23 Luglio 2024

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Luca Gemma: L’avventura è la nuova canzone

Luca Gemma

Esce giovedì 16 giugno 2024 su tutte le piattaforme digitali (per Adesiva Discografica) un nuovo singolo di Luca Gemma, la sua versione dell’indimenticabile brano di Domenico Modugno, “L’avventura“. Il brano fu originariamente scritto nel 1965 per lo sceneggiato televisivo “Scaramouche” e in questa versione è un primo e nuovo capitolo di un disco in uscita a settembre 2024. L’occasione per fare un disco con le sue canzoni è arrivata a Luca alla fine del 2023, grazie a “Sacre Radici“, uno spettacolo della compagnia Koreoproject della coreografa e danzatrice Giorgia Maddamma, di cui Luca cura le musiche e le canzoni, suonandole in scena. Lo spettacolo, che sarà in giro per l’Italia per tutto il 2024, affonda le sue radici nel Salento ed è anche l’occasione per far conoscere al pubblico un repertorio di canzoni di Modugno scritte nei primi anni Cinquanta in dialetto salentino.

Perchè quindi ricordare Modugno oggi? 
Perché è il primo cantautore moderno, l’uomo che ha spinto la canzone italiana verso la canzone d’arte, che per primo ha scritto musica e parole e le ha cantate mettendoci dentro una verità che al tempo nella canzone italiana non c’era. Perché Domenico Modugno è stato un artista gigantesco capace di mischiare il sentimento popolare con la cultura, Sanremo con il Premio Tenco, il festival della canzone di Napoli con Edoardo De Filippo, Garinei e Giovannini con Strehler, tra Brecht e Pirandello, la televisione con Pasolini e Quasimodo.

È il 2024 e sono trent’anni che Domenico Modugno non c’è più. Così mi è sembrato il momento giusto per ricordarlo e cantarlo, come succedeva nei lunghi viaggi in macchina, quando ero bambino. In un tempo senza autoradio, cinture di sicurezza e seggiolini, quando le automobili erano lente e le sigarette ancora non facevano male, mio padre intonava canzoni e noi ci accodavamo. Nel blu, dipinto di blu era nella top cinque insieme a Vengo anch’io no tu no, Azzurro, Torpedo blu e Zum Zum Zum, che diceva “sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa”.A me capita spesso e nella mia testa Modugno ha un posto speciale.

Mi piace la sua visione poetica, mi piace il modo in cui osserva e racconta il mondo, con quel canto confidenziale, senza troppi abbellimenti. Mi piace la sua prepotente capacità espressiva, mi piace il modo in cui si accompagna alla chitarra. Mi piace il modo in cui si accompagna alla malinconia.

Nel disco che uscirà per Adesivadiscografica a settembre 2024, così come nel percorso per sonorizzare lo spettacolo Sacre Radici, ho scelto quattro canzoni in dialetto e quattro in italiano: L’avventura, Cantu d’amuri, Ventu d’estati, Nel blu, dipinto di blu, Lu minaturi, Cosa sono le nuvole, Lu grillu e la luna e Meraviglioso. Alcune sono quasi sconosciute, altre famosissime e quindi più pericolose. C’è la tradizione popolare e c’è una grande modernità sia musicale che lessicale. Ci sono parole poetiche e schiette che, pur raccontando a volte storie tragiche, non cadono mai nell’enfasi melodrammaticaModugno parla di natura, d’amore, di lavoro, dell’amore per la vita anche quando accenna alla morte o al suicidio, di terra amara, la sua, di sole a picco sulla testa, del mare, di animali che usa per parlare delle cose umane. 

luca gemma