20 Luglio 2024

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CONSEGNATO IL 43° PREMIO ABBIATI “FILIPPO SIEBANECK” DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CRITICI MUSICALI A L’OPERA NEGLI ISTITUTI PENITENZIARIDEL TEATRO REGIO DI PARMA

CONSEGNATO IL 43° PREMIO ABBIATI “FILIPPO SIEBANECK”

DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CRITICI MUSICALI

A L’OPERA NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI

DEL TEATRO REGIO DI PARMA

“Al progetto Opera in carcere del Teatro Regio di Parma, che, attraverso i laboratori corali tenuti da Gabriella Corsaro e dagli artisti e coerentemente con i principi enunciati nel Manifesto etico del Teatro Regio di Parma nell’ambito della programmazione di Verdi Off, ha fatto dell’opera un veicolo di coinvolgimento civico ed emotivo, di incontro, riscatto, riscoperta di sé e del prossimo”.

Queste le motivazioni del prestigioso Premio “Filippo Siebaneck” del 43° Premio Abbiati assegnato dall’Associazione Nazionale Critici Musicali al progetto Opera in carcere del Teatro Regio di Parma che è stato consegnato quest’oggi in un’emozionante cerimonia tenutasi nel Foyer del Teatro Regio di Torino.

“La collaborazione con il Teatro Regio di Parma, iniziata grazie alla propositività della Dott.ssa Lisabetta Baratella, Responsabile dell’Ufficio Progetti Speciali, e alla maestria della Prof.ssa Gabriella Corsaro, con il coordinamento dell’Area Giuridico-Pedagogica degli Istituti Penitenziari di Parma, ha prodotto risultati al di là di ogni aspettativa – scrive Valerio Pappalardo Direttore degli Istituti Penitenziari di Parma. La musica, da sempre ambasciatrice di libertà, è entrata in carcere con la sua veste più di nicchia, cioè quella operistica, dimostrando come persone che non hanno mai ascoltato musica classica e lirica, vi si possano accostare con buoni risultati. E così è stato. Un gruppo di detenuti ha potuto imparare i contenuti di opere come Falstaff di Verdi, L’elisir d’amore di Donizetti, Il barbiere di Siviglia di Rossini e Tosca di Puccini, cimentandosi addirittura in un’attività corale. Il tutto è stato incorniciato da uno scambio virtuoso di accoglienze, laddove artisti di chiara fama sono stati ospitati nel teatro dell’Istituto Penitenziario di Parma e detenuti in permesso premio sono stati accolti dal Teatro Regio di Parma per assistere agli spettacoli. Un’esperienza unica che personalmente auspico si possa ripetere. Coronamento finale il prestigioso Premio Abbiati “Filippo Siebaneck” di cui il progetto “Opera in Carcere” è stato vincitore e che ha visto la partecipazione di un detenuto in permesso premio”.

La cerimonia, nel corso della quale è stato mostrato un video che testimonia il lavoro svolto nell’ultimo anno, si è tenuta alla presenza di Roberto Cavalieri Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale della Regione Emilia-Romagna e ha visto infatti la partecipazione di Hasani Dardan, accompagnato da Barbara Cusi e Vittorio Casalini dell’Associazione rete Carcere.

“Questo riconoscimento premia un percorso avviato già da alcuni anni e che ha trovato una cornice ideale nel Patto sociale del Comune e nel Manifesto etico del Teatro Regio di Parma – dichiara Luciano Messi, Sovrintendente del Teatro Regio. Un progetto di impegno sociale che coinvolge gli artisti che collaborano con il Regio. A un anno dalla sua presentazione, primo modello elaborato in Europa, il Manifesto etico riconosce e struttura, in una proposta ampia e articolata, la necessità del Teatro di andare oltre la produzione artistica di eccellenza, per abbracciare le comunità più sensibili, fragili e periferiche, integrandole al centro della vita culturale della società”.

Il Teatro Regio di Parma nell’ambito di Verdi Off promuove dal 2016 progetti e laboratori musicali per portare l’opera e la musica negli Istituti Penitenziari della città, dapprima con le opere di Giuseppe Verdi protagoniste al Festival, poi con quelle di Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e altri compositori protagonisti della Stagione Lirica. L’Opera negli Istituti Penitenziari in quasi dieci anni di percorso ha oggi accresciuto e ampliato il proprio impegno, potenziando la propria portata grazie ai principi del Manifesto Etico del Teatro Regio di Parma, recentemente elaborato insieme a “Parma, io ci sto!” e siglato dagli artisti con cui il Teatro collabora, che sono parte attiva dei laboratori proposti continuativamente tutti i mesi dell’anno ai numerosi detenuti che hanno scelto di parteciparvi. Dalla prima convenzione siglata dal Teatro Regio di Parma con gli Istituti Penitenziari di Parma, si sono susseguiti i percorsi dedicati a La traviata e Trame di Rigoletto (2016), Rigoletto (2017) Il trovatore (2018), insieme a Donatella Saccardi, Bruno Stori, gli allievi del Conservatorio di Parma, sino ad arrivare a Nabucco (2019), Falstaff (2023), e nel 2024 a Il barbiere di Siviglia, L’elisir d’amore, Tosca con i laboratori corali guidati da Gabriella Corsaro, che hanno coinvolto gli artisti protagonisti in scena, tra gli altri Manuel Renga, Alessandro Palumbo, Elia Fabbian, Adriana di Paola, Ilaria Quilico, Daniele Menghini, Daniela Ferrari, Milo Martani, insieme anche ad alcuni membri degli International Friends del Festival Verdi come Brian Dore.

Il progetto prosegue consolidandosi di anno in anno come un vero e proprio percorso strutturato che intende divulgare e promuovere i valori prima di tutto umani di condivisione, uguaglianza, libertà che ispirano l’arte, la musica, il teatro.

“Verdi Off porta la musica di Verdi anche nei luoghi di fragilità – dichiara Barbara Minghetti, Curatrice di Verdi Off e dei Progetti Speciali del Teatro Regio di Parma. Con l’Opera in carcere la musica valicato i muri più alti di un luogo in cui si soffre di grande solitudine. Siamo davvero felici che il lavoro portato avanti in questi anni sia stato riconosciuto e acclamato con un premio così prestigioso. La più grande soddisfazione è sentire cantare Verdi da chi non avrebbe avuto la possibilità di incontrarlo!”.

“Il coro è umanità che condivide e comunica – scrive Gabriella Corsaro – ma in carcere diviene connubio tra arte e diritti, impegno e speranza. L’Opera è linguaggio universale che la coralità rende ascolto e rispetto reciproci. Con Verdi Off è giunta una bella sfida: fare dei detenuti degli artisti di coro. Dal 2019 il lavoro è musicale, culturale e di socializzazione sana. La fatica, mai data dal contesto o dalle persone, è stata sempre confortata dalla gioia negli occhi dei coristi e dallo stupore in quelli degli spettatori”.

La commissione della 43a edizione del Premio della critica musicale “Franco Abbiati”, presieduta da Angelo Foletto, era formata dal direttivo dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali (Andrea Estero, presidente, Alessandro Cammarano, Carlo Fiore, Gianluigi Mattietti, Carla Moreni e Roberta Pedrotti) e da sette critici eletti dai soci dell’ANCM fra i suoi iscritti (Sandro Cappelletto, Gregorio Moppi, Cesare Orselli, Stefano Ragni, Francesco Arturo Saponaro, Susanna Franchi, Lorenzo Tozzi).

L’Associazione nazionale critici musicali è nata nel 1986, tra i musicologi e i professionisti dell’informazione musicale che dal 1980 si raccoglievano in libera assemblea per il Premio della critica musicale “Franco Abbiati”. L’Associazione, autofinanziata con le quote annuali dei soci, conta oggi circa cento iscritti: alla presidenza si sono avvicendati Duilio Courir (dal 1987 al 1993), Leonardo Pinzauti (dal 1993 al 1996), Angelo Foletto (dal 1996 al 2023) e Andrea Estero (in carica dal 2023). Testimone militante e critica della vita musicale italiana, attiva con Lettere aperte, convegni e prese di posizione ‘politiche’, ma senza avere scopi sindacali o corporativi, l’Associazione nazionale critici musicali esprime un suo motivato e riassuntivo giudizio attraverso l’assegnazione del Premio della critica musicale “Franco Abbiati”. Il Premio, che non prevede attribuzioni in denaro, ha cadenza annuale (I edizione, stagione 1980-81). Accanto alle segnalazioni di merito assoluto – migliore spettacolo, migliori artisti della stagione: in tutti gli ambiti: dall’opera al concerto, dagli enti lirici ai festival, dalla musica eseguita a quella prodotta sotto diverse forme – il Premio Abbiati ha svolto un ruolo attivo nella segnalazione di giovani talenti e di iniziative artistiche o didattiche di particolare significato nazionale. Nel 2001 è stato istituito il “Premio Abbiati per scuola” nato in collaborazione con il Comitato Musica Cultura 2000 di Fiesole, patrocinato dalla Sieme con l’adesione di Scuola Musica Festival e Aslico/Opera Domani, destinato a segnalare particolari iniziative didattico-educativa della scuola dell’obbligo.

Il Premio della critica musicale “Franco Abbiati” è stato istituito nel 1981, col patrocinio dell’amministrazione comunale di Bergamo e per l’appassionata volontà progettuale di Filippo Siebaneck allora presidente dell’Azienda Autonoma di Turismo, come momento di riflessione e di analisi sulla vita musicale italiana. Intitolato al bergamasco Franco Abbiati per quarant’anni titolare della rubrica musicale del Corriere della sera, il Premio della critica musicale “Franco Abbiati” è un riconoscimento attribuito ai protagonisti delle singole annualità artistiche. Numerosi i pluripremiati nell’albo d’oro: oltre ai teatri, i direttori Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Daniele Gatti, i registi Luca Ronconi e Graham Vick, i registi-scenografi Pier Luigi Pizzi e Hugo De Ana, i pianisti Radu Lupu e Maurizio Pollini, i cantanti Anna Caterina Antonacci e Samuel Ramey, gruppi cameristici e compositori per la “novità italiana assoluta”. Le scelte rigorose e indipendenti della giuria hanno guadagnato al Premio Abbiati crescente credibilità. Accanto alle segnalazioni di merito assoluto il Premio ha svolto un ruolo attivo nella segnalazione di giovani talenti e di iniziative di particolare significato politico-culturale. Così i critici italiani hanno sottolineato, e talvolta svelato, il ruolo di piccole realtà locali, autentica ricchezza della vita musicale italiana, e si sono impegnati a segnalare il lavoro spesso isolato e silenzioso di personaggi non riconosciuti. Dando voce a operatori artistici, didatti, editori, maestri (non solo di musica), fatti e manifestazioni che pur non avendo ruoli istituzionali hanno saputo indirizzare in senso autenticamente culturale la vita musicale del nostro paese. Nel 2000, a seguito della scomparsa di Filippo Siebaneck, è stato istituito il Premio Siebaneck destinato a iniziative di particolare significato nell’ambito della didattica musicale e/o dell’avviamento professionale dei giovani. Nel 2001, col sostegno del Comune di Fiesole e del Comitato Musica Cultura, il patrocinio della Siem (Società Italiana Educazione Musicale), l’adesione di Scuola Musica Festival e Aslico/Opera domani, è nato il Premio Abbiati “per la scuola”, a segnalare i migliori progetti didattico-educativo realizzati nella scuola dell’obbligo. Dal 2007 il Premio Abbiati gode del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, e dal 2008 dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

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Parma, 18 aprile 2024

Paolo Maier Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio stampa, Archivio

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