28 Novembre 2022

Zarabazà

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Paolo Giordano alle Serre Torrigiani con “Tasmania”

L’autore Premio Strega de “La solitudine dei numeri primi” torna con un romanzo che parla di futuro e salvezza. La presentazione sarà in dialogo con Silvia Avallone

Firenze — Paolo Giordano, l’autore Premio Strega de “La solitudine dei numeri primi” sarà a Firenze martedì 8 novembre per presentare il nuovo romanzo “Tasmania” (Einaudi). Appuntamento alle 18.30 alle Serre Torrigiani (via Gusciana 21) per l’incontro in dialogo con la scrittrice Silvia Avallone firmato La città dei lettori, il progetto a cura di Fondazione CR Firenze e Associazione Wimbledon APS. “Tasmania” è un romanzo sul futuro. Il futuro che temiamo e desideriamo, quello che non avremo, che possiamo cambiare, che stiamo costruendo. La paura e la sorpresa di perdere il controllo sono il sentimento del nostro tempo, e la voce calda di Paolo Giordano sa raccontarlo come nessun’altra. Un’opera sensibilissima, viva e contemporaneo. Perché ognuno cerca la sua Tasmania: un luogo in cui, semplicemente, sia possibile salvarsi (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su www.lacittadeilettori.it).

Ci sono momenti in cui tutto cambia. Succede una cosa, scatta un clic, e il fiume in cui siamo immersi da sempre prende a scorrere in un’altra direzione. La chiamiamo crisi. Il protagonista di questo romanzo è un giovane uomo attento e vibratile, pensava che la scienza gli avrebbe fornito tutte le risposte ma si ritrova davanti un muro di domande. Con lui ci sono Lorenza che sa aspettare, Novelli che studia la forma delle nuvole, Karol che ha trovato Dio dove non lo stava cercando, Curzia che smania, Giulio che non sa come parlare a suo figlio. La crisi di cui racconta questo romanzo non è solo quella di una coppia, forse è quella di una generazione, sicuramente la crisi del mondo che conosciamo – e del nostro pianeta. La magia di Tasmania, la forza con cui ci chiama a ogni pagina, è la rifrazione naturale fra ciò che accade fuori e dentro di noi. Così persino il fantasma della bomba atomica, che il protagonista studia e ricostruisce, diventa un esorcismo: l’apocalisse è in questo nostro dibattersi, e nei movimenti incontrollabili del cuore. Raccogliendo il testimone dei grandi scrittori scienziati del Novecento italiano, Paolo Giordano si spinge nei territori più interessanti del romanzo europeo di questi anni, per approdare con felicità e leggerezza in un luogo tutto suo, dove poter giocare con i nascondimenti e la rivelazione di sé, scendere a patti con i propri demoni e attraversare la paura.

Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982. Ha un dottorato in fisica ed è autore di quattro romanzi: “La solitudine dei numeri primi” (Mondadori 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), “Il corpo umano” (Mondadori 2012), “Il nero e l’argento” (Einaudi 2014 e 2017) e “Divorare il cielo” (Einaudi 2018 e 2019). Per Einaudi ha pubblicato anche “Nel contagio” (2020) e “Le cose che non voglio dimenticare” (2021). Ha scritto per il teatro “Galois” e “Fine pena: ora”

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