L’antico sito di Altino (Altinum) è considerato a tutti gli effetti la “madre” di Venezia. Situata ai margini della laguna nord, nell’attuale comune di Quarto d’Altino, questa città fu per secoli un centro ricchissimo e strategico prima che le isole della laguna venissero stabilmente popolate.
Altino dove tutto ebbe inizio
La “Venezia” prima di Venezia.
Molto prima della fondazione di Venezia, Altino era un fiorentino municipium romano. Era un nodo commerciale fondamentale situato all’incrocio di grandi strade come la Via Annia e la Via Claudia Augusta. Era una città monumentale con due teatri, di cui uno era immenso: circa 150 metri di diametro, quasi quanto l’Arena di Verona. Un anfiteatro, un foro e lussuose ville.
L’acqua come destino. Già in epoca romana, Altino era integrata con la laguna. Gli antichi scrittori (come Marziale) la paragonavano a Baia per la sua bellezza e descrivevano una vita che si svolgeva in gran parte su barche tra i canali urbani, prefigurando l’assetto della futura Venezia.
Le invasioni e l’esodo in laguna
Il declino di Altino e la nascita di Venezia sono legati alle invasioni barbariche. Tra il V e il VII secolo d.C., le incursioni degli Unni di Attila (452 d.C.) e successivamente dei Longobardi (568 d.C.) resero la terraferma insicura.
- Il rifugio: Gli abitanti di Altino cercarono scampo in un ambiente ostile per i guerrieri a cavallo ma sicuro per chi conosceva l’acqua: le isole della laguna.
- Torcello, la prima tappa: La maggior parte dei profughi si stabilì inizialmente a Torcello, che divenne il primo grande centro urbano lagunare e sede vescovile (trasferita proprio da Altino nel 639 d.C.). Da Torcello e dalle altre isole circostanti si sviluppò poi il nucleo che oggi conosciamo come Rialto e Venezia.

Una città “smontata” e ricostruita
Un aspetto affascinante è che Venezia non ereditò solo la popolazione di Altino, ma anche le sue pietre.
- Quando Altino fu abbandonata, divenne una vera e propria cava di materiali.
- Marmi, colonne e mattoni degli antichi edifici romani furono trasportati via barca e riutilizzati per costruire le prime chiese e palazzi di Torcello e Venezia (come la Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello).
Il sito oggi: Il Museo e l’Area Archeologica
Oggi Altino è uno dei siti archeologici più importanti del Nord Italia. Poiché la città non fu mai sovrapposta da centri moderni, il suo impianto romano è rimasto “congelato” sotto i campi agricoli.
- Il Museo Archeologico Nazionale: Custodisce migliaia di reperti, tra cui splendidi vetri romani, mosaici e stele funerarie che raccontano la vita della città.
- Le scoperte recenti: Grazie alla fotografia aerea a infrarossi, negli ultimi anni è stato possibile mappare l’intera città sepolta, rivelando con precisione la posizione del teatro e del decumano senza bisogno di scavare l’intera area.
- Curiosità: Il nome della città derivava probabilmente dal dio venetico Altnoi, una divinità legata alla laguna a cui venivano offerti in sacrificio dei cavalli.
Articolo di Luca Rubbis


Altri articoli
A Onde Lente Roberta Schira presenta “Dove tornano le api”:il libro diventa anche esperienza a tavola
Si presenta a Trecastagni la prima edizione del Premio teatrale “Turi Scalia” ideato e diretto da Mimì Scalia
Le Vie dei Tesori compiono vent’anni, e Palermo festeggia con un’edizione speciale