1 Ottobre 2022

Zarabazà

Solo buone notizie

Guardare alla natura e alla storia per riflettere sul futuro. Osvaldo Moi in mostra a Torino e Milano.

Testo a cura di Roberto Curione
Ph. Ermanno Crotto

In occasione dell’ appena terminata Festa dei Vicini,  promossa e patrocinata dalla Città di Torino,  sabato 10 e domenica 11 settembrе scorso,  l’ artista Osvaldo Moi, autore fra le varie opere del monumento ai Caduti di Nassiriya in piazza d’ Armi a Torino, e più di recente di una installazione monumentale a Pianezza, ha organizza un appuntamento open air di due giorni presso il suo Atelier in Borgo san Paolo, dal titolo “Danser avec Moi“.
Simpatico il gioco di parole proposto dall’ artista con il suo cognome, che con la lingua d’oltralpe vuole forse richiamare il piacere reale di danzare proprio con lui.

Dopo una vita trascorsa fra i сieli,  come militare dell’Esercito, Osvaldo Moi si è dedicato con successo alla scultura, scegliendo per ispirarsi,  dapprima le montagne delle Alpi Marittime e poi scendendo a valle, in quella Torino che fu culla proprio dell’Aviazione dell’Esercito.  Non solo allo storico campo volo di Mirafiori, ove poi fu costruito un ippodromo, ed ora invece sorgono edifici di ogni tipo, ma – culla nella culla – fu Borgo San Paolo, ove venivano costruite quelle traballanti macchine volanti su progetti dell’ ing. Faccioli.

Tornando alla contemporaneità , sabato 10 settembre l’ Atelier CHEZ MOI ha aperto le sue porte ai visitatori, che hanno potuto ammirare i lavori dell’ artista in diversi materiali, stoffa, alluminio, bronzo, legno o resine. Non è mancata la possibilità di visionare bozzetti del vasto pelago artistico di Osvaldo Moi. Un incontro per gli appassionati.

Poi è seguita la Passeggiata d’Artista sino al vicino stabilimento ex Lancia, ora divenuto patrimonio per i Beni Comuni della Città, sotto la dizione Cumiana 15, dove è stata allestita una installazione temporanea di sei sue Ninfe Leggiadre (Niñas). La passeggiata si è conclusa in via Limone 24, alla Fondazione Merz, dove è stato possibile visitare la mostra in corso grazie a una visita guidata organizzata dallo staff museale.

Domenica 11 Osvaldo Moi ha nuovamente incontrato il pubblico della Festa dei Vicini davanti al suo studio per un aperitivo aperto a tutti, durante il quale ha raccontato il suo percorso di vita umano ed artistico. Ha anche presentato la sua opera inedita dedicata alla pecora, di nome Dolly, in mostra sino al 16 ottobre in Collettiva presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, unitamente a una “Ninfa’ di nome Emilio che gioca col cerchio.

Protagoniste assolute del pomeriggio sono state le Ninfe Leggiadre, ben noti lavori di Moi già esposti in Sicilia presso L’Hub Florio del capoluogo regionale, e sul palco della Rai in occasione del 42° concerto di Ferragosto sopra Limone Piemonte, dove l’ artista ha la sua officina laboratorio.

In scena con le opere di Moi anche le sensuali evoluzioni di ottimi Maestri e ballerini di tango (Alessandro Guerri e Anna Boglione, Riccardo Giustetto ed Eugenia Ricci, Concetta Violante oltre agli Etnotango Friends) che hanno unito la loro disciplina coreutica con i corpi scultorei delle Leggiadre in affascinanti coreografie che hanno rapito gli spettatori.


Osvaldo Moi, elicotterista del 118 per lavoro e scultore per esigenze dell’anima, si è fatto particolarmente apprezzare negli ultimi vent’anni grazie alla sua attenzione per il mondo della natura a cui è particolarmente affezionato: Escargot, Pesci, Paguri e Ricci. Le sue ultime creazioni invece, questa volta realizzate con materiali riciclati, Ninfe Leggiadre, rappresentano bimbe e bimbi che ritrovano la libertà di giocare e ballare, sono state ad oggi esposte in varie parti dello Stivale: dal mare di Palermo alle vette di d’alta quota di Capanna Niculin nel Cuneese, sino a raggiungere il cuore della City lombarda. Proprio a Milano lo scultore ha consegnato di persona il da lui realizzato Premio V-ITA Valore Italia, promosso dalla giornalista Fininvest e presidente dell’associazione omonima, Emanuela Carcano.


L’attore Tindaro Granata, destinatario del pregiato riconoscimento, è rimasto particolarmente commosso dalla sua opera d’arte, che ritrae due piccole Ninfe danzanti. La Patron del premio ha dichiarato: “Ho avvertito un’emergenza: creare e valorizzare Bellezza. V-ITA Award quest’anno ha assegnato un riconoscimento ad un giovane artista performativo che rappresenta un’ eccellenza di arte e valori. Ed è proprio per creare un unicum armonico e spettacolare, che la realizzazione del premio è stata affidata allo scultore Osvaldo Moi, eminenza artistica nel panorama internazionale. Le sue opere sono giocose e dissacranti; con uno sguardo ironico raccontano il presente e sognano il futuro.”

Il lancio della prima edizione del premio è stato nel contesto del Milano Off Fringe Festival tenutosi presso la Fabbrica del Vapore, dove Moi ha installato cinque delle sue sculture aeree. In occasione dell’inaugurazione presso la Società Umanitaria, una delle Ninfe Leggiadre ha “incontrato” ospiti illustri come il Sindaco di Milano, Beppe Sala.

“Osvaldo Moi, dopo un excursus di opere in legno, bronzo e resine di notevole  pregio, sta andando verso un rinnovamento della sua pratica concettuale nella scultura, con una originale e nuova poetica del reperto e dell’oggetto” spiega la sua curatrice Monica Mantelli mentre dialoga con uno degli ospiti dell’evento, il Professor Francesco Poli, emerito storico dell’arte.

Autodidatta, con al suo attivo decine di mostre ed esposizioni in Italia ed all’estero, Moi ha avuto frequentazioni ed esperienze internazionali anche grazie al suo lavoro di pilota per l’ONU. “Le sue opere, sovente di denuncia, spesso irriverenti ed ironiche come nel caso anche delle recentissime pecore Dolly o del gruppo delle Ninfe Leggiadre,  sono fortemente intrise del “genius loci” della sua terra d’ infanzia, la Sardegna.  La forza di queste creazioni è che sono in grado di far riflettere sulla storia e sul presente e futuro con un linguaggio in grado di essere compreso da tutti.” conclude la curatrice, mentre si appresta a raggiungere l’artista e il gruppo di teatrodanzatori, collaboratori e creativi per la foto di rito.