15 Luglio 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

[FOTOGRAFIA][SICILIA][ACQUA] Unico filo conduttore l’acqua: il fotografo Giuseppe La Spada conduce una sua personale indagine sul dialogo Uomo-Natura.

Dal 25 agosto ad Alcamo (TP)

Per me l’acqua è un teatro dove rappresentazioni simboliche vogliono parlare alle persone.

G.La Spada

ALCAMO. Essere cresciuti a pochi metri dal mare, ti segna per tutta la vita. Giuseppe La Spada “sente” l’acqua da lontano, ha creato un legame liquido fatto di necessità dell’essere. L’acqua come maternità, cura, elemento simbiotico, ma anche bisognoso di protezione: il fotografo palermitano (ma cresciuto a Milazzo, sulla costa messinese) da anni si occupa di tematiche ambientali: il lungo rapporto lavorativo con Ryuichi Sakamoto gli ha regalato un’attenzione importante per la Natura e per i suoni e i disegni che da essa si sprigionano. Da questo impegno nasce 海の音 UMI NO NE – Il suono del mare, mostra fotografica che raccoglie le immagini di progetti precedenti, trovando un unico filo conduttore nell’acqua: la mostra si inaugura venerdì (25 agosto) alle 18 al M.A.CA. Collegio dei Gesuiti di Alcamo che la ospiterà fino al 30 settembre, inserita nel progetto L’Arabafenice, rassegna organizzata dall’alcamese AxA-Associazione per l’Arte, promossa dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana

La Spada conduce una sua personalissima indagine sulla relazione tra essere umano e Natura, nella quale si sono intromessi elementi estranei, artificiali (la plastica), forme che sembrano qualcos’altro, che sono la traccia di un pianeta che non potrà mai più essere come quello delle origini. In mostra una decina di scatti di medie dimensioni (105 x 70 cm) dalla forte connotazione sociale e di denuncia. “L’arte deve essere utilizzata per parlare di altro. È un’architettura sociale, non deve servire per appendere tele ai muri ma per mandare messaggi” spiega Giuseppe La Spada che dedica la mostra a Ryuichi Sakamoto, scomparso pochi mesi fa. “Gli scrissi una mail anni fa, era il 2006 lui mi rispose con semplicità e lesse un mio progetto di sostenibilità ambientale che poi vinse anche un premio. Mi sembrava importante rendergli omaggio, era un uomo bello come la sua musica”.

Tutte le immagini in mostra ad Alcamo raccontano processi di incontro/scontro con l’acqua: tra le altre, uno scatto denuncia l’inquinamento acustico provocato dalle bitcoin farm, le strutture che ospitano i dispositivi di mining di criptovalute, che lavorano insieme 24H: è di pochi mesi fa la notizia che il rumore assordante causato dai computer sempre accesi nelle bitcoin farm, copra addirittura il rumore delle cascate del Niagara. “Sono tutte scelte umane prese senza pensare alle conseguenze. Pensate alla plastica: è nata per contenere l’acqua e invece ormai la inquina senza ritegno”.

In occasione dell’inaugurazione, nell’atrio del Collegio dei Gesuiti è in programma un sea-talk sui temi dell’inquinamento delle acque marine e delle variazioni climatiche. Ne discuteranno Marco Faimali, direttore del Cnr di Genova; Luca Mercalli presidente della Società Meteorologica Italiana; Patrizia Maiorca, presidente dell’Area Marina protetta del Plemmirio di Siracusa, il geologo e presidente dell’associazione Fareambiente di Alcamo Girolamo Culmone. Modera Vito Lanzarone.

Il 29 e 30 settembre, previsto anche un workshop del fotografo.

Il terzo capitolo della rassegna L’arabafenice – dopo la tre giorni con l’Linkiesta a Selinunte e questa mostra – sarà dall’1 al 3 settembre nel borgo antico di Scopello con TALKINJAZZ: venerdì 1 il grande batterista Roberto Gatto si unirà a Alessandro Presti (tromba), Alessandro Lanzoni (piano) e Matteo Bortone (contrabbasso); il 2, tributo al sassofonista americano Wayne Shorter, scomparso da pochi mesi: una “retrospective” affidata al sax di Stefano D’Anna, con Filippo Schifano (tromba), Toti Cannistraro (piano), Gabrio Bevilacqua o Pietro Ciancaglini (basso) e Joe Santoro (batteria). Il 3 settembre si chiude con una “contaminazione” di suoni: la vocalist Serena Ganci incontrerà The Double Trouble, ovvero Alessandro Presti (tromba), Gabrio Bevilacqua (basso), Gaetano Presti (batteria) e Carmelo Graceffa (percussioni).

Giuseppe La Spada [Palermo, 1974] è un artista interdisciplinare la cui ricerca esplora il rapporto uomo-natura, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico alle tematiche ambientali. In particolare, l’elemento acqua percorre tutta la sua pratica artistica, divenendo ogni volta il soggetto o il contesto, a volte anche il medium.

SCHEDA TECNICA

Giuseppe La Spada

海の音 UMI NO NE

Il suono del mare

25 agosto | 30 settembre

M.ACA. | Museo d’arte contemporanea

Piazza Ciullo | Alcamo (TP)

Orari: dal martedì al venerdì 9.30 > 12.30 e 16.30 > 19.30

Sabato e domenica 16.30 > 19.30. Lunedì chiuso

Telefono info. +39 092424592 – Ingresso libero

Progetto L’Arabafenice

Organizzazione: Associazione per l’Arte

Con il sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana