5 Luglio 2022

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“U Scantu”: A Disorderly Tale

La Biennale Arte 2022 arrivata a Forte Marghera con l’installazione “U Scantu”: A Disorderly Tale

La Biennale Arte 2022 arriva a Forte Marghera. Questa mattina è stata inaugurata, a Mestre, l’installazione video “U Scantu”: A Disorderly Tale, realizzata dall’artista Elisa Giardina Papa all’interno della polveriera austriaca.

Obiettivo dell’opera, reinterpretare il mito siciliano delle “donne di fora”, tramandate nei secoli come figure di streghe eretiche o fate, e rappresentate in chiave moderna come giovani ragazze che si muovono in bicicletta sullo sfondo della città di Gibellina Nuova, ricostruita ex novo dopo il terremoto in Belice del 1968.

All’inaugurazione dell’installazione, uno dei due progetti speciali della 59esima della rassegna, che apre oggi e proseguirà fino al 27 novembre, erano presenti il presidente della Biennale Roberto Cicutto, la curatrice Cecilia Alemani e la stessa artista. A rappresentare l’Amministrazione comunale è intervenuto l’assessore al Turismo. Presente anche la presidente del Consiglio comunale. 

“Quest’anno la Biennale pone una domanda fondamentale, la questione dell’umano: come e quando è stato costituito e da chi è stato definito. Per rispondere a questo interrogativo ho deciso di aprire l’archivio delle donne di fora, che sono le donne dell’altrove, sia intese come straniere che come donne fuori da sé – ha spiegato Elisa Giardina Papa – E’ un omaggio alla cultura siciliana ma anche alla figura della donna”.

“U Scantu: A Disorderly Tale, che integra l’esposizione dell’artista alle Corderie dell’Arsenale, è composta da immagini in movimento e ceramiche realizzate da artigiani siciliani. Le “donne di fora”, descritte dalla tradizione orale come figure femminee e mascoline al tempo stesso, umane ma in parte animali, benevole ma anche vendicative, vengono ritratte come adolescenti che percorrono le desolate architetture postmoderne di Gibellina Nuova pedalando sulle loro biciclette, personalizzate con potenti impianti stereo secondo la moda del “bike tuning”.

Le loro scorribande sono inframmezzate da testi attinti da favole siciliane del diciannovesimo secolo, dai ricordi d’infanzia dell’artista legata ai racconti di sua nonna e dai processi dell’Inquisizione che nel sedicesimo e diciassettesimo secolo perseguivano coloro che erano considerate “donne di fora”.