10 Maggio 2026

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Italia 2.0, nasce il partito che guarda a chi non vota più: “Sanità, giovani e tasse al centro”

Intervista ad Alessio Ciasco: “Troppi cittadini si sentono abbandonati”. Il progetto politico punta su problemi concreti come liste d’attesa, costo della vita e lavoro

Italia 2.0 è un nuovo soggetto politico che si presenta come forza di centro, con l’obiettivo dichiarato di riportare al voto chi oggi si sente distante dalla politica. Il progetto è stato illustrato il 24 marzo 2026 a Roma, nello studio dell’avvocato Alessio Ciasco, presidente del partito.

Alessio Ciasco presidente Italia 2.0 nel suo studio a Roma durante l’intervista
Avvocato Alessio Ciasco

Secondo quanto dichiarato da Ciasco, Italia 2.0 nasce per intercettare tre aree oggi scoperte: cittadini che non votano più, elettori che non si sentono rappresentati e una parte del mondo cattolico che, a suo dire, non ha più un riferimento politico chiaro.

Il partito si colloca nell’area di centrodestra ma punta a costruire una piattaforma più ampia, con una forte impronta centrista e sociale.

Ciasco rivendica un approccio operativo: “andare sul territorio”, ascoltare i problemi e cercare soluzioni rapide attraverso il dialogo con le istituzioni. Una linea che, nelle intenzioni, vuole distinguersi da una politica percepita come distante e poco concreta.

Il tema della distanza tra cittadini e servizi pubblici emerge anche da esperienze concrete legate alla sanità. Durante l’incontro è stata riportata una testimonianza su tempi di attesa molto lunghi per visite specialistiche, con richieste considerate urgenti che portano a spostamenti fuori regione o a rinvii di diversi mesi, anni.

A questa si aggiunge un’esperienza diretta: per una visita gastroenterologica la prima disponibilità indicata è stata a gennaio 2027, con un’attesa di circa dieci mesi. Un tempo che, al di là del singolo caso, evidenzia una difficoltà reale nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

È su situazioni come queste che si misura la distanza tra bisogni quotidiani e risposta del sistema pubblico, ed è su questo terreno che Italia 2.0 sostiene di voler intervenire.

L’intervista entra nel merito del progetto politico e delle proposte. Alla domanda su cosa rappresenti oggi Italia 2.0, Alessio Ciasco definisce subito il perimetro del partito:
“Il partito si pone come un partito di centrodestra che ha uno scopo specifico: richiamare tutte le forze centriste in un’unica grande funzione, creare un grande partito cristiano cattolico di centro”.

Secondo il presidente, il punto di partenza è la distanza crescente tra cittadini e politica.

“Le persone oggi si sentono abbandonate dal governo e dai partiti di opposizione, perché la politica spesso dà solo promesse e pochi fatti”, afferma, indicando come obiettivo quello di riportare al centro chi si è allontanato dalla partecipazione politica.

Nel passaggio sui temi economici, Ciasco individua nella pressione fiscale uno dei nodi principali. “Oggi le tasse incidono fino al 67% su stipendi e attività”, sostiene, parlando di un sistema che penalizza cittadini e imprese.

Su questo fronte propone un intervento diretto soprattutto nei confronti delle grandi aziende, insistendo sul principio di equità fiscale:

“Se le multinazionali pagassero realmente le tasse, avremmo molte più risorse. La legge deve essere uguale per tutti”.

Nel corso dell’intervista collega questo tema anche a scelte normative del passato, citando un meccanismo introdotto, a suo dire, “sotto il governo Renzi”, che avrebbe favorito le multinazionali nella gestione del rapporto con il fisco. La proposta avanzata è quella di un sistema di prelievo diretto sugli incassi, per evitare margini di elusione e uniformare il trattamento tra grandi gruppi e piccole attività.

Ampio spazio viene dedicato anche alla giustizia, indicata come uno dei pilastri del programma.

“Il magistrato deve rispondere degli errori commessi. Oggi questa responsabilità non è reale”, afferma Ciasco, chiedendo una revisione complessiva del sistema.

Nel suo intervento critica alcune riforme recenti e sottolinea la necessità di rafforzare il diritto di difesa, evidenziando difficoltà operative che, secondo la sua esperienza professionale, incidono sui tempi e sull’efficacia dei procedimenti.

Il tema dei giovani viene affrontato come una delle questioni più urgenti. Ciasco parla di richieste precise che, a suo giudizio, non trovano risposta:

“I giovani chiedono tre cose: salario adeguato al costo della vita, social housing e sostegno alla famiglia”. Fa riferimento alla necessità di adeguare i salari all’inflazione, di creare strumenti concreti per l’accesso alla casa e di sostenere le famiglie in tutte le loro forme.

Secondo il presidente di Italia 2.0, l’assenza di risposte su questi temi contribuisce ad allontanare i giovani dalla politica o a indirizzarli verso altre scelte.

Nel complesso, Italia 2.0 si presenta come un progetto politico che punta a costruire una nuova area centrista, mettendo al centro problemi che nel Sud si avvertono ancora di più: lavoro precario, stipendi bassi, difficoltà ad accedere alla sanità e tempi sempre più lunghi per servizi essenziali.

Il partito individua come priorità la riduzione della pressione fiscale, la riforma della giustizia, il sostegno ai giovani e un intervento più concreto su sanità e servizi, temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana di molte famiglie.

Resta ora da capire se questo progetto riuscirà a radicarsi davvero nei territori, soprattutto in quelle aree dove la distanza tra cittadini e istituzioni è più evidente. È qui che si gioca la sfida più difficile: trasformare le promesse in risposte concrete, in un contesto in cui molti hanno già smesso di credere che la politica possa cambiare le cose.