27 Settembre 2022

Zarabazà

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Panorami sonori incontra i Nuovi percorsi sonori: Dialogo a 3 voci

Secondo appuntamento sabato 24 settembre per Panorami Sonori, sezione autunnale della rassegna Suoni in movimento.  In programma  un concerto dedicato alle musiche di Mozart, Sibelius, Handel-Halvorsen e Schubert in cui il violino di Riccardo Zamuner dialogherà con la viola di Zoe Canestrelli ed il violoncello di Arianna di Martino, in questo caso i brani in Prima esecuzione assoluta saranno due, entrambi di Virginia D’Ettorre: Eco e Pan I  per violino e viola e Eco e Pan II per violino, viola e violoncello. Più nel dettaglio il programma prevede: l’Allegro e l’Allegro con brio – Andante un poco Allegro dal Duo n. 1 K 423 di Wolfang Amadeus Mozart, il Rondeau dal Duo in Do Maggiore  Jan Sibelius,  la Sarabanda di George Frideric Hëndel nell’adattamento di Johan Halvorsen ed infine il Trio per violino, viola e violoncello in Si Bemolle Maggiore D 471 nei tempi Allegro – Andante sostenuto di Franz Schubert.

I 3 strumenti ad arco protagonisti del programma proposto daranno vita a 3 diverse formazioni cameristiche: il duo violino e violoncello, il duo violino e viola e il trio per archi. Come anticipa il titolo del concerto, la chiave della performance è il Dialogo intessuto dai tre strumenti. Il violino, strumento solista per eccellenza, in questo caso abbandona spesso il suo tradizionale ruolo per interpretare anche le parti di accompagnamento; la viola, invece, solitamente strumento che dà voce alle parti intermedie del tessuto musicale completando il sostegno armonico sul quale si appoggia la melodia, qui avrà anche momenti interamente solistici in cui potrà far apprezzare al pubblico il suo particolare timbro; il violoncello confermerà la sua grande versatilità, essendo lo strumento ad arco che più si presta a rivestire sia il ruolo melodico sia quello di accompagnamento, grazie alla grande estensione del suo registro. Il programma musicale abbraccia circa 300 anni di storia, omaggiando i più grandi compositori del nostro passato, attraversando trascrizioni moderne di brani antichi ed arrivando fino all’anno presente con la Prima esecuzione assoluta dei due brani di Virginia D’Ettorre.

Dice Virginia D’Ettore: Eco e Pan è stato concepito interamente utilizzando la tecnica della fuga, rigore formale che svanisce nel momento dell’ascolto: come materiale sonoro sono stati utilizzati infatti i modi di O. Messiaen che fanno disperdere la naturale architettura formale del brano in una sonorità meno organizzata, ricca di dissonanze, incongruenze. Lo stesso rigore che servirebbe all’umanità per invertire le nostre abitudini in direzione di una maggiore ecosostenibilità e che sembrerebbe dovuta e naturale, ma che viene poi dispersa nella routine di tutti i giorni, nella realtà di quelle che sono le nostre abitudini culturali e comportamentali. Eco che nel mito di Ovidio, distrutta dal dolore, diventa pura voce, puro riflesso fittizio, dando vita al fenomeno acustico che porta il suo nome (lo stesso eco che si genera tra soggetto e risposta nella tecnica utilizzata per la scrittura del brano). Pan, dio terrestre legato visceralmente alla natura, innamorato della Terra. In maniera provocatoria il brano imita l’atteggiamento della maggior parte di noi, guidato da una propensione al rispetto di quelle regole che porterebbero ad un cambiamento di rotta, ma che nel momento dell’applicazione si dissolve come Eco, in pura voce. Due quadri, un’idea sonora che coniuga un atteggiamento che non trova la giusta realizzazione: un invito ad avere più cura del nostro ambiente. Secondo alcune teorie, un modo per sopperire al costante bisogno di dover avere, acquistare, sarebbe troncato se ci fosse un maggior investimento nella cura dell’anima: più realizzazione mentale, meno bisogno di possedere qualcosa di materiale. Utilizziamo pure la musica, per la cura di noi.