1 Ottobre 2022

Zarabazà

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Jean-Sébastien Colau, étoile, coreografo e maître de ballet internazionale è il nuovo direttore del Corpo di Ballo della Fondazione Teatro Massimo di Palermo.

Francese, classe 1977, Jean-Sébastien Colau, étoile, coreografo e maître de ballet internazionale, ha ricevuto dal sovrintendente Marco Betta l’incarico triennale di dirigere il Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo. Raccoglie il testimone da Davide Bombana che ha guidato i tersicorei della Fondazione negli ultimi due anni.

Formatosi all’Opéra National de Paris, Jean-Sébastien Colau è entrato nel 1996 a far parte del prestigioso corpo di ballo francese. In rappresentanza del suo paese, nel 2000, ha vinto tre medaglie nelle competizioni internazionali di danza più importanti al mondo: bronzo a Varna (Bulgaria), argento a Nagoya (Giappone) e il “Primo Premio” a Parigi. Trasferitosi in Canada al National Ballet, da solista, ha ricevuto la nomina di “Miglior Artista” al premio “William Marié”. In Germania dal 2005, è stato promosso étoile al Teatro dell’Opera di Lipsia. Ha danzato nei più importanti teatri in Europa, Asia e Americhe collaborando tra gli altri con Roland Petit, Maurice Béjart, Uwe Scholz, John Neumeier, Lucinda Childs, James Kudelka. Dal 2014 è stato invitato come maître de ballet dai più importanti corpi di ballo e accademie internazionali. Ha firmato numerose coreografie, tra cui “Les Valses d’Amour de Brahms” per il Balletto Nazionale della Slovenia; “Jules & Roméo” per i tersicorei dell’Opera di Parigi; “Contemptu-Mundi” per Joelle Boulogne; “Contact-Tango” in Olanda e per il Teatro Massimo di Palermo; “Just Before Midnight” al Festival “Voilà” di Singapore e “L’Orchestre” per il PNSD “Rosella Hightower “ di Cannes.

“È con grande felicità che la città accoglie il nuovo direttore del Corpo di ballo della Fondazione Teatro Massimo, Jean-Sébastien Colau, afferma il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, presidente della Fondazione Teatro Massimo. Palermo deve essere orgogliosa di ospitare una figura di calibro internazionale, così come deve essere fiera dell’impegno della Fondazione che continua a investire nella danza come in Italia fanno solamente altre tre grandi realtà come il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro San Carlo di Napoli”.

“Il Corpo di ballo è una componente fondamentale dell’anima della Fondazione – aggiunge il sovrintendente Marco Betta – la danza è vita, è un respiro di libertà. Con questo spirito diamo il benvenuto a Jean-Sébastien Colau che proseguirà il lavoro eccellente già intrapreso da Davide Bombana, che ringraziamo ancora per averci accompagnato sin qui”.

“Sono estremamente felice di essere stato nominato direttore del Corpo di Ballo dal Sovrintendente Marco Betta, che ringrazio per la sua fiducia – dice Jean-Sébastien Colau. Ho avuto l’onore di essere già stato invitato da questo splendido teatro come “ballerino étoile ospite”, coreografo e maître de ballet. Sono molto orgoglioso di poter essere la guida dei suoi talentuosi ballerini che devono assolutamente continuare a mostrarsi al pubblico con grandi titoli del repertorio classico e contemporaneo coadiuvati anche da nuove creazioni. Uno dei miei doveri è rispettare la tradizione delle fondazioni lirico sinfoniche e coreutiche italiane e utilizzare il Corpo di Ballo del Teatro Massimo ad un degno e giusto valore. È importante che i ballerini crescano nella loro arte invitando coreografi che realizzino anche creazioni specifiche per la compagnia, valorizzando i loro talenti e abilità. La mia visione per i prossimi tre anni è quella di concentrare gli spettacoli su balletti narrativi in ​​cui il pubblico possa immergersi e dove i ballerini possano onorare la loro formazione accademica, in particolare la danza classica, disciplina imprescindibile in una Fondazione con Corpo di Ballo. La mia ambizione è quella di portare la compagnia in tournée a livello nazionale ma anche internazionale, in modo da far conoscere ancora di più i nostri artisti e la Fondazione. Il mio dovere principale è quello di continuare ad alimentare la fiamma della passione dei danzatori in modo tale che possano presentarsi al pubblico dando il meglio di loro stessi”.