« Segni e prodigi »
21 marzo — 7 maggio 2026
Galleria Templon, Parigi (Beaubourg)
Dal 21 marzo al 7 maggio 2026, la Galerie Templon presenta Signs and Wonders , la nuova mostra personale dell’artista Abdelkader Benchamma. Giocando sottilmente con cambiamenti di scala e pareidolie, le sue opere trasformano le superfici in spazi risonanti dove si dispiegano correnti, figure, turbolenze, mondi cosmici e paesaggi mentali. A lungo dominata da composizioni in bianco e nero e installazioni effimere, la sua pratica ora attribuisce al colore un ruolo centrale, declinato in formati inediti in bilico tra murale e pittura. Benchamma sviluppa un linguaggio visivo basato su un disegno teso e ipnotico, nutrito da influenze letterarie, etnografiche ed esoteriche tratte da un vasto corpus di narrazioni e immagini che ha collezionato, archiviato e ampliato nel corso di diversi anni. Queste diverse rappresentazioni alimentano il suo lavoro e sembrano esistere sulla soglia del mondo conosciuto – quello spazio mutevole tra scienza e magia – come un atlante sfuggente di regni invisibili.

Abdelkader Benchamma, Entre la terre et le ciel, 2026, Ink and acrylic on canvas, 130 × 105 cm — 51 1/4 × 41 1/4 in.,
Courtesy of the artist and Templon, Paris – Brussels – New York, Photo © Sebastiano Pellion di Persan
— « […] L’opera di Abdelkader Benchamma, il disegno, il suo mezzo espressivo preferito, non può essere concepita come un oggetto fisso, definito dal rettangolo del foglio di carta, ma come un’energia che invade lo spazio e il tempo. »
Jeanne Brun (curatrice del Centre Pompidou) sull’installazione di Abdelkader Benchamma Au bord des mondes (2024), per il Premio Marcel Duchamp.
Le opere in mostra traggono ispirazione da due libri che rivestono un significato particolare per l’artista. Il Kitab al-Bulhan ( Le meraviglie delle cose create e le curiosità delle cose esistenti ), meglio noto come Il Libro delle Meraviglie , è un manoscritto arabo del XIV- XV secolo proveniente dalla Mesopotamia medievale, che si ritiene sia stato scritto da Abd al-Hasan al-Isfahani. Nelle sue singolari miniature, osservazioni astronomiche si affiancano a talismani magici, meraviglie architettoniche e raffigurazioni di jinn, esseri fatti di fuoco senza fumo, entità invisibili simili a spiriti che possono visitare i nostri sogni. Secoli prima dei primi atlanti scientifici europei, il Kitab al-Bulhan affascina per la sua forza poetica, permettendo al visibile e all’invisibile di coesistere in immagini enigmatiche che suggeriscono una realtà in continuo mutamento, che resiste per sempre alla completa comprensione. In una vena diversa, le incisioni tedesche del XVI secolo del Libro dei Miracoli continuano ad affascinare l’artista. Questo manoscritto anonimo, che racconta fenomeni soprannaturali, intreccia narrazioni bibliche, folklore e visioni apocalittiche. In queste immagini sorprendentemente moderne, il rapporto tra il cielo e il regno terreno è profondamente teso: i fenomeni raffigurati diventano presagi di catastrofe, forieri di un’apocalisse che minaccia l’umanità. Ancora una volta, l’ignoto sconvolge, riaccendendo la paura di ciò che va oltre la comprensione umana. Benchamma collega queste ansie celestiali a narrazioni contemporanee che le riecheggiano in modo inquietante, come le udienze del Congresso degli Stati Uniti che mettono in guardia da potenziali minacce extraterrestri. Attraverso i secoli, i sistemi di credenze persistono, adattandosi alle tecnologie del loro tempo e riproponendo le stesse antiche paure.
Abdelkader Benchamma , Kometenbuch – Disques de Nuremberg , 2024, inchiostro su carta montata su tela, 34,5 × 27 × 3,5 cm —
13 1/2 × 10 3/4 × 1 1/2 pollici, per gentile concessione dell’artista e Templon, Parigi – Bruxelles – New York, foto © Peter Cox
Concepita come le pagine di un vasto manoscritto, Signs and Wonders trasforma la galleria in uno spazio intermedio: un organismo fertile e in continua evoluzione, attraversato da passaggi verso altri mondi, oscillante tra inquietudine e desiderio di reincanto. Le miniature, portatrici di memoria, si liberano dalle loro cornici per infiltrarsi e ridefinire lo spazio; pagine in cui stelle scintillanti sembrano trasformarsi in droni o UFO alla deriva, e dove, miracolosamente, permane la venerazione per alberi e pietre.
Questa mostra segna un momento cruciale nella carriera dell’artista. Nel settembre 2026, Abdelkader Benchamma inizierà una residenza a Villa Albertine a New York, dove esplorerà in particolare gli archivi dell’American Society for Psychical Research (ASPR). Questa eccezionale collezione, dedicata ai fenomeni parapsicologici, amplierà ulteriormente la sua indagine sull’invisibile e le sue rappresentazioni.
Abdelkader Benchamma , Kometenbuch – Monstera , 2025, inchiostro su carta montata su tela, 28,5 × 20,5 cm — 11 1/4 × 8 pollici,
per gentile concessione dell’artista e Templon, Parigi – Bruxelles – New York, foto © Laurent Edeline
Informazioni pratiche
« Segni e prodigi »
Abdelkader Benchamma
21 marzo – 7 maggio 2026
Inaugurazione il 21 marzo, dalle 12 alle 20
Galleria Templon,
30 rue Beaubourg
, 75003 Parigi
Martedì – Sabato, 10:00 – 19:00


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