E se una pecora riuscisse a salvare un uomo in preda alla perdizione del tempo, della vita, dell’amore, dell’eterno? E se la pecora riuscisse ad amare, a sentire dentro sé anima e cuore? E se proprio quella pecora fosse capace di condurre il gioco dell’introspezione di quello stesso uomo, complice un paesaggio irlandese d’altri tempi, verso quella maturità e quel compimento dell’anima che disegnano i passi delle scelte consapevoli?
È quello che accade nel romanzo Go Deo. Per sempre di Massimo Simonini. I due personaggi, l’uomo e la pecora, si incontrano in un’isola sperduta in Irlanda e scoprono di poter comunicare nel cerchio magico di una panchina con i suoi fili d’erba. Nasce da questo rapporto fiabesco un legame profondo in cui l’animale chiede in dono all’uomo dei ricordi, gli stessi dai quali lui fugge, quelli di una vita frenetica, di quelle ore che non lasciano il tempo per vivere comodamente. E l’uomo cerca nella bestiola docile e paziente la luce per comprendere e sciogliere i suoi passi ingarbugliati. Si interrogano allora sulla felicità, sulla libertà e sul senso stesso della vita e lo fanno imparando l’una dall’altro. Una fiaba sull’amore e sulla comprensione in cui, a fare da contorno al dialogo fra l’uomo dalle scarpe bianche e la pecora, ci sono i pochi, pochissimi abitanti di quest’isola sperduta, un faro e la magia delle pietre di una terra verde e dolcemente desolata. Corredato da dodici tavole di Jonathan Guidotti Moral, Go deo. Per sempre è un romanzo che si legge tutto d’un fiato e che trasuda da ogni lettera e disegno l’amore per una terra unica, l’Irlanda: luogo magico che favorisce come nessun altro il ritorno ad un’umanità primigenia fatta di poca terra e tanta spiritualità.

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