Il Cretto di Burri
Quando il futuro nasce dalla memoria
Si aprirà ufficialmente a gennaio l’anno che consacra Gibellina Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026, un riconoscimento che affonda le radici in una storia unica nel panorama culturale italiano e che oggi guarda con decisione al futuro.
Gibellina ha conquistato il titolo grazie al dossier “Portami il Futuro”, un progetto ambizioso che pone l’arte e la creatività contemporanea al centro di un processo di rigenerazione culturale, urbana e sociale. Un percorso che intreccia progettazione culturale, restauro, nuove pratiche artistiche e visioni condivise, riconoscendo nella bellezza un valore collettivo capace di rigenerare i territori e le comunità.
Del resto Gibellina è da oltre cinquant’anni un laboratorio a cielo aperto di sperimentazione artistica e culturale, frutto della lungimiranza del sindaco Ludovico Corrao che, dopo il devastante terremoto del Belice del 1967, scelse una strada allora rivoluzionaria: affidare all’arte il compito di ricostruire non solo gli spazi, ma anche l’identità e la dignità di una comunità ferita.
Grazie a Corrao, artisti, architetti e intellettuali di primo piano furono invitati a lasciare un segno tangibile nella nuova Gibellina. Nacquero così opere di straordinaria forza espressiva che ancora oggi definiscono il paesaggio urbano e simbolico della città: dal Cretto di Alberto Burri, monumentale sudario di cemento che custodisce la memoria della Gibellina distrutta, alle architetture e installazioni firmate da protagonisti dell’arte e dell’architettura contemporanea. Un patrimonio unico che ha reso Gibellina un caso emblematico di ricostruzione attraverso l’arte.
Il programma di Gibellina Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026 si sviluppa attorno a quattro aree tematiche, pensate per connettere passato, presente e futuro:
- Armonie del Contemporaneo, dedicata ai processi di comunità e partecipazione attivati attraverso il contributo di artisti contemporanei;
- Memorie dal Futuro, rivolta in modo particolare ai giovani e alle progettualità che mettono al centro uno sviluppo culturale partecipativo;
- Eredità, che valorizza i progetti storicizzati e le esperienze fondative dell’arte contemporanea a Gibellina, come base per reinterpretare il presente;
- Reti Contemporanee, pensata per attivare collaborazioni e reti istituzionali nazionali, con Gibellina al centro di una riflessione sull’arte nel contesto storico e culturale del Paese.
Gibellina si presenta, dunque, all’appuntamento come un modello culturale: un luogo che ha saputo trasformare una tragedia in un atto collettivo di creazione e che oggi, ancora una volta, affida all’arte contemporanea il compito di immaginare il domani.

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