12 Marzo 2026

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Dino Tropea, da via Sant’Anna 8 a Casa Sanremo: il libro nato sopra la casa di Verga che racconta cosa significa non lasciare indietro nessuno

Dalla Catania di Giovanni Verga alla Marina Militare, fino alla ribalta culturale di Casa Sanremo: in Lasciato Indietro un percorso siciliano che diventa storia universale di dignità e responsabilità.

Ci sono indirizzi che non sono solo coordinate urbane. Sono traiettorie. Dino Tropea è cresciuto a Catania, in via Sant’Anna 8, nello stesso edificio che oggi ospita la Casa Museo di Giovanni Verga. Lui abitava al piano superiore.

Sotto, la memoria del Verismo. Sopra, un ragazzo che non sapeva ancora che un giorno avrebbe scritto di esclusione, abbandono e responsabilità personale.

Non è un parallelismo letterario forzato. È un punto di partenza culturale. Verga raccontava Rosso Malpelo, il ragazzo lasciato ai margini. Tropea, decenni dopo, affronta un’altra forma di marginalità: quella di chi si sente lasciato indietro nelle relazioni familiari, nelle dinamiche istituzionali, nei percorsi professionali.

Lasciato Indietro, pubblicato nel 2024, si apre con parole che definiscono il nucleo della narrazione:
“Questa è la struggente e, in parte, ironica storia di un innocente bambino abbandonato dal proprio padre. Una volta cresciuto fino a diventare padre a sua volta, aveva giurato che quel destino non avrebbe mai colpito i propri figli.”

Il libro non è un atto d’accusa. È un tentativo di interrompere una trasmissione invisibile: quella delle ferite che attraversano le generazioni.

Per comprenderlo occorre tornare nei cortili di Monserrato, a Catania. Partite interminabili, piazze affollate, un calcio “puro e genuino”. Non c’è nostalgia compiaciuta, ma precisione quasi documentaria. E soprattutto identità collettiva:
“Poi sono arrivati loro, i ragazzi di Monserrato, e sì, eravamo proprio noi, i ragazzi di Monserrato, e lo siamo ancora oggi.”

La chiesa di Santa Maria di Monserrato come centro di aggregazione. Il Bar Fazio come luogo di incontro. È una Sicilia popolare, concreta, lontana dalle cartoline. Una Sicilia che Verga avrebbe riconosciuto per autenticità.

La traiettoria personale di Tropea lo porta lontano dall’isola. Diventa ufficiale della Marina Militare, partecipa a missioni all’estero, assume responsabilità operative. Eppure il tema del “lasciato indietro” riemerge anche dentro l’istituzione.

Affronta con lucidità la mancata promozione a Capitano di Vascello:
“Il sistema mi ha evidentemente valutato sufficientemente buono… ma evidentemente non abbastanza per essere promosso.”

Qui l’esclusione non è familiare. È sistemica. È professionale. La risposta non è rancore, ma disciplina interiore:
“Sebbene nulla possa trattenerti indietro, sii coraggioso, non arrenderti e ricorda di gioire.”

Nella scrittura asciutta e diretta si avverte l’influenza dichiarata di Ernest Hemingway, autore che Tropea ha approfondito fino a visitare la casa di Key West. Guerra, mare, essenzialità narrativa: elementi che tornano come struttura più che come imitazione.

Dopo la pubblicazione, Lasciato Indietro inizia un percorso pubblico che attraversa contesti diversi. Dal Circolo Ufficiali della Marina “Caio Duilio” alla Fiera Più Libri Più Liberi 2024. Il 10 febbraio 2025 approda a Casa Sanremo Writers, nel contesto culturale del Festival di Sanremo, dove riceve una menzione speciale.

Seguono le presentazioni istituzionali a Fiumicino e Farnese nel 2025, la selezione al Premio Letterario Giovanni Comisso e, il 9 gennaio 2026, l’ingresso alla Galleria Internazionale Area Contesa di via Margutta a Roma. Un percorso che unisce ambiente militare, istituzioni culturali e arte contemporanea.

La radice resta siciliana, ma il tema è universale. Lasciato Indietro non cerca assoluzioni né consenso facile. Rifiuta il vittimismo e sceglie la responsabilità come chiave narrativa.

Nel finale, Tropea scrive:
“Dico che io non lascerò indietro nessuno, ma che porterò con me tutti nel mio cuore.”

È una frase semplice. Ma sintetizza l’intero percorso: trasformare l’esperienza dell’esclusione in impegno verso gli altri.

Da via Sant’Anna 8, sopra la casa di Verga, fino a Casa Sanremo, la traiettoria di Dino Tropea racconta una storia profondamente siciliana nelle radici e pienamente contemporanea nel significato.

In un tempo che archivia velocemente persone e percorsi, la domanda resta aperta: siamo ancora capaci di dare spazio a chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte?

Il percorso professionale e culturale di Dino Tropea è documentato anche nel sito ufficiale dell’autore, www.dinotropea.it, dove sono raccolte le attività e gli incontri pubblici legati al libro.