Vincenzo Volo è ormai attore di fama nazionale con esperienze nel teatro e della televisione ritagliandosi spazi rilevanti. Tra i protagonisti del film “La scomparsa di Patò” di Andrea Camilleri nel 2010, ha anche girato diversi cortometraggi e sceneggiati televisivi. Noto al grande pubblico per la sua collaborazione con Enrico Guarneri Litterio, ha avuto una passerella artistica importante con la Trasmissione televisiva “Insieme” presentata da Salvo La Rosa nel periodo che va dal 2005 al 2011. Numerosi anche i successi teatrali “Pensaci Giacomino” di Pirandello, “Il malato immaginario” di Molière e “L’aria del continente” di Nino Martoglio. Vincenzo Volo dal 2014 al 2020 è direttore artistico del Cine Teatro Odeon di Canicattì. Attualmente alla Direzione Artistica del Teatro Comunale A. De Curtis di Serradifalco (CL) dal 2015.
Chi è Vincenzo Volo?
Nato a San Cataldo residente a Serradifalco in arte catanese. Spero di essere un uomo onesto…e di questi tempi già sarebbe un miracolo!
Una domanda banale. Come si diventa attore?
Con la grande passione! Sicuramente lo studio, sicuramente l’esperienza in palcoscenico, ma se non vi è la perseveranza la forza di volontà , il pensiero che non potresti fare altro nella vita, senza questa non si riuscirebbe mai a superare i grandi ostacoli che questa professione ti mette davanti. Anche una buona dose di fortuna non guasta.

Il tuo ingresso nel mondo dei professionisti è avvenuto grazie all’incontro con Enrico Guarneri. Insieme siete stati molte volte protagonisti a teatro, ma anche in tv. Quanto ha inciso tutto questo, in particolar modo l’esperienza nel piccolo schermo, nel tuo rapporto con il pubblico?
Quando ho conosciuto Enrico facevo ancora il metronotte, anche se avevo fatto la scuola di teatro con il grande Romano Bernardi, oggi grazie all’incontro con Enrico non faccio più il metronotte ma l’attore. Quindi sì, Enrico ha inciso moltissimo nella mia carriera e quando la gente, grazie a Litterio, per strada ti riconosce e ti stringe la mano allargando un sorriso…beh fa molto piacere.
Hai lavorato su set di film docu-fiction. Qual è stata l’esperienza più significativa per la tua crescita professionale finora?
In realtà se fai un piccolo confronto nel mio curriculum tra esperienze teatrali e quelle cinematografiche non c’è partita. Ho fatto pochissimo cinema, magari qualcosa in più con la televisione, ma non mi lamento, anzi credo sia colpa mia e del mio atteggiarsi nei confronti del cinema.
Che cos’è il teatro?
Questa domanda mi permette di completare la risposta precedente. Io credo che il teatro abbia diversi significati, per me è quella disciplina artistica che ha come fulcro centrale l’attore e la sua arte, il cinema no…ecco spiegato il mio atteggiamento nei confronti del cinema.

I tuoi lavori più importanti?
Da anni giro i teatri d’Italia portando autori siciliani importanti: da verga a Sciascia passando per Pirandello. Quest’anno andrò 3 mesi in tournée portando in giro per l’Italia il Birraio di Preston di Cammilleri per la regia di Giuseppe Di Pasquale prodotto da Marche teatro nella ricorrenza del centenario della nascita dell’autore.

Qual è il teatro più bello in cui ti sei esibito?
Ho girato così tanti teatri che me ne vengono in mente troppi e non saprei scegliere. Ma una cosa la posso dire con certezza, i teatri più belli d’Italia si trovano al sud.
Progetti futuri?
Da 5/6 anni oltre al mestiere di attore mi sto affacciando a quello della produzione/organizzazione. Ho la direzione del teatro de Curtis dì Serradifalco. Questo mi permette di auto produrmi e anche di produrre progetti di altri colleghi. Stando dietro le quinte capisci meglio questo strano mondo che si chiama Teatro.

Altri articoli
Da Un posto al Sole al romanzo ispirato da Pino Daniele: la nuova sfida di Gerardo Gallo
Emil di Other Azer: tra maschere, ribellione e Fashion Week nasce la nuova moda azera
Un parcheggio a 17 metri di altezza diventa una piazza sospesa che guarda il mondo. Torna il “Casilino Sky Park”: musica, sport, teatro, food.