21 Luglio 2024

Zarabazà

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Il cinema che fa bene. Buona la prima!

Il cortometraggio “L’Ortoressico” diretto da David Mastinu e due video dedicati ai disturbi alimentari prodotti dal Rotary Club di Roma

Prima proiezione a Roma lo scorso 18 giugno del cortometraggio “L’Ortoressico”, prodotto dal Rotary Club di Roma, su soggetto della sua Presidente, la neurochirurgo Maria Luisa Piras, che ne ha curato anche la sceneggiatura. Con la regia di David MASTINU, vede la partecipazione di Stefano AMBROGI, Giancarlo PORCARI, Alessandra MERICO e Zoe TAMANTI.

Il Rotary Club di Roma (fondato, lo sottolineiamo, il 6 gennaio 1925), per provare a fare la differenza, privilegia la settima arte, nello specifico sensibilizzando sul tema dei disturbi alimentari, in special modo su uno di essi, meno conosciuto della anoressia e della bulimia – a cui pure sono state dedicati e proiettati due altri contributi filmici, con la consulenza del Prof. Giovanni Spera e la supervisione tecnica di Vincenzo Bianchini per l’uso di avatar e dell’Intelligenza Artificiale, nel corso della rassegna –, ma non meno insidioso; quello della Ortoressia. Obiettivo del progetto, che veicola puntuali e corrette informazioni e “mostra” le conseguenze del disturbo, è sollecitare il sostegno familiare e di reti sociali pubbliche a chi ne soffre e a chi sta loro accanto, soprattutto se vulnerabili come i minori.

Si chiama infatti “L’ORTORESSICO” il cortometraggio prodotto dal Rotary Club di Romacon il contributo del Rotary International tramite il Distretto 20280 e della BANCA BCC e in collaborazione con il Rotary Club Roma Sud, il ROTARACT Club Roma e MARI Team Immobiliare – che fa luce su quella che è in realtà una vera e propria patologia classificata dal Ministero della Salute tra i Disturbi del Comportamento Alimentare. Se mangiare sano, infatti, è basilare per la salute, è tuttavia una attitudine che può trasformarsi in una ossessione controproducente cui spesso si associa una dieta restrittiva, il più delle volte sbilanciata e insufficiente. Questa può portare a gravi danni fisici dovuti al mancato apporto di elementi nutritivi necessari all’organismo di cui si evita l’assunzione, non per paura di ingrassare, né per distolta percezione delle proprie forme corporee, ma proprio per paura di ingerire alimenti che “fanno male”, nell’ossessiva ricerca di ottimizzare la salute e il proprio benessere. A questo si associano anche sofferenze psichiche più o meno gravi che vanno dalla difficoltà a mantenere rapporti sociali e lavorativi, fino alla instabilità affettiva e all’isolamento. Ancor più grave quando l’ortoressico ”ortodosso”, perfezionista, rigido, ipermorale che non sa o non accetta di essere affetto da un disturbo ossessivo compulsivo di personalità, vuole imporre le sue regole e rituali sul cibo ai propri famigliari soprattutto se minori. Tale percezione distorta – sottolineano gli organizzatori – andrebbe riconosciuta precocemente, e la sua cura affidata a professionisti competenti prima che evolva verso forme più gravi o, peggio, irreversibili. Il cortometraggio – e i due video informativi – avvisano anche di non affidarsi alle ricerche sul web, ma di fare riferimento al Ministero della Salute, alla voce “Disturbi alimentari”.

L’impegno del Rotary Club Roma

L’impegno del Rotary in questa occasione ha preso quindi una via diversa, più creativa rispetto a quelle del sostegno tout curt ad iniziative di sensibilizzazione o solidali, per aderire coi fatti al mandato attuale di “creare speranza nel mondo”. Il Rotary Club di Roma ha curato anche la produzione esecutiva del cortometraggio, dando vita ad una efficace azione comunicativa, coinvolgente come forse solo il cinema sa essere. Orgogliosa del risultato ottenuto – che rappresenta solo l’inizio di un percorso che mira ad una capillare distribuzione del corto e dei video in scuole, ambulatori, studi medici – la presidente Maria Luisa Piras, ideatrice del cortometraggio e autrice della sceneggiatura su cui il regista è intervenuto in maniera molto leggera, solo per “garantire il fluido passaggio da una scena all’altra”. “Credo che il cortometraggio riesca a rendere in modo molto delicato il messaggio che volevamo trasmettere – ha detto la presidente –, pur toccando tutti i punti essenziali legati al disturbo. L’intento è quello di generare consapevolezza, capacità di riconoscere i sintomi di quella che è una vera e propria patologia e non solo un atteggiamento’ e consentire così una sua diagnosi precoce e, quindi, l’avvio alle cure”.

Il regista

David MASTINU nasce a Roma, dove frequenta l’Accademia di Teatro Roma e il seminario attore/regista presso il Centro Sperimentale. Continua il perfezionamento tramite stage di recitazione con Fioretta Mari, Luca Word, Ennio Coltorti, Antonio Simioni, Roberto Capucci. Contemporaneamente studia Drammaturgia e Regia teatrale. Si Diploma all’accademia Di Cinema Renoir come sceneggiatore e prende parte da attore e drammaturgo a vari progetti teatrali dal 2012 ad oggi. Nel 2016 riceve i primi riconoscimenti, il Premio Dario Fo, il Premio pubblico Traiano, Il Premio Lupo. Con la sceneggiatura “L’Amore di Georgia” nel 2020 viene inserito su Rai Cinema e al Cinema di Salerno gli viene riconosciuto il premio Tematica sociale. Nel 2021 riceve il Premio Ettore Scola come miglior Sceneggiatura per il Cortometraggio “Boom”. Nel 2022 con “il Compleanno” vince il Premio “Massimo Troisi” al Ciak Festival di Napoli. È autore dei Documentari “A not Serius Porn” e “Fuori Gioco”. Nel 2023 e coautore della sceneggiatura del podcast “DENTRO MA FUORI” su Spotify, con i Detenuti della Casa di reclusione di Rebibbia.

Anche per Zoe TAMANTI, l’attrice più piccola, 9 anni, che interpreta la parte della ‘figlia’ della coppia protagonista, non era la prima volta davanti alla macchina da presa. Perfettamente a suo agio nel ruolo, ha raccontato di aver sperimentato anche nella cerchia dei suoi amichetti traccia di questi disturbi alimentari e che “aver partecipato al corto ha stimolato in lei domande e curiosità che prima non si era ancora posta”. A riprova dell’efficacia del mezzo e della sua capacità di raggiungere anche i più giovani. Coppia affiatata i due attori Giancarlo PORCARI e Alessandra MERICO, che non avevano mai recitato assieme, perfetti nella parte, a lui quella disturbante dell’Ortoressico, destinato come si vedrà all’isolamento sociale, a lei quella della moglie rassegnata ed esasperata. A Stefano AMBROGI il ruolo simpatico del commerciante romano esasperato alle prese con le fisime e le domande inesauribili di una persona evidentemente disturbata.

Hanno collaborato al cortometraggio: DOP, Giulia Barocas; MAKE UP, Chiara Crescentini; OPERATORE MDP, MONTAGGIO E COLOR, Boris Slavech. E poi, Giovanni Vitaloni, Loredana Sabbi, Laura Marinelli, Giulia Aprea, Mauro Covino, Giovanni Spera e Vincenzo Bianchini, Maddalena de Gregorio, Gianluca Mari, Marialuisa Del Giudice.

Creare speranza nel mondo: ecco la vera mission di associazioni come il Rotary Club, in un’epoca fatta di individualismo e di chiusura agli altri. Il tema trattato nel film è più vicino a noi di quanto si possa immaginare e parlarne esorcizza il problema, portandolo a galla e dando quel senso di speranza tanto auspicato, soprattutto per persone che si sentono in un tunnel senza uscita.

Per acquisire il cortometraggio e i video gratuitamente e contribuire alla loro diffusione presso le proprie strutture e organizzazioni è possibile scrivere a: segreteria@rotaryclubdiroma.org