12 Marzo 2026

Zarabazà

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Ombre di Guerra a Palazzo Moncada: l’arte siciliana tra memoria storica e inquieta attualità

Negli ultimi mesi la Sicilia sta vivendo una stagione espositiva sorprendentemente vivace, capace di mettere in dialogo grandi maestri del Novecento, icone dell’arte contemporanea e nuove narrazioni visive. Da Palermo a Catania, passando per i centri dell’entroterra, le mostre non sono semplici eventi, ma veri e propri dispositivi culturali che intrecciano memoria, identità e contemporaneità.

A Catania, ad esempio, l’impatto di Alberto Burri ha riportato al centro il tema della materia come ferita e rigenerazione: le combustioni, i cretti, le superfici lacerate hanno dialogato idealmente con una Sicilia che conosce bene il peso e la forza della propria storia. Allo stesso modo, la presenza di Maurizio Cattelan ha acceso il dibattito sull’ironia, la provocazione e il cortocircuito tra arte e società, dimostrando quanto il linguaggio contemporaneo possa ancora scuotere coscienze e certezze.

E ancora, la mostra dedicata agli Anni ’80 a New York ha riportato nell’Isola l’energia ruvida e visionaria di una stagione irripetibile: graffiti, fotografia, arte urbana e cultura underground hanno raccontato una città laboratorio, in cui creatività e tensione sociale si fondevano in un’estetica potente e identitaria.

In questo scenario dinamico si inserisce con forza e coerenza la collettiva “Ombre di Guerra” a Palazzo Moncada, che sposta il baricentro dalla grande metropoli internazionale alla dimensione intima e civile di una città dell’entroterra, senza perdere profondità né attualità.

Ombre di Guerra: memoria, ferite, responsabilità

“Ombre di Guerra” non è soltanto una mostra: è un attraversamento emotivo e storico. Inaugurata il 31 gennaio nelle sale di Palazzo Moncada, l’esposizione — aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 17:00 alle 20:00 (esclusi domenica e lunedì) — invita il visitatore a confrontarsi con il fragile confine tra passato e presente.

Dopo l’esperienza al Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez di Trieste, in occasione dell’81° anniversario del bombardamento sulla città, la collettiva approda a Caltanissetta con un valore simbolico ancora più forte: anche il capoluogo nisseno, infatti, porta nella propria memoria le ferite dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

Sedici artisti hanno aderito al progetto, ciascuno con uno sguardo personale sul tema del conflitto, della memoria e delle sue ombre: Carmelinda Alacqua, Arturo Barbante, Monica Castellana, Patrizia Cerminara, Valentina Dezio, Gabriella Di Natale, Luce Ferrigno, Rosetta Giombarresi, Luigi Marco Iacono, Toti Iacono, Simona Impellizzeri, Lillo Miccichè, Beatrice Nicosia, Michelangelo Riccardi, Gino Taranto e Stefania Turco.

Pittura, scultura, installazione, fotografia e arte digitale si intrecciano in una narrazione corale che attraversa epoche e sensibilità diverse. Le opere non raccontano soltanto la guerra come evento storico, ma come condizione umana: paura, perdita, resistenza, speranza.

Tra gli artisti in mostra anche l’organizzatrice stessa, con dodici dipinti, una fotografia e tre installazioni, accanto alle opere digitali di Luce Ferrigno, che propone due immagini sospese tra fragilità e resilienza contemporanea.

Il cuore dell’iniziativa è chiaro: rendere la mostra fruibile anche alle scuole, offrendo a studenti e docenti uno spazio di confronto attraverso il linguaggio dell’arte. Perché se la memoria è un dovere, la consapevolezza è una responsabilità condivisa.

In un momento storico in cui nuovi conflitti tornano a oscurare l’orizzonte internazionale, “Ombre di Guerra” diventa così un invito a riflettere — sulle storie che ci hanno preceduti, su quelle che stiamo vivendo e su quelle che possiamo ancora evitare.

Portare consapevolezza, ma anche bellezza. Perché, forse, è proprio la bellezza — quando sa farsi verità — a ricordarci che un’alternativa è sempre possibile.