di accedere al Mondiale che, dall’11 giugno al 19 luglio 2026, si svolgerà negli Stati Uniti, Canada e Messico. La prima delle due sfidanti della nostra nazionale sarà l’Irlanda del Nord, che di certo non evoca bei ricordi, visto il pareggio per 0-0 nel 2021 che compromise la nostra qualificazione al mondiale, anche se, dopo ben cinque anni, la nazionale guidata da Michael O’Neill è tutt’altra squadra.
LA NUOVA GENERAZIONE
Rispetto al 2021, la rosa appare quasi completamente rinnovata, non a caso l’Irlanda del Nord è la più giovane tra le 16 partecipanti alla fase europea dei playoff. La squadra, infatti, è composta da moltissimi giovani che militano tra Premier League e Championship. Sicuramente peseranno moltissimo le assenze del giocatore simbolo dei nordirlandesi, ovvero il terzino del Liverpool Conor Bradley, alle prese con un brutto infortunio al ginocchio, ma peserà altrettanto l’assenza di Dan Ballard, difensore centrale del Sunderland. Nonostante ciò, la rosa presenta altri elementi interessanti, come il terzino destro Hume, pedina inamovibile del Sunderland, mentre a centrocampo non sono assolutamente da sottovalutare elementi come i giovani Charles, Devenny e Price, con quest’ultimo che viene impiegato spesso come punta o seconda punta in occasione delle partite della nazionale vista la mancanza di veri giocatori di talento nel reparto offensivo, anche se questo vuoto potrebbe essere colmato dal talento di Kieran Morrison, duttile ala destra classe 2006, stellina della seconda squadra del Liverpool con cui ha siglato 14 gol in 18 partite di Premier League 2, che gli hanno permesso di esordire in prima squadra.
L’ALLENATORE
Dal 2022 la nazionale nordirlandese è guidata da Michael O’Neill, che aveva già guidato la nazionale dal 2011 al 2020, conquistando nel 2016 una storica qualificazione agli Europei. Il suo stile di gioco è basato su una difesa a 3 o a 5. Da febbraio scorso, Michael O’Neill, oltre ad essere Ct dell’Irlanda del Nord, è diventato il nuovo allenatore del Blackburn Rovers in Championship. Curiosità: uno dei suoi viceallenatori al Blackburn è Steven Davis, leggenda e giocatore con più presenze della nazionale nordirlandese.
L’APPROCCIO ALLA GARA
“Non mi aspetto una partita con molti gol, dovremo essere impeccabili in difesa e sfruttare al massimo le nostre occasioni.” Sono state queste le parole del ct nordirlandese, che fanno presagire un approccio estremamente difensivo da parte della sua squadra. Probabile la scelta di un modulo 5-4-1, già scelto contro la Germania e la Spagna, anche se l’uso di un 5-3-2 non è da escludere. La gara probabilmente avrà un canovaccio tattico molto simile a quella contro la Macedonia di quattro anni fa, ovvero una partita dove l’Italia avrà il pallino del gioco, mentre l’Irlanda del Nord penserà maggiormente a difendersi e a sfruttare le occasioni che avrà. Per la nazionale italiana, fondamentale sarà cercare di segnare il primo gol il prima possibile, in modo da mettere davvero in difficoltà il loro approccio alla gara. La preoccupazione maggiore è l’assenza di un giocatore davvero forte nell’uno contro uno, figura essenziale in queste partite, visto che la differenza sarà fatta anche dalle giocate individuali e che può evitare di ricorrere a un gioco fatto di cross continui nella speranza di trovare la deviazione vincente.
Nonostante qualche elemento interessante, l’Italia è nettamente superiore a livello tecnico rispetto alla nazionale nordirlandese e avendo pure il fattore campo dalla sua, ha davvero poche scuse per non vincere questa partita essenziale per alimentare le probabilità di tornare ad un Mondiale che manca da ben dodici anni.

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