Ovvero come andare avanti senza perdere la misura
Gli innovatori, gli inventori, i sognatori – chiamiamoli come vogliamo – hanno sempre avuto un problema molto concreto: dovevano mangiare.
Le idee riempiono la testa, ma non lo stomaco.
Prima del tonno in scatola, prima dei supermercati aperti fino a tardi, prima della comodità delle scatolette che salvano un pranzo improvvisato, chi inseguiva un’intuizione doveva arrangiarsi con quello che trovava.

La storia dell’innovazione è anche, molto più semplicemente, una storia di pasti poveri e veloci.
Il pane degli inventori
Per secoli chi lavorava tra botteghe, officine, laboratori o scrivanie viveva di cose semplici:
- pane
- formaggio
- olive
- una minestra di legumi.
Non era romanticismo.
Era necessità.
Bisognava mangiare qualcosa che permettesse di andare avanti senza perdere tempo.
Poi arrivò la scatola
Con la rivoluzione industriale arrivò anche un’altra invenzione: la conservazione del cibo.
In Sicilia, nelle tonnare delle Isole Egadi e soprattutto a Favignana, imprenditori come Vincenzo Florio capirono che il tonno poteva essere lavorato e conservato a lungo.
La scatola di latta cambiò molte cose.
Non solo l’economia, ma anche la vita quotidiana di chi lavorava.

La pasta col tonno: il pasto degli ostinati
Ed eccoci al piatto più sincero della modernità: la pasta con tonno in scatola.
È il piatto degli studenti, dei giornalisti, dei programmatori, degli artigiani delle idee.
Si prepara in pochi minuti:
- un filo d’olio
- pomodoro o zucchine
- magari bietole o borragine
- una scatoletta di tonno.
È il pasto di chi non vuole interrompere quello che sta facendo.
Il segreto sta nella misura
Però c’è un piccolo segreto che vale sia per la cucina che per la vita: la misura.
Chi vive di pasta col tonno spesso riempie il piatto di pasta per sentirsi sazio.
Ma con il tempo il corpo presenta il conto.
E allora la vera ricetta diventa questa:
- meno di 80 grammi di pasta
- verdure abbondanti
- una buona scatoletta di tonno
- un cucchiaio d’olio.
Il piatto resta lo stesso, ma diventa più leggero.
Si mangia bene e si continua a lavorare senza appesantirsi.

La scatola e la libertà
La scatoletta di tonno ha qualcosa di simbolico.
È pratica, economica, sempre pronta.
Ma ricorda anche una piccola verità: le cose semplici funzionano solo quando restano nella giusta misura.
Vale per il cibo, ma anche per la vita.
La vera ricetta
Se esistesse una ricetta per chi continua a inseguire intuizioni, forse sarebbe questa:
- un piatto semplice
- meno di 80 grammi di pasta
- la testa piena di idee
- e la voglia di non smettere di giocare la partita.
Perché non tutti vincono.
Ma qualcuno riesce almeno a pareggiare.
E quando questo succede il risultato è già scritto:
uno@uno.
E quando la partita finisce così non servono i rigori.
Conviene semplicemente rigiocarla.

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