Le grandi svolte giuridiche raramente nascono per caso. Dietro le sentenze che cambiano il diritto vivente c’è quasi sempre un lavoro tecnico, ostinato e competente, portato avanti da professionisti che scelgono di andare oltre la prassi. È il caso dell’azione giudiziaria condotta dall’avvocato Italo Attardo, che ha portato la Corte di Cassazione a sollevare la questione di legittimità costituzionale sul Trattamento Sanitario Obbligatorio, aprendo la strada alla storica pronuncia della Consulta.
Una vicenda nata a Caltanissetta, ma destinata ad avere effetti su tutto l’ordinamento nazionale.
Dal caso concreto alla questione costituzionale
L’avvocato Attardo ha assistito Elena Napoli in un ricorso contro un TSO disposto nel gennaio 2021. La strategia difensiva non si è limitata a contestare i presupposti sanitari, ma ha colpito il cuore procedurale della normativa: l’assenza di obblighi di comunicazione, notifica e ascolto del paziente.
Un’impostazione giuridica che la Cassazione ha ritenuto fondata, tanto da rimettere la questione alla Corte Costituzionale, sollevando dubbi di legittimità sugli articoli 33, 34 e 35 della legge 833/1978
È qui che emerge il valore del lavoro difensivo: trasformare una lesione individuale in una questione di sistema.
La Consulta e il riconoscimento dell’impianto difensivo
Con la sentenza n. 76 del 30 maggio 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 35 della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, nella parte in cui non prevedeva la comunicazione del TSO al paziente, il suo ascolto e la notifica degli atti.
La Cassazione, con ordinanza pubblicata il 26 dicembre 2025, ha preso atto della decisione della Consulta e ha dichiarato nullo il trattamento sanitario obbligatorio disposto nei confronti della ricorrente, riconoscendo che la procedura seguita era contra legem
Un passaggio che certifica, nero su bianco, la correttezza e la profondità dell’impianto giuridico costruito dalla difesa.
Il ruolo dell’avvocato come presidio costituzionale
Questa vicenda restituisce all’avvocatura il suo ruolo più autentico: non semplice rappresentanza, ma garanzia costituzionale.
L’avvocato Attardo ha dimostrato come il difensore possa e debba essere il soggetto capace di intercettare le storture normative, portarle all’attenzione dei giudici supremi e contribuire all’evoluzione del diritto.
Non è un risultato scontato: sollevare una questione di legittimità costituzionale significa possedere visione sistemica, rigore tecnico e capacità di lettura multilivello delle fonti, dal diritto interno alla CEDU.

Un segnale che parte dal territorio
Che tutto questo sia partito da Caltanissetta non è un dettaglio. È la dimostrazione che l’avvocatura di qualità non è monopolio dei grandi centri, ma vive anche nei territori, quando competenza e determinazione si incontrano.
Il lavoro dell’avvocato Attardo non ha prodotto solo una vittoria processuale, ma ha contribuito a riaffermare un principio fondamentale: la persona, anche quando fragile, non perde mai il diritto di essere informata, ascoltata e difesa.

Prospettive risarcitorie aperte dalla pronuncia della Cassazione
La pronuncia della Corte di Cassazione del dicembre 2025, resa in favore della ricorrente Napoli Elena, non si esaurisce nel riconoscimento dell’illegittimità del Trattamento Sanitario Obbligatorio disposto nei suoi confronti, ma apre ora la strada all’azione volta a ottenere il risarcimento dei danni subiti e derivati dal T.S.O. illegittimo in questione.
Un passaggio di particolare rilievo, perché segna il punto di contatto tra l’affermazione del principio costituzionale e la tutela concreta della persona, consentendo di valutare le responsabilità e le conseguenze patrimoniali e non patrimoniali generate da una compressione illegittima della libertà personale e dei diritti fondamentali.
Una firma che resta, anche se invisibile
Le sentenze portano il nome delle Corti, ma spesso hanno una firma invisibile: quella degli avvocati che le rendono possibili.
In questo caso, quella firma ha inciso su uno degli ambiti più delicati del rapporto tra Stato e individuo, rafforzando le garanzie di libertà personale e di autodeterminazione sanitaria.

Ed è così che il lavoro di un avvocato diventa, a tutti gli effetti, diritto per tutti.

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