Con il suo secondo album, Da dove nasce il vento, Simone Piva conferma la sua capacità di unire energia e introspezione in un’unica esperienza musicale. Pubblicato nell’autunno 2025 e anticipato dai singoli Cosa siamo diventati, Il baule del diavolo e Sulle nostre tracce, il disco si compone di dieci tracce che esplorano con libertà i territori del rock italiano e del cantautorato contemporaneo.

Simone Piva – Da dove nasce il vento
Registrato in Edac Studio con la produzione di Davide Lasala e Andrea Fognini e distribuito da Believe Music Italia, il lavoro si muove tra brani ritmati e pezzi più meditativi, senza mai perdere coerenza. L’apertura affidata a Come siamo diventati è una dichiarazione di forza: chitarre incisive, ritmi decisi e melodie che restano in testa. Subito dopo, Irene mostra il lato più delicato di Piva, una ballad che invita all’ascolto attento e alla riflessione.
L’album alterna sapientemente momenti di slancio e brani più raccolti: da Sulle nostre tracce e La leggendaria ballata di Bill, energici e quasi teatrali, a Oltre il confine e Fantasmi, in cui la malinconia diventa protagonista. Questa alternanza crea un senso di viaggio, non solo musicale ma emotivo, che accompagna l’ascoltatore lungo paesaggi sonori sempre diversi.
Quello che colpisce di Da dove nasce il vento è la capacità di Simone Piva di rendere ogni brano unico, pur mantenendo un’identità riconoscibile. Le melodie sono immediate ma mai banali, e i testi, profondi e ricchi di sfumature, invitano a riflettere sul mondo, sui ricordi e sulle relazioni.
Il disco funziona sia come sottofondo leggero, lasciandosi cullare dalle atmosfere, sia come ascolto attento e contemplativo. Con Da dove nasce il vento, Simone Piva dimostra di saper trasformare la materia del rock e del cantautorato in qualcosa di personale, poetico e autentico.

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