Portare la fiaccola olimpica è una grande emozione. Un’emozione che si amplifica quando la condividi con tuo padre, quando ogni passo diventa memoria, ogni sguardo si trasforma in orgoglio e ogni applauso sembra racchiudere una storia lunga una vita.
È quello che è accaduto a me e a mio padre, Giuseppe, in occasione della tappa di Cefalù del viaggio della fiaccola delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. È stata una giornata che porteremo per sempre nel cuore, non solo per il valore simbolico dell’esperienza, ma per ciò che ha rappresentato per noi.
La torcia olimpica è un simbolo universale di unione e fratellanza tra i popoli e quando l’ho tenuta tra le mani, percorrendo il tragitto che mi portava verso l’altro tedoforo, ho sentito tutto il peso e la bellezza di quella tradizione. Il fuoco che ardeva davanti a me sembrava raccontare le storie dei sacrifici degli atleti, di sogni coltivati per anni, ma in quel momento raccontava anche un po’ della nostra storia.
Vent’anni fa, infatti, mio padre aveva già vissuto l’esperienza straordinaria, come tedoforo, durante il viaggio della fiaccola olimpica in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, proprio l’anno in cui sono nato. A distanza di due decenni, abbiamo ripetuto quell’esperienza insieme, questa volta è stato lui a passare la fiaccola a me. Non è stata la chiusura di un cerchio, ma una continuità.
Ho visto nei suoi occhi l’emozione che sono sicuro avesse provato allora, forse ancora più intensa. Per lui era un ritorno, per me una prima volta, un passaggio di testimone non solo della torcia ma anche di valori e ricordi.
In quel momento la folla applaudiva, qualcuno scattava foto, altri chiedevano un selfie, ma in mezzo a tutto questo io ho sentito soprattutto il battito del mio cuore e la consapevolezza di vivere qualcosa di unico. Pensavo che quella fiamma dal potente significato universale, in qualche modo, ha fatto parte della mia storia familiare per due generazioni.
Le Olimpiadi sono competizione, certo, ma sono anche storie. La nostra è una piccola storia, una storia semplice dentro un evento enorme, planetario. Ora, la fiamma continuerà il suo viaggio verso Milano e Cortina, io e mio padre torneremo alla quotidianità con un ricordo in più da custodire.


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