9 Febbraio 2026

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Polacchi: «Il fascismo e i neofascismi non sono opinioni, ma una minaccia concreta». Il presidio dopo l’attacco intimidatorio a Bruino

Bruino risponde ai nuovi episodi di intolleranza che hanno colpito la libreria Bellville. Per venerdì 16 gennaio, alle 18, è stato indetto un presidio antifascista in via Roma 39, proprio davanti alla libreria, diventata nuovamente bersaglio di atti intimidatori.


L’iniziativa nasce in risposta a un grave episodio avvenuto lunedì, quando due persone a volto scoperto hanno fatto irruzione nei locali della libreria e del Circolo ARCI Hakuna Matata. Gli aggressori hanno strappato un cartellone che riportava una frase antifascista, a firma dello storico Carlo Greppi, rivolgendo insulti e minacce al libraio. Non si tratta purtroppo di un caso isolato, poiché la struttura era già stata oggetto di attacchi da parte di Casapound in passato, l’ultimo dei quali risalente al giugno 2025.


L’appello alla mobilitazione di fronte a nuova e più grave provocazione ha raccolto un ampio spettro di adesioni da parte di forze politiche, sindacali e associative. Tra i promotori figurano il Circolo Arci Hakuna Matata e la stessa Libreria Belleville, sostenuti da Anpi, Cgil e Spi Cgil. Sul fronte politico, la manifestazione vede il supporto di Alleanza Verdi Sinistra, Europa Verde, Sinistra Italiana, Partito Democratico e lista civica Insieme per Bruino.


«Quello che è accaduto a Bruino non può essere minimizzato né derubricato a semplice provocazione – dichiara Andrea Polacchi, presidente di Arci PiemonteSiamo di fronte a comportamenti che richiamano pratiche intimidatorie di chi si riconosce, apertamente o meno, in una cultura neofascista. Per questo chiediamo a tutte le forze politiche e alle istituzioni di non tollerare alcuna ambiguità: il fascismo e i neofascismi non sono opinioni, ma una minaccia concreta alla convivenza democratica. Serve una presa di posizione netta, senza distinguo». Arci Piemonte auspica che gli autori di questi atti vengano rapidamente individuati e che venga riaffermato, anche sul piano pubblico e istituzionale, che sul terreno dei diritti, dell’antifascismo e della libertà di espressione non sono ammesse zone grigie.