18 Luglio 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

Tre Bicchieri 2024: sono 24 i migliori vini dell’Alto Adige premiati da Gambero Rosso.

Gambero Rosso anticipa i Tre bicchieri della Guida 2024 che verrà presentata il 15 ottobre: una regione che risponde alle sfide del territorio con una specializzazione per i vitigni

Roma – Ecco i vini dell’Alto Adige che quest’anno hanno ottenuto i Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida Vini d’Italia di Gambero Rosso:

A. A. Chardonnay Kreuzweg Family Reserve 2019 Castelfeder
A. A. Chardonnay V. Au Ris. 2019 Tiefenbrunner
A. A. Gewürztraminer Auratus 2022 Tenuta Ritterhof
A. A. Gewürztraminer Brenntal Ris. 2021 Cantina Kurtatsch
A. A. Gewürztraminer Nussbaumer 2021 Cantina Tramin
A. A. Lago di Caldaro Cl. Sup. Quintessenz 2022
Cantina Kaltern
A. A. Lagrein Ris. 2020 Untermoserhof – Georg Ramoser
A. A. Lagrein Taber Ris. 2021 Cantina Bozen
A. A. Merlot Nussleiten Ris. 2019 Castel Sallegg
A. A. Pinot Bianco Sanct Valentin 2021 Cantina Produttori San Michele Appiano
A. A. Pinot Bianco Sirmian 2021 Nals Margreid
A. A. Pinot Grigio Giatl Ris. 2020 Peter Zemmer
A. A. Pinot Nero Aton Ris. 2018 Elena Walch
A. A. Pinot Nero Trattmann Ris. 2020 Cantina Girlan
A. A. Santa Maddalena Cl. 2022 Pfannenstielhof – Johannes Pfeifer
A. A. Sauvignon Lafóa 2021 Cantina Colterenzio
A. A. Sauvignon Renaissance Ris. 2020 Gump Hof – Markus Prackwieser
A. A. Spumante Brut M. Cl. Athesis 2020 Kettmeir
A. A. Terlano Pinot Bianco Abtei Muri Ris. 2020
Cantina Convento Muri-Gries
A. A. Terlano Pinot Bianco Vorberg Ris. 2020 Cantina Terlano
A. A. Val Venosta Riesling V. Windbichel 2021 Tenuta Unterortl – Castel Juval
A. A. Valle Isarco Grüner Veltliner Praepositus 2021
Abbazia di Novacella
A. A. Valle Isarco Kerner Aristos 2022 Cantina Produttori Valle Isarco
A. A. Valle Isarco Sylvaner R 2021 Köfererhof – Günther Kerschbaumer

In un mondo come quello del vino, in cui nulla si ripete in modo uguale anno dopo anno, il tessuto produttivo della provincia di Bolzano si segnala per la consapevolezza con cui i produttori stanno affrontando le nuove sfide. Sfide che non riguardano solo il cambiamento climatico o l’improvvisa volatilità dei mercati, ma soprattutto la gestione del territorio, lo sviluppo delle sue potenzialità e il passaggio da una produzione che soddisfa le richieste del cliente ad una che valorizza il legame fra i molti vitigni coltivati e le esposizioni che ad essi meglio si adattano.

Questa rinnovata consapevolezza ha portato le aziende più piccole a specializzarsi sulla vocazione dei propri vigneti, come perfettamente evidenziato dalle aziende cittadine o dalle più lontane realtà della Valle Isarco e, parimenti, le strutture cooperative a riservare le selezioni migliori solo ai vitigni che meglio si adattano al loro territorio.

Ecco allora la specializzazione di Girlan sul pinot nero, quella di Tramin su gewürztraminer e chardonnay, o ancora Kurtatsch che ha il focus sul gewürztraminer e le varietà bordolesi. Poi il territorio fa il resto, permettendo di sviluppare vigneti dai 220 metri del fondovalle agli oltre 1000 delle zone più alte, regalando territori come l’Oltradige, dove molte varietà trovano habitat di pregio, con un clima che porta in dote giornate soleggiate e calde seguite da notti fresche e ventilate.

Complice anche una positiva sequenza di annate come ’20, ’21, ’22 la distribuzione dei premi coinvolge tutta la provincia, con i freschi e profumati bianchi delle valli Isarco e Venosta cui fanno eco i bolzanini Lagrein che non mancano mai di far valere la loro ricchezza. Oltradige e Bassa Atesina vedono Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon che esprimono profondità, classe e finezza, mentre Kettmeier conferma una volta di più come l’Alto Adige possa essere anche una terra di Spumanti. La schiava, a dispetto della superficie vitata che si riduce di anno in anno, mette in luce Santa Maddalena e Lago di Caldaro di grande precisione stilistica, con i primi giocati più sulla ricchezza e la maturità, i secondi più sulla finezza e l’agilità.

Un’ultima nota dedicata al Pinot Nero che nelle migliori versioni, e sono molte, ha abbandonato lo stile fruttato e immediato per esprimere un legame più forte con il territorio di provenienza e le sfaccettature che esso porta in dote.