L’universo visivo di Armando Testa in mostra a Milano al Museo del Novecento
“Urrà la neve! Armando Testa e lo sport” è il titolo della mostra focus, in corso al Museo del Novecento di Milano, dedicata alla produzione grafica a tema sportivo di Armando Testa, figura centrale della grafica e della comunicazione visiva italiana. Fondatore dell’omonima agenzia, Testa ha ideato un linguaggio originale capace di coniugare essenzialità e sperimentazione in ambiti diversi dalla pubblicità all’arte, dal design alla televisione e al cinema.
Realizzata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina, la rassegna presenta una selezione di opere che coprono oltre trent’anni di attività dell’artista. Il percorso espositivo prende avvio dai manifesti degli anni Cinquanta, tra cui Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954) – dove la resa dinamica delle forme e l’essenzialità cromatica traducono in immagine il mito moderno della velocità – ai lavori dedicati ai Giochi della XVII Olimpiade di Roma (1959), in cui lo sport diventa emblema di progresso del nostro Paese e di partecipazione collettiva. Tra gli anni Sessanta e Settanta, opere come Cervinia, il Grand Prix della Pubblicità (1974/1990) e l’8° Concorso Ippico Internazionale (1968) segnano un’ulteriore evoluzione verso una sintesi formale in cui l’immagine si afferma come protagonista assoluta di composizioni dal forte impatto visivo.
Tra gli anni Ottanta e Novanta, con Azzurra (1987) e Torino ’90, Testa consegna alla memoria collettiva immagini destinate a diventare vere e proprie icone, elevando lo sport a fenomeno culturale del proprio tempo. Parallelamente ai manifesti, egli estende la sua ricerca anche al linguaggio filmico con il celebre Carosello Il treno per Saiwa (1966–1969), dove il corpo si trasforma in ingranaggio e ritmo, anticipando sensibilità vicine alle sperimentazioni Fluxus e alle indagini sonore e concettuali di John Cage.
L’esposizione mette in luce, dunque, come lo sport diventi per Testa un terreno privilegiato di ricerca formale e, al tempo stesso, uno strumento per raccontare i cambiamenti socio-culturali dell’Italia del Novecento.
La mostra, che resterà aperta fino al 30 aprile 2026, è a cura di Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello ed è realizzata in collaborazione con Testa per Testa.

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