Roma, 23 luglio 2025 — C’è stato un momento preciso in cui il tempo si è fermato. È stato quando Nino D’Angelo, con la luce negli occhi e l’inno della sua Napoli a fare da sfondo, è entrato in scena al Parco della Musica inginocchiandosi, quasi a voler abbracciare idealmente quel popolo che da oltre quarant’anni lo ama, lo segue, lo ascolta e si riconosce nella sua musica. Un gesto potente, simbolico, che ha dato inizio a una serata che resterà indelebile nei cuori di tutti i presenti.

Il concerto è stato un vero viaggio nel tempo, nelle emozioni, nei ricordi. Da Chiara a Pop Corn e Patatine, da Mente e Cuore a Diario, passando per Fra 50 anni, ogni brano è stato accolto con un coro collettivo, come se ogni spettatore fosse parte di un’unica, enorme famiglia musicale.
Ma è stato con ” ‘Nu Jeans e ‘ Na Maglietta” che la magia ha raggiunto il suo apice. Nino, ha raccontato la genesi di quella che sarebbe diventata una delle sue canzoni più iconiche. “Erano gli anni 80…”, ha cominciato con la sua voce inconfondibile. “ i tasti neri del pianoforte non funzionavano. Potevo suonare solo in Do maggiore o in Fa maggiore. E così, quasi per gioco, sono nati i primi accordi… e poi queste parole semplici, sincere.”
> “Nu jeans e na maglietta
‘Na faccia acqua e sapone
M’ha fatte ‘nnammurà
Questa semplicità”
Parole che, come ha detto lui stesso, cambiarono la sua vita. In un’epoca in cui nessuno cantava con quella purezza e verità, Nino ricorda che quel brano fu definito “troppo avanti”. Eppure fu proprio quella sincerità, quella semplicità così rivoluzionaria a renderlo eterno.

Nel corso del concerto, il cantante ha voluto omaggiare anche Mario Merola, “il Re della sceneggiata napoletana”, ricordando con orgoglio e gratitudine quando Merola lo definì suo erede. “

Ricorda anche alcuni momenti intimi e toccanti, come le canzoni dedicate ai suoi genitori. Racconta di una sera, in solitudine, in cui sentiva un forte bisogno di parlare con sua madre. Da quel bisogno, da quel dialogo silenzioso con l’anima, nacque una canzone a lei dedicata. Qualche tempo dopo, si rese conto che non aveva mai scritto nulla per suo padre. “Non ne parlavo mai”. E così, con la stessa sincerità, decise di scrivere anche per lui, dando vita a un brano che colmava finalmente quel silenzio.
L’annuncio del film sulla vita di Nino D’angelo:
Dopo l’annuncio ufficiale, cresce l’attesa per «Nino.18 Giorni», il film documentario diretto dal figlio Toni D’Angelo, che sarà presentato Fuori Concorso alla 82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e arriverà nelle sale in autunno.
Il gran finale è stato da brividi. Durante il medley conclusivo, il parco della musica si è trasformato in un’unica voce: nonostante i posti a sedere, il pubblico non è riuscito più a restare fermo. Tutti in piedi, in una vera e propria standing ovation spontanea, per accompagnare Nino in un susseguirsi di emozioni e successi che hanno fatto la storia della musica napoletana.

Infine, il saluto. Non un addio, ma un “arrivederci Roma”. Noi, il suo pubblico, siamo già pronti con la speranza nel cuore ad accoglierlo nuovamente a braccia aperte.
Grazie Nino, per questa notte. Per la tua voce, per la tua anima, per quella semplicità che ancora oggi ci fa innamorare.
Nitch:
Nino è un artista intramontabile è un artista vero capace di emozionare, un cantautore, un poeta e soprattutto un artista libero così come ogni forma d’arte dovrebbe essere.
~Nitch~


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