18 Aprile 2026

Zarabazà

Solo buone notizie

Da Museo Civico di Modena in mostra a  Budapest, il dipinto di Pellegrino Munari “San Geminiano salva Modena dall’assedio di Attila”

Il Museo Civico di Modena partecipa alla mostra internazionale dedicata ad Attila, ospitata al Museo Nazionale di Budapest, con il prestito di una delle opere più significative delle sue collezioni: “San Geminiano salva Modena dall’assedio di Attila” di Pellegrino Munari.

Il dipinto raffigura uno degli episodi più noti della tradizione agiografica modenese, il cosiddetto “miracolo di San Geminiano”. Secondo il racconto, Attila, giunto nei pressi della città con l’intenzione di attaccarla, venne fermato dall’intervento del santo che, percorrendo il camminamento delle mura e affacciandosi a una finestra, lo esortò a proseguire oltre, proteggendo così la comunità modenese.

L’opera fa parte di un ciclo realizzato intorno al 1520 da Pellegrino Munari, detto anche Aretusi, per glorificare il santo patrono della città. Nato a Modena intorno al 1460, Munari si formò in ambito emiliano prima di trasferirsi a Roma nel 1513, dove rimase fino al 1520 collaborando con Raffaello alla decorazione delle Logge Vaticane, commissionate da papa Leone X. Giorgio Vasari, nelle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti, ricorda il pittore modenese come artista di grande pratica e valore, apprezzato collaboratore del maestro urbinate. Dopo la morte di Raffaello, Munari rientrò a Modena portando con sé l’eredità dell’esperienza romana. La sua vita si concluse tragicamente nel 1523 quando, nel tentativo di mettere in salvo il figlio durante una rissa, rimase ucciso.

La mostra “Attila”, visitabile fino al 12 luglio 2026, si presenta come uno dei più importanti progetti espositivi dedicati, in Ungheria, alla figura del re degli Unni. Riunisce circa quattrocento opere provenienti da sessantaquattro musei di tredici Paesi, in un percorso che indaga la complessa identità di Attila tra dato storico e mito. In questo contesto, l’opera modenese, selezionata per il suo valore storico e iconografico, contribuisce ad arricchire il percorso della mostra, offrendo uno sguardo sul modo in cui la figura di Attila è stata interpretata e rielaborata nel tempo.