18 Aprile 2026

Zarabazà

Solo buone notizie

Io non ci credo. E spiego perché.

In questi giorni sto leggendo articoli, commenti, ricostruzioni.
Come tutti, provo a capire cosa sia successo davvero.

Non ho gli atti.
Non ho le prove.
E non ho alcuna intenzione di sostituirmi a chi deve fare il proprio lavoro.

Però ho una cosa che non riesco a mettere da parte: la conoscenza delle persone.

Quando leggo certe ricostruzioni mi trovo davanti a un pensiero che ritorna sempre nello stesso punto. Non è una difesa, non è una presa di posizione. È qualcosa di più semplice.

Il dubbio.

Perché nella vita, prima ancora che nelle carte, esiste il modo in cui le persone ragionano. Esiste la loro storia. Esiste la loro coerenza nel tempo.

Le persone non sono perfette, certo.
Ma raramente cambiano improvvisamente natura.

Chi per anni ha dimostrato prudenza, metodo, strategia e capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni difficilmente si trasforma all’improvviso in qualcuno che agisce senza pensare.

Ed è qui che scatta il mio dubbio.

Non perché io abbia una verità alternativa.
Semplicemente perché quello che leggo non combacia con quello che conosco.

Nella mia terra c’è un modo di dire molto semplice: non siamo raccoglitori di vavaluci. Non siamo persone che vivono alla giornata senza capire cosa succede intorno.

E proprio per questo, davanti a certe ricostruzioni, mi fermo.

Mi fermo e penso.

Perché la vita mi ha insegnato una piccola regola che fa parte di quella che chiamo, con autoironia, la filosofia del babbo: prima di correre dietro alle certezze immediate, bisogna saper restare nel dubbio.

Il dubbio non è debolezza.
Il dubbio è rispetto per la complessità delle cose.

Tra ciò che accade davvero e ciò che viene raccontato spesso passa del tempo. A volte giorni, a volte mesi, a volte anni.

Per questo oggi non ho certezze da offrire.

Ho solo una sensazione che continua a tornarmi in mente ogni volta che leggo un nuovo articolo, ogni volta che sento un nuovo commento.

Una sensazione semplice, forse perfino testarda.

Io non ci credo.

E forse proprio perché conosco le persone coinvolte,
non ci credo ancora di più.

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Immagini generate con intelligenza artificiale.
Ogni riferimento a fatti e persone non è affatto casuale.