2 Dicembre 2022

Zarabazà

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Hoka Hey, intervista: “Puntiamo a risvegliare le coscienze”

Ciao ragazzi, come state? come procede con il vostro nuovo singolo Aria? 

Ciao e grazie di cuore per il vostro interessamento! Nonostante i tempi burrascosi che stiamo vivendo, noi ci sentiamo in splendida forma e carichi di buone energie. Aria, come il vento, soffia in varie direzioni richiamando l’attenzione dei media e del pubblico risonante con il tema proposto che riguarda la dualità del piano mentale. Siamo soddisfatti dei primissimi feedback!

Vi va di raccontarci qualcosa su di voi? È la prima volta che sentiamo parlare del vostro progetto. 

Gli Hoka Hey sono una band che si propone, attraverso la creazione artistica dei brani musicali, di trasferire agli ascoltatori, messaggi evolutivi che stimolano in loro il risveglio della coscienza. Dietro alle superficiali apparenze che richiamano l’attenzione dei più da ormai troppo tempo, c’è un’infinita Bellezza nascosta: un potenziale straordinario che rimane silente è che occorre urgentemente far emergere. Gli Hoka Hey stanno lavorando in quella direzione.

Sappiamo che avete pubblicato già diversi Ep, come cambia il vostro mondo interiore e come si riflette nella scrittura delle vostre canzoni? 

Il nostro mondo interiore è perennemente in trasformazione e di conseguenza, anche le nostre creazioni rispecchiano tali cambiamenti. Stiamo crescendo in coscienza e questo progresso si riflette inevitabilmente anche in termini di professionalità e competenza artistica. In questi ultimi anni, abbiamo deciso di non nutrire più l’illusione che si basa sul senso di separazione e sulla dualità e manteniamo saldamente il focus sull’unicità e la completezza dell’essere umano, in quanto principio spirituale incarnato. Ogni nostro brano si ispira a questa straordinaria Verità diventando una sorta di “portale energetico” atto a sondare nuove e sorprendenti dimensioni di realtà.

Quali sono i punti di forza e debolezza del vostro duo? E su quali aspetti state lavorando maggiormente per essere migliori? 

M: Non sono una persona che stra-analizza le cose, soprattutto per mantenere la naturalezza…quindi non lo farò nemmeno qui. Abbiamo un’amicizia che dura da dodici anni e una passione che ci accomuna. Abbiamo condiviso gioie, così come momenti in cui ci saremmo presi a schiaffi e, ancora oggi, lo punzecchio per il suo essere sempre così filosofo, ma condivido molto la sua visione di vita e amo come scrive i testi. Per essere migliori ci siamo dati appuntamento in riunione così da discutere punti di forza e punti deboli, li scriveremo su un foglio e faremo i compiti così da vedere di risolverli. Ovviamente scherzo. Siamo pieni di punti deboli e felici di mostrarli.

E: Aggiungo, per quanto mi riguarda, quello che vedo come il principale punto di forza, e cioè il lavoro interiore che occupa sempre il primo posto nella mia esistenza. Ho imparato a gestire la mia personalità senza lasciarmi trascinare dalle sue infinite richieste e, da questo stato armonico di pace interiore, giungono grandi ispirazioni per i nostri brani.

Quali sono i vostri top 5 artisti di sempre? Quali vi accomunano? 

M: Ce ne sarebbero tanti altri ma questi cinque, ciascuno per un motivo

  • Circa Survive 
  • Placebo
  • Lucio Dalla
  • Lenny Kravitz (tutti i dischi fino a “5” sono una Bibbia)
  • Gilberto Gil

E: Wow, questa domanda mi mette sempre in crisi. Posso dirtene cinque che mi vengono in mente ora:

  • Franco Battiato
  • Max Richter
  • Huun-Huur-Tu
  • The Doors
  • Althair

Franco Battiato lo terrei comunque e posso metterlo tra i top di sempre. Ci accomunano sicuramente i Queens of The Stone Age e Dave Grohl: Maku per i Foo Fighters, io per Kurt Cobain. Da adolescenti abbiamo ascoltato lo stesso punk, anche se ancora non ci conoscevamo e vivevamo in due città diverse.