Ridere dell’apocalisse: Aprea e Makkox entusiasmano il Teatro di Badia Polesine
Applausi a scena aperta e ovazione finale a Musikè per lo spettacolo scritto da Makkox e interpretato da Valerio Aprea. Il neologismo “Fantacitorio” è entrato nel dizionario Treccani.
Grande successo ieri sera al Teatro Balzan di Badia Polesine (RO) per Lapocalisse, spettacolo di Valerio Aprea e Makkox proposto dal cartellone di Musikè, la rassegna di musica, teatro, danza della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Applausi a scena aperta e un’ovazione finale hanno festeggiato un artista che ha confermato come l’ironia sia la migliore amica della profondità.
Ad aprire Lapocalisse è stato il monologo del “Fantacitorio”, gioco inventato da Makkox e Aprea sul modello del Fantasanremo per dare un senso alle dichiarazioni dei politici italiani. Subito dopo, Aprea ha rivelato che il neologismo è stato accolto dalla Treccani, con grande divertimento del pubblico.
I monologhi sono una selezione di quelli scritti da Makkox per Propaganda Live, la fortunata trasmissione di La7. Ogni monologo è intervallato dall’interazione diretta con il pubblico, dove Aprea mette in mostra le sue straordinarie doti di intrattenitore e improvvisatore. Invitato a formulare istanze all’Assessore presente in platea, il pubblico ha parlato di ciclabili, ma anche del Teatro Balzan, di cui Aprea per primo ha lodato la bellezza.

Arte, satira e improvvisazione: Aprea e Makkox conquistano il pubblico del Balzan
Da antologia il monologo dedicato a un Forrest Gump che risolve un problema pratico con semplicità disarmante: tira fuori una chiave caduta in un tombino, dicendo candidamente di saper fare solo quello. La morale, «Ognuno di noi conosce una cosa sola, e su tutte le altre deve tacere», diventa una sfida rivolta agli spettatori: trovare l’errore lasciato apposta nel monologo. Il pubblico del Balzan, dopo alcuni tentativi, ha indovinato: «Non succede quasi mai, mi sarà capitato tre volte in decine di repliche» ha detto Aprea congratulandosi.
Sul fondale, a ogni monologo corrisponde un colore diverso. Al termine di ogni monologo, il puro colore cede il posto al dettaglio di un’opera d’arte, dai pittori fiamminghi a El Greco, a suggello del racconto apocalittico. «Abbiamo l’arte perché non perisca in noi la verità», diceva Nietzsche.
Uno spettacolo che porta in scena il nostro tempo, i nostri tic, le nostre follie: dalla politica alla salute, dalla schiavitù dell’algoritmo alla deriva irrazionale delle pseudoscienze, per concludere con l’italica rassegnazione che, nell’adattarsi sempre e comunque al peggio, può indurre persino una forma di euforia. È il nostro modo di sopravvivere, rinunciando, forse, a vivere davvero.
Ma per fortuna c’è il teatro.
Per informazioni
info@rassegnamusike.it
www.rassegnamusike.it
Musikè è un progetto della
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Direzione artistica
Alessandro Zattarin
Organizzazione
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
IMARTS – International Music and Arts
Comunicazione
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

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