“Isabel la Reina” scritto e interpretato dalla straordinaria Melania Fiore, attrice e drammaturga di lunga esperienza e di grande talento, regia dell’ ottimo Andrea Anconetani, che ne firma anche le musiche originali. Isabel più che un racconto è una confessione, un momento allo specchio che questa eccezionale donna e regina ha prima di morire. Guarda se stessa, il suo passato, i suoi sogni e desideri più profondi, le sue gioie, le sue ossessioni, quelle speranze di donna che in tempi d’ oscurantismo culturale (ancora di più di oggi, è stata capace di sfidare con intelligenza e audacia le convenzioni e l’ordine politico, culturale e religioso del suo tempo.
Figura brillante e solare ma anche piena di ombre e contraddizioni, Isabel fu regina inflessibile ma anche donna fragile e appassionata, passionale e rivoluzionaria ma anche freddamente cinica e rigorosa, idealista e spirituale ma anche manipolativa e desiderosa del potere spirituale e passionale, rigorosa e capace di fredda gestione del potere. Animata da una forte sensualità e da un intenso amore per gli uomini della sua vita, fu comunque capace di rinunciare a tutto per lo Stato e soprattutto per i suoi figli.
Prima regina della Spagna unificata, Isabel di Trastamara, Principessa delle Asturie e sovrana di Castiglia e di Aragona, prese decisioni importanti anche sotto il profilo militare ed economico: riconquistò Granada e la riconsegnò alla Spagna, sostenne l’impresa di Cristoforo Colombo aprendo al Vecchio Continente la via del Nuovo Mondo, riprese in mano le redini della Chiesa, cercando di riportarla al suo spirito originario lo spirito di Dio, scevro da ricchezze e fasti inutili, provando ad epurarla dalla corruzione e dal sistematico sperpero dei beni a cui era sottoposta da nobili né umani né cristiani.

Il monologo ne attraversa l’intera vicenda umana e politica: dall’adolescenza segnata dalla malattia della madre, alla difficile entrata a corte, sostenuta dal padre e dal suo tutore Chacón, fino all’amore mai vissuto per Gonzalo de Córdoba, sua guardia personale, all’ unione e al grande amore per Fernando d’ Aragona che diventerà suo marito e all’ascesa al trono che la consegnerà alla Storia.

L’ autrice Melania Fiore ha scritto: L’idea di “Isabel” nasce in me circa sei anni fa, alla fine del 2018, quando è stata trasmessa in Italia questa magnifica serie televisiva spagnola sulla figura storica e umana di Isabella la Cattolica, Regina di Castiglia e di Aragona dalla seconda metà del ‘400 fino alla sua morte, avvenuta nel 1504. Mi ha colpito subito per la sua forza, il suo farsi valere come donna in un mondo dominato dagli uomini e spesso dalla loro violenza. Una donna che non fu regina solo nel titolo, ma mise in discussione con intelligenza e audacia le convenzioni e l’ordinamento politico e culturale della sua epoca. Un personaggio di baluginante modernità, anche perché animata da forti contraddizioni: spirituale ed appassionata e allo stesso tempo capace di morigeratezza e fredda gestione del potere come di passione e intenso amore per gli uomini della sua vita.

Ho studiato molto per scriverlo ed interpretarlo. Il testo, nato dal trattamento e dall’elaborazione di documenti storici ufficiali, diari e biografie, è un monologo che ripercorre l’intera vicenda umana di questa straordinaria donna e regina. Ma uno spettacolo è anche un lavoro di squadra, un’orchestra dove tanti strumenti diversi raggiungono l’armonia insieme. Lo spettacolo si avvale dunque della partitura musicale originale di Andrea Anconetani su cui la protagonista, giunta al momento estremo, si muove sul filo dei ricordi, dei fatti, delle persone della sua vita, e da ciò la partecipazione in voce di amici attori e attrici molto bravi che hanno reso ancora più potente l’azione scenica: Paola Giorgi, Tommaso Garrè, Simona Ripari, Gabriele Claretti e Aldo Emanuele Castellani. La scenografia è opera dello scultore Massimiliano Orlandoni, i costumi delle Sorelle Ferroni, la regia di A. Anconetani. Lo spettacolo, che ha debuttato a novembre 2024 presso il Teatro Comunale di Loreto, tra pochi giorni, il 25 ottobre, andrà in scena nella Chiesa di San Francesco a Camerano nell’ ambito de prestigioso Festival Marchestorie 2025 per poi fare tappa nello splendido Teatro Campana di Osimo il 31 ottobre e finalmente arrivare a Roma a dicembre.

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