Festival Canzoni & Parole 2023
Beatrice Campisi è una cantautrice e autrice siciliana, trapiantata a Pavia, classe 1990, impegnata nella ricerca e nello studio di diversi stili e generi espressivi. La sua formazione artistica è iniziata con lo studio di canto, teatro e pianoforte presso il conservatorio Vincenzo Bellini di Catania ed è proseguita attraverso stages (come il master in teatro-danza con Dario La Ferla e il campus formativo presso il CET di Mogol) e prestigiose collaborazioni (Claudio Lolli, Jono Manson, Alosi -Pan del diavolo-, Francesca Incudine).
L’amore per le arti si lega alla passione per la letteratura e lo studio dei Classici, che hanno portato Beatrice alla laurea magistrale in Filologia Classica presso l’Università di Pavia. Alla laurea sono seguiti l’immissione in ruolo, come docente di lettere (con esperienze di insegnamento a giovani e adulti stranieri, anche in ambito carcerario) e, parallelamente, lo sviluppo della carriera di scrittrice, musicista, performer e insegnante di canto moderno (con la fondazione del coro “Corda-Voci di Donne”).
Attualmente ha all’attivo due album di brani originali (“Il gusto dell’ingiusto”, 2017; “Ombre”, 2022), la partecipazione a numerosi progetti (ad esempio il video-progetto di cover d’autore “Jukebox” o il triplo CD “Shaida-Tracce di libertà”, candidato alla targa Tenco 2024 come miglior album a progetto) e a importanti manifestazioni (come “Catania Jazz”, “Il Tenco Ascolta”, “Su la Testa Festival”, “Donne In.Canto”, “Mei”, “Lilith Festival”…), la vittoria del premio SIAE “Sillumina” come opera prima, e la realizzazione di un tour nazionale, che ha fatto tappa anche in Germania e al festival parigino “Canzoni&Parole”.
Il 4 aprile 2025 è uscito il suo nuovo disco/libro, “L’ultima lucciola” (prodotto da “Mezzanotte” ed “Edizioni Undergound?”): un viaggio fra testi, in versi, canzoni e illustrazioni.
Chi è Beatrice Campisi?
Sono una cantautrice e un’insegnante di italiano. Amo viaggiare, studiare e conoscere altre culture.
Ti sei innamorata gradualmente della musica o è stata una folgorazione?
Ho iniziato a cantare da bambina e a scrivere nella prima adolescenza. Direi che la musica mi accompagna da tutta la vita.
Le tue radici siciliane che comunque influenzano la tua musica. Come riesci a tenere viva questa connessione con la tua musica?
A me piace molto ascoltare, ricercare, studiare. Quando scrivo in siciliano, in particolare, sento che la mia voce diventa parte di una tradizione ancestrale. Il legame principale credo siano i racconti dei miei familiari, il ricordo delle antiche filastrocche che risuonavano nei pomeriggi assolati. Sento la responsabilità di tramandare questa cultura, che ho assorbito negli anni ed è diventata parte della mia storia.

Il 4 aprile 2025 è uscito il suo nuovo disco/libro, “L’ultima lucciola” (prodotto da “Mezzanotte” ed “Edizioni Undergound?”) Come nasce?
“L’ultima lucciola” nasce da poesie, scritte nell’arco di un anno e mezzo circa, prima sotto forma di appunti sparsi, poi limati e revisionati. Da questi testi è venuta l’ispirazione per le canzoni e le illustrazioni (di Elisabetta Campisi). A un certo punto ho realizzato che si trattava di un lavoro organico, un viaggio attraverso poesie, musica e disegni.
I testi dei brani de L’ultima lucciola che cosa raccontano?
“L’ultima lucciola” è un disco scritto abbastanza velocemente, per l’urgenza di parlare di alcuni temi sociali, che mi stanno molto a cuore, come l’immigrazione, il ruolo dell’Europa nel panorama mondiale, le fragilità giovanili, il legame con le proprie radici, il rapporto con la natura e alcune vicende storiche che hanno toccato la Sicilia e poi hanno modificato le sorti dell’Italia.
La dimensione live per te è fondamentale?
Sì, credo che sia la dimensione che meglio mi rappresenta e identifica. La musica è fatta di connessioni potenti, che, a mio avviso, si attivano completamente quando si è presenti nello stesso luogo.

Il classico della musica tradizionale siciliana che ami maggiormente?
Praticamente tutte le canzoni di Rosa Balistreri. Se dovessi sceglierne una in particolare, direi: “Terra ca nun senti”, perché è un canto universale.
Progetti futuri?
Ho da poco fondato “Corda”, un coro di donne, un progetto che approfondirò in autunno, ma che mi coinvolge moltissimo e in qualche modo mi lega anche ad altre prospettive future: lo spettacolo “Canzonette Partigiane” (ispirato alle storie di alcune staffette), ideato dal collettivo “Dinamica Cantautrici”; il lavoro insieme a Francesca Incudine, che sta crescendo e fiorisce di mese in mese. Naturalmente continuerò a portare “L’ultima lucciola” in tour e mi sono già messa in ascolto per intraprendere una nuova ricerca sonora in vista del prossimo disco.


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