3 Luglio 2022

Zarabazà

Solo buone notizie

A tu per tu con Veronica De Andreis

Come hai iniziato a fare musica?

Sin da piccola ero affascinata dalle cose su cui potevo battere e produrre un suono, dentro casa usavo pentole, piatti , bacinelle e le battevo con qualsiasi cosa, poi miei ascoltavano molta musica e io ricantavo spesso “Perdere l’amore” di Ranieri; il passo è stato breve, verso i 7 anni ho chiesto loro una tastierina in regalo, e passavo le giornate a suonarla, poi una chitarra, un sax, uno xilofono tutto giocattolo…crescendo, cresceva anche in me il desiderio di mettere le mani su strumenti veri,  a quel punto a 13 anni mi feci regalare una chitarra classica e appena l’ho presa mi sono messa a cercare di capire da un libro per accordi come si suonava, ho iniziato a fare subito canzoni mie, mettevo note e testo come potevo, scrivevo molto…poi dopo breve sono passata a chitarra acustica, elettrica e tastiera da adulti…e non ho mai smesso di suonare e comporre e anche studiare gli strumenti o canto, finchè sui 19 anni non ho avuto la mia prima band di cui ero cantante, chitarrista e compositrice 🙂

Come descriveresti “Tramonto” in 3 parole?

sincera, esplosiva, luminosa

Cosa porta la musica nella tua vita?

La musica mi fa stare bene e mi accompagna in diverse situazioni o momenti della mia vita, nel fare musica come prima cosa ho una esigenza di suonare, comporre, scrivere, come dicevo poco fa farlo mi fa stare bene, poi sono contenta perchè negli anni le mie canzoni hanno dato emozioni a tante persone e sono riuscita a toccare in maniera profonda chi mi ascolta. Ovviamente sono i commenti e gli apprezzamenti che ricevo da chi mi segue, e questo non può che onorarmi e rendere quello che faccio ancora più speciale.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

molti artisti. Posso dirti che da piccola ascoltavo le varie alanis morissette, tori amos, natalie imbruglia affiancate dai Queen, Muse, Erykah Badu poi a mano a mano che crescevo anche Gino Paoli, Paolo Conte, Lucio Dalla, Patty Pravo, Einaudi, Depeche Mode, Billy Idol, o musica classica, jazz, etnica, commerciale, direi che ogni cosa che ho ascoltato e che ascolto poi mi influenza e mi aiuta poi ad avere una visione più ampia quando compongo e scrivo musica.