25 Gennaio 2022

Zarabazà

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GERRY DI LORENZO: LA POESIA MI LIBERA DAI TORMENTI

Dopo la sua prima silloge poetica Pensieri di un poeta mediocre pubblicata nel 2019, il poeta e scrittore Gerry Di Lorenzo torna a far parlare di sé con la nuova opera In viaggio (Robin Edizioni).

Gerry, partiamo dal titolo: cosa significa per te il concetto di “viaggio”?

Viaggio vuol dire esplorare, scoprire, cercare. Praticamente è un non fermarsi mai. Viaggiare, però, allo stesso tempo è anche sinonimo di scappare. Si scappa dalle sofferenze alla ricerca di qualcosa di migliore. La meta preferita dei miei viaggi è il mio animo. Amo scherzare dicendo che entro ed esco da dentro me quando voglio; arrivo nei miei punti più profondi ed intimi per ritornare “fuori” più vivo di prima. Si tratta di un continuo vagare alla ricerca di me stesso, alla ricerca della felicità ed è un viaggio incredibile.

Prosa e poesia: hai una preferenza?

La poesia è una necessità, la prosa una nuova sfida che, devo dire, mi appassiona molto. Non a caso è in fase di pubblicazione il mio primo romanzo e nel cassetto è già pronto il secondo. La poesia mi affascina, mi risucchia in una realtà parallela in cui si fluttua. È parte di me. Come già ho raccontato in altre interviste, ho iniziato a scrivere in versi da quando ero piccolissimo. Mi dona forti emozioni, mi affascina, mi libera anche dai pesi. La prosa è qualcosa di meraviglioso; le descrizioni dettagliate, le trame intriganti, il pathos, sono tutti elementi che adoro. Quando leggo, più riesco mentalmente a dipingere un quadro, più quel libro sta diventando parte di me.

C’è un componimento all’interno della silloge che ami particolarmente?

Direi di no. Considero i miei componimenti miei figli ed i figli si amano tutti in egual misura. Poi c’è quello che ti fa ridere, c’è il dolce, il ribelle, l’innamorato, il deluso. Tutti diversi ma stretti in un solo amore. Amo ringraziarli poiché hanno la forza di liberarmi dai tormenti… che sono tanti.

Infine, il Gerry Di Lorenzo uomo e scrittore di qualche anno fa e quello odierno… cosa hai perso e cosa hai guadagnato?

L’uomo ha guadagnato una forte serenità interiore; sa quello che vuole, in pace con se stesso forse lo è meno, ma con gli altri di scuro. Vede tutto chiaramente, non conosce panico nelle difficoltà e non si illude che le gioie possano essere eterne. Trova un equilibrio nella serenità, anche se essendo un’anima inquieta, troppe volte la perde, seppure solo di vista. Lo scrittore è contorto, instabile, tormentato. Probabilmente l’uomo ha avuto la capacità di gettare sullo scrittore i propri pesi, liberandosene per trovare quel barlume si stabilità emotiva che tanto desiderava.