È il teatro Baretti, in via Baretti 4, ad accogliere la Piccola Rassegna Culturale Torinese, un cartellone di quattro appuntamenti teatrali (con ben tre prime assolute) in programma tra il 19 marzo e il 9 aprile. Emblematico, e provocatorio, il sottotitolo scelto: “In scena lo scomposto dramma della nuova società sabauda + cultura – paura“.
Organizzata dal Circolo Arci Sud, con il patrocinio della Circoscrizione 8, la rassegna, alla settima edizione, prova a offrire uno sguardo sul presente, partendo dalle drammaturgie, dalle voci, dai corpi, dalle immagini e dalle storie di chi lo abita e se ne fa interprete attraverso la propria estetica.
Il cartellone di questa edizione, costruito dal direttore artistico Max Borella, attraversa registri diversi, poetiche e generazioni lontane tra loro. Si inizia con la prima dello spettacolo di Pino Potenza che mette in scena la sua storia e il suo vissuto. Altra prima nel segno della comicità leggera e surreale di Puso. Poi, nel giovedì santo, una riflessione laica sulla passione e sul dolore, partendo dalla tenacia di Cristo attraverso l’espressione corporea di Sara Lisanti. A chiudere un’altra prima: un inedito spettacolo sulla salute mentale nato dall’incontro di due artisti, Diego Lacaille e Jacopo Tealdi. Il risultato? Una piccola rassegna, come evoca il nome, che non dà risposte facili, ma apre domande, sposta punti di vista e posizioni e rende visibile ciò che resterebbe ai margini.
IL PROGRAMMA 2026

«Questa rassegna è un gesto politico nel senso più ampio del termine: è un invito a incontrarsi e a non avere paura delle storie altrui: più cultura meno paura non è solo uno slogan ma è una direzione ed una responsabilità» spiega Max Borella, direttore artistico. Da quando la rassegna è nata, l’obiettivo è sempre stato quello di sostenere e valorizzare le energie artistiche della città, creando un appuntamento in cui i linguaggi potessero mescolarsi: teatro, musica, cinema, performance e video arte. «Fare cultura non è un gesto neutro ma è un atto di resistenza alla semplificazione, al cinismo dominante e all’isolamento sociale. È un modo per dare nome a ciò che ci spaventa per trasformarlo in racconto, in visione, in possibilità e sfida».
Tutti i titoli sono molto emblematici.
Si inizia con “Memorie del burattinaio” con Pino Potenza. «Ho incontrato Pino quasi un anno fa nel suo teatro ai Docs Dora, mi ha parlato dello spettacolo che stava scrivendo, della sua vita e di come è arrivato al teatro. Ci siamo confrontati, l’ho ascoltato e ho voluto riprendere tutta la conversazione – spiega Max Borella – Mi sono sentito in mezzo a un lavoro in costruzione, a una drammaturgia che prendeva forma ed con questo spettacolo che ho voluto che cominciasse la rassegna del 2026».
Poi, giovedì 26 marzo sul palco sale Beppe Puso, un punto fermo di questa rassegna, all’interno della quale debutta quest’anno lo spettacolo. «Anche quest’anno un titolo originale frutto del suo modo poliedrico e surreale modo di interpretare il mondo e di presentarlo al pubblico – spiega Borella – Un piccolo spettacolo dell’assurdo nostrano, un affaccio leggero, ma non troppo, a un problema grande come la dignità».
Molto forte il terzo titolo. Nella sera del giovedì santo, e a pochi giorni dalla Pasqua, Sara Lisanti propone “Calvarium”. Artista visiva, body performer e trapezista metterà in scena un’interpretazione della passione di Cristo laica e profondamente umana, partendo dal tradimento di Giuda, il processo, il supplizio, il Calvario fino al Golgota: «È un racconto attraverso il corpo del dolore derivato dalla tenacia delle proprie convinzioni e delle proprie idee. Una pasqua laica dove l’uomo viene prima della figura divina». Alla fine della perfomance, l’autrice sarà a disposizione del pubblico: previsto anche un dialogo sullo spettacolo.
Infine, Diego Lacaille e Jacopo Tealdi con uno spettacolo tragicomico e leggero sulla salute mentale, nel quale il teatro manuale e la stand up comedy si fondono in una messinscena originale. «Conosco entrambe gli autori da quasi 20 anni per motivi artistici e personali, inoltre Jacopo era già stato
ospite della rassegna con un suo spettacolo nel 2020 – spiega Borella – Prima teatrale anche questa, uno spettacolo sulla salute mentale dove il protagonista Diego (Lacaille) dialoga ad alta voce con i suoi pensieri che si trasformano in personaggi attraverso le mani di Tealdi»
UTILITA’
Inizio spettacoli alle 20.
Il Cineteatro Baretti è in via Baretti 4 a Torino. Info solo whatsapp 351-9288169; circolo.sud@gmail.com.
Biglietto: 13 euro. Tesserati Arci: 12 euro. Biglietti in vendita su OOOH.EVENTS.
PICCOLA RASSEGNA CULTURALE TORINESE
PROGRAMMA 2026
Giovedì 19 marzo, ore 20
MEMORIE DEL BURATTINAIO
con Pino Potenza
Testo e Drammaturgia di Albero Melis e Pino Potenza
Regia di Olga Kalenichenko
È possibile raccontare una storia raccontando altre storie?
Sì, se di mestiere fai il burattinaio e trasformi l’inanimato in animato; sì, se il burattinaio, raccontando le storie di Ciccilla brigantessa, di Contadini senza terra, di Edipo che si acceca per la vergogna, di Sharazade e di Simbad il marinaio morti di morte violenta, riesce a trovare la via per animare un passato mai dimenticato e taciuto per 40 anni.
Ogni volta, nel rimando di storie, emblemi, metafore e analogie, il burattinaio ritrova frammenti della sua vita che, sebbene introdotti da storie lontane, lo riportano a storie vicine: la prigione, il ritorno alla libertà e a quella sparatoria… Ma tutto quando cominciò? Una domanda che è un tormento che trova la sua soluzione nel raccontare le Memorie del Burattinaio.
Pino Potenza, attore e autore teatrale, dal 2017 collabora con l’associazione culturale L’Asola di Govi. Nell’arco degli ultimi trent’anni ha elaborato e scritto diversi lavori teatrali:
La Pesca Amorosa Commedia all’uso dei Comici dell’Arte, La Nascita di Arlecchino, Operette Morali. Ossequi a Giacomo Leopardi, Da Gran Furor Commosso. Ottave scelte da “Orlando Furioso, Mondstimmen. Voci dalla Luna, InCantiere, Il treno. Movimento teatrale per coro e corifeo, U ciclopu Euripide-Pirandello, Di Calcio D’Amore e di Altre sciocchezze, Indifferenze.
Fortemente ispirato da autori e drammaturghi quali Brecht, Eduardo, Quartucci, Bene, ha ripensato la Commedia dell’Arte come una delle possibili forme di teatro contemporaneo. Da tempo si dedica al teatro dei burattini e proprio dall’esperienza con il teatro dei burattini è nata la visione e l’idea di portare in scena Memorie del Burattinaio per raccontarsi e raccontare quelle ombre del proprio passato taciute troppo a lungo.
Giovedì 26 marzo, ore 20
IL GRANDE PARAPONZI

di e con Beppe Puso
Una favola postmoderna di cui nessuno sentiva il bisogno, eppure clamorosamente necessaria.
In un futuro non troppo lontano, un uomo è costretto schiavo. Venduto a tradimento e rinchiuso in cucina. Obbligato a essere complice di un orribile e vergognoso inganno: arrotolare sushi in un ristorante giapponese gestito da cinesi. Ma il giorno della sua fuga è vicino!
Riuscirà a scovare il suo mortale nemico e ottenere la tanto agognata resa dei conti?
Beppe Puso in un’avventura zeppa di pathos e di tante altre parole di origine greca tipiche del teatro. Una storia che si nutre di divertimento e comicità che si trasformano in allegorica critica sociale e politica. Un racconto epico, l’impresa mozzafiato di un eroe postmoderno di cui il mondo intero non aveva di certo bisogno. Chi è il grande Paraponzi?
Al suo quarto lavoro teatrale, Beppe Puso sceglie la strada dell’avventura, portando in scena un’esilarante favola per grandi e piccini. Cantautore e scrittore, Puso fa dell’ironia il suo tratto distintivo, capace di una comicità che si allontana dagli stereotipi. Nasce a Torino e diventa tante cose: performer, arrangiatore e produttore musicale, scrittore, autore e cantautore. Quattro spettacoli teatrali al suo attivo, un libro (Il mio pesce gatto si mangia da solo, edizioni del faro) con prefazione di Giancarlo Bozzo direttore dello Zelig di Milano, terzo posto al Premio Buscaglione nel 2010, vincitore del Pelago on the road nel 2010, terzo posto al Fun cool Music Awards nel 2018 e vincitore di Sanrito Festival nel 2019 e nel 2020.
Giovedì 2 aprile, ore 20
CALVARIUM
di e con Sara Lisanti
Una performance che narra la Passione di Gesù, partendo dal tradimento di Giuda, il processo, il supplizio, il Calvario fino al Golgota.
Una storia di amore e di fedeltà: amore per il proprio credo, fedeltà nel rappresentarsi fino a farsi fare a brandelli. Tradimento, processo, processione; ed ancora la stola di porpora, un rimando alla Pietà di Michelangelo, la sindone, l’incenso, la genuflessione.
Una performance che guarda a Gesù come uomo, prima che come Dio; tratta di lui in quanto persona, prima che come personaggio, aldilà di ogni credo religioso si mette in scena la tenacia di un uomo, sopra ogni cosa.
Sara Lisanti, nasce a Salerno, ove consegue la laurea magistrale in giurisprudenza. Successivamente si trasferisce a Torino, dove si specializza come trapezista presso la scuola di circo Flic.
È un’artista visiva con opere di impianto materico-concettuale.
È una body performer e trapezista, con spettacoli che sono esperienze celebro-visive, affidando
al proprio corpo la prevalente e polivalente forma espressiva muta.
Premi: Azores Fringe Award 2023 e Gothenburg Fringe Award 2023.
Nominations: Fringe of Fringe Gothenburg 2024, Soho Play house 2024, Avignon Off 2024.
Giovedì 9 aprile, ore 20
PROBLEMI DI EGO
di e con Diego Lacaille e Jacopo Tealdi
“Problemi di ego” è uno spettacolo tragicomico e leggero sulla salute mentale, nel quale il teatro manuale e la stand up comedy si fondono in una messinscena originalissima. Diego Lacaille abita un mondo che gli sta stretto, o forse è lui a essere troppo “spigoloso” per il mondo. È il ritratto vivente dell’iracondia moderna: è un uomo che combatte una guerra quotidiana contro i mulini a vento della banalità, i ritardi dei mezzi pubblici, l’inettitudine altrui e, soprattutto, ne tiene nota: una lunga lista intitolata “cose che mi fanno imbestialire”. Ogni sua giornata è un esercizio di equilibrismo precario per contenere un’esplosione che sembra sempre imminente.

La sua corazza di cinismo e malumore, però, cede di schianto quando una serie di sfortunati, quanto ridicoli, micro-drammi personali lo manda in corto circuito. È in questo momento di massima vulnerabilità che la realtà si incrina, lasciando spazio a un’incursione surreale: Diego non è più solo nella sua stanza, ma si ritrova proiettato nei meandri più reconditi della sua psiche.
In questo viaggio introspettivo, i suoi pensieri prendono letteralmente vita. A incarnarli non sono attori in carne e ossa, ma le mani di Jacopo Tealdi (#quellodellemani). Attraverso la tecnica del teatro manuale, le mani di Tealdi si trasformano in personaggi logorroici, saggi bizzarri, paure infantili e alter ego dispotici che costringono Diego a un confronto diretto e spietato, ma incredibilmente divertente.
Mentre Diego utilizza il linguaggio tagliente e il ritmo serrato della stand-up comedy per vomitare il suo disagio, le figure di Tealdi rispondono con la poesia del movimento e l’ironia visiva, creando un dialogo serrato tra corpo e mente, tra parola e gesto.
Lo spettacolo affronta il tema della salute mentale con una leggerezza calviniana, senza mai scivolare nel patetico. Si ride delle nevrosi, ci si riconosce nei tic nervosi e si esplora quella rabbia che, se guardata da vicino, è spesso solo un grido d’aiuto mascherato da insulto. È un invito a fare pace con i propri “mostri”, scoprendo che forse, per guarire, basta smettere di stringere i pugni e imparare a usare le mani per fare qualcos’altro. Magari qualcosa di bello.
LA STORIA DI QUESTA RASSEGNA
La rassegna nasce per sfida nel 2019: è da sempre sostenuta con il patrocinio e il contributo della Circoscrizione 8 per cercare di dare un luogo corretto e meno informale degli spazi del Circolo Arci Sud a quelli che sono gli spettacoli di prosa. Le prime edizioni si chiamavano “Piccola rassegna teatrale Torinese”, poi al teatro si sono affiancate altre forme espressive e la rassegna dal 2023 si chiama più genericamente “Culturale”. Per il Circolo Sud è un modo per cercare di offrire spettacoli teatrali a basso costo ma in contesti e spazi idonei alla loro esecuzione. Tra le tante opere messe in scena ricordiamo, “Foodification – Come il cibo si è mangiato la città”, di Marco Perruca e Paolo Tex Tessarin, “Strap-On Comedy – Il porno è la cosa più simile alla vita… entrambi non hanno trama”, di e con Gipo di Napoli, “Glove” con Max Liotta dove è stato fatto letteralmente piovere sul palcoscenico, “Le tre vite di Terry Callier” di Federico Sacchi (replicato al pomeriggio per overbooking), “Goddam Nina!” di Doppeltraum teatro, “Risuona la Resistenza” per la regia di Roberta Maraini e Enrico Seimandi, tratto dai documenti dell’archivio dell’Associazione Toscanini.

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