12 Dicembre 2025

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Pierangelo e Sara Spimpolo “L’età in fiore”

C’è un momento nella vita in cui il tempo, invece di sottrarre, comincia a restituire.
Restituisce sguardi, esperienze, ricordi, ma soprattutto consapevolezza.

Ma chi ha vissuto sa che proprio lì, nella calma, nella lentezza e nella profondità del tempo, si nasconde la possibilità di rinascere.

Partendo da questo doppio assunto e dalla consapevolezza che troppo spesso la vecchiaia viene raccontata in modo retorico e paternalistico, Pierangelo e Sara Spimpolo presentano nel foyer dell’auditorium del Centro Culturale Tilane di Paderno Dugnano dal 14 al 19 novembre 2025 la mostra itinerante “L’età in fiore”, curata e organizzata dall’Associazione RE.ALIZE (ingresso libero).

La mostra, che incrocia le “Giornate del benessere” organizzate dal Comune di Paderno Dugnano, si presenta come una riflessione nuova, intima e coraggiosa, capace di dare valore alla terza età come stagione viva dell’esistenza, ricca di esperienze, passioni e desideri, capace di insegnare e di far crescere singolo e collettività.

Pierangelo e Sara, padre e figlia uniti dalla passione per la fotografia, con poetiche opposte ma complementari – l’ironia pungente e costruita del primo e la delicatezza intima e sfumata della seconda – intrecciano uno stesso racconto: quello di una vecchiaia che non attende ma vive, che non si spegne ma continua a fiorire.

Nelle loro fotografie (tutte 70×100, stampa fotografica su forex 5mm) gli anziani non sono più “altro da noi”, ma parte integrante del paesaggio umano quotidiano. Volti, case, memorie e affetti che costruiscono l’identità collettiva del territorio.

Lo stesso titolo della mostra “L’età in fiore”, in apparenza provocatorio, è invece una dichiarazione d’intenti nel voler parlare di vecchiaia con le parole della vita.

Pierangelo e Sara scelgono di ribaltare l’immaginario comune, proponendo la terza età non come la fine di un ciclo, ma come, della vita di ognuno di noi, fase fertile, piena di senso, energia e possibilità.

Il progetto fotografico di Pierangelo Spimpolo nasce dal desiderio di raccontare che la vitalità non ha età. Attraverso una serie di ritratti, l’autore dà voce a diciotto donne che hanno accettato di mostrarsi con ironia e spontaneità, entrando in un gioco di complicità che ha permesso di rivelare la loro energia più autentica.

Il filo conduttore del lavoro è quello delle passioni: coltivarle significa restare vivi, curiosi, capaci di guardare avanti. In questo racconto visivo, la vecchiaia smette di essere una condizione e diventa un concetto fluido, che si dissolve di fronte alla forza di chi continua a nutrire i propri desideri e ad abitare il mondo con entusiasmo.

Spiega Pierangelo Spimpolo: “Non mi sono limitato a semplici ritratti, ma ho voluto custodire le storie che hanno scelto, con coraggio, ironia e leggerezza, di raccontarsi con sincerità, intimamente, lasciando emergere la propria identità senza filtri. Ogni incontro mi ha ricordato che la fotografia, quando nasce da un’autentica relazione, non ritrae soltanto l’altro, ma rivela qualcosa anche di noi. E tutte queste donne mi hanno fatto capire che la vita resta sorprendente finché si ha la curiosità di viverla pienamente.”

Nelle sue fotografie, invece, Sara Spimpolo ha scelto di ritrarre uomini over 65 nei luoghi più autentici della loro quotidianità: le case, i giardini, gli spazi che abitano ogni giorno. Un viaggio dentro le vite altrui, tra salotti pieni di ricordi, cucine dove il profumo del caffè non mancava mai, giardini curati con pazienza e angoli che raccontano una vita intera.

Un’occasione di scoperta reciproca, un modo per entrare in contatto con storie fatte di passioni, interessi, e di quelle “cose preziose” che ciascuno custodisce nel proprio spazio più intimo.


Come racconta la giovane fotografa: “Ritrarre una persona in un solo scatto è quasi impossibile. La doppia esposizione mi ha permesso di evocare strati di identità e personalità, pur sapendo che ciò che si vede è solo una piccola parte di ciò che queste persone sono davvero.”

Immagini che non si limitano a mostrare, ma che uniscono presenza e memoria, corpo e ambiente, rivelando la complessità della terza età come stagione ancora in divenire.

Il risultato è una mostra ricca di umanità, di riflessioni e di vita vera: un invito a rivedere il modo in cui la società guarda all’invecchiamento, e a riconoscere nelle rughe della terza età una risorsa preziosa da cui imparare.

Dunque, in un’epoca che corre senza mai guardarsi indietro, Pierangelo e Sara Spimpolo ci invitano a rallentare, ad ascoltare, a distinguere ciò che conta da ciò che passa, suggerendoci di riconoscere la vecchiaia come ricchezza collettiva: un archivio di saperi e di errori, un patrimonio di storie che ci può aiutare a non ripetere ciò che ha ferito il mondo.

Il “rifiorire” da questa angolazione, allora, non significa più tornare indietro, ma andare avanti con nuova consapevolezza, imparare a vivere con misura, a dare valore alla gentilezza, alla memoria, al tempo condiviso.

La mostra “L’età in fiore” –  che nel 2026 sarà esposta alla Clinica San Carlo (febbraio), a Villa Venino a Novate Milanese e alla biblioteca Agorà di Arese a marzo –  è accompagnata da un catalogo realizzato dall’Associazione RE.ALIZE e disponibile in mostra su contributo volontario.