1 Dicembre 2021

Zarabazà

Solo buone notizie

Solo il 29, 30 novembre e 1 dicembre

un viaggio cinematografico tra arte e mistero con la partecipazione straordinaria di

ISABELLA ROSSELLINI

Colonna sonora originale di Remo Anzovino

POMPEI. EROS E MITO di Pappi Corsicato è prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital in collaborazione e con il contributo scientifico del Parco Archeologico di Pompei e con la partecipazione del MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Per l’autunno 2021 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei

Con quattro milioni di visitatori all’anno provenienti da ogni parte del globo, Pompei è il sito archeologico più famoso al mondo, un luogo unico, una città perduta e ritrovata, animata nel corso dei secoli da passioni violente e dotata di un estro e una vitalità straordinari. I giochi di potere, i legami amorosi, l’ambizione smodata e il genio creativo si percepivano per le strade, si respiravano nei templi e si possono ammirare ancora oggi negli affreschi, nelle rovine, nei reperti sopravvissuti alla drammatica eruzione del 79 d.C.

POMPEI. EROS E MITO è diretto dal poliedrico Pappi Corsicato, che di recente ha firmato anche il documentario dedicato a Julian Schnabel. Prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital, in collaborazione e con il contributo scientifico del Parco Archeologico di Pompei e con la partecipazione del MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, POMPEI. EROS E MITO è un viaggio che ci guida indietro nel tempo di duemila anni.

Vengono messi a nudo i miti e i personaggi che hanno contribuito a rendere immortale questo sito archeologico unico al mondo che l’UNESCO ha inserito nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Dalla storia d’amore tra Bacco e Arianna nella celebre Villa dei Misteri al rapporto ambiguo tra Leda e il Cigno, dalle lotte gladiatorie sino alla disperata ricerca dell’immortalità di Poppea Sabina (seconda moglie dell’imperatore Nerone), il docu-film metterà in scena e analizzerà anche i lati meno noti e più segreti della città. Gli stessi che nel XVIII secolo portarono la Chiesa Cattolica a nascondere alcuni dei reperti più scandalosi e scabrosi recuperati duranti gli scavi.

A condurci attraverso le strade di Pompei sarà una narratrice d’eccezione: la pluripremiata Isabella Rossellini. La sua presenza e la sua voce accompagneranno gli spettatori in un percorso elegante e serrato che mostrerà come i miti e le opere ritrovate abbiano ammaliato e influenzato artisti come Pablo Picasso e Wolfgang Amadeus Mozart.

Arricchiscono il percorso tra storia e arte anche le rievocazioni dei miti in chiave contemporanea ideate da Pappi Corsicato: Bacco, Arianna, Teseo, Leda, solo per citarne alcuni, indossano abiti moderni e sono sospesi in un tempo che appartiene sia al passato che al presente, per mostrare quanto l’eredità di Pompei sia ancor oggi una continua fonte di ispirazione artistica.

La colonna sonora originale di “Pompei. Eros e mito” (titolo internazionale: “Pompeii. Sin city”), già disponibile sugli store digitali su etichetta Nexo Digital/Sony Classical, è firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, che conferma con questo titolo la sua capacità unica di raccontare in musica i tesori dell’arte mondiale, tanto da essere stato premiato ai Nastri d’Argento 2019 con una Menzione Speciale per le sue colonne sonore originali dei docufilm d’arte.

Era il 1748 quando re Carlo III di Borbone promosse i primi scavi ufficiali a Pompei a seguito dei primi ritrovamenti della vicina Ercolano. Fu da quel momento che cominciarono a riemergere con sempre maggior chiarezza i dettagli della catastrofe del 79 d.C., anno in cui il Vesuvio seppellì intere città, tra cui Pompei ed Ercolano, e tutto il territorio circostante. Nel corso degli scavi di Pompei sono stati rinvenuti tesori, statue, affreschi, mosaici, reperti di vita quotidiana, ma anche ville e abitazioni private che ancor oggi ci raccontano la vita di una città vivace, con giardini, fontane e imponenti apparati decorativi. Sarà lungo queste antiche vie e grazie alle opere conservate al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che avremo modo di conoscere la vita degli abitanti di Pompei prima dell’eruzione. Attenzione particolare sarà dedicata al Gabinetto Segreto del MANN, istituito dai Borbone per custodire i reperti più “scandalosi” ed esplicitamente erotici.

Le storie che esploreremo sono quelle di uomini e donne di cui ci restano tracce concrete perché quando il flusso piroclastico ad altissima temperatura che investì Pompei ne provocò la morte istantanea per shock termico, i corpi delle vittime rimasero nella posizione in cui si trovavano lasciando la propria impronta dopo la decomposizione. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, poco più di un centinaio di calchi sono stati realizzati da queste impronte, ispirando poeti e artisti, tra cui lo stesso Roberto Rossellini, che dedicò alla scoperta di alcuni calchi una celebre scena del “Viaggio in Italia”.


Tra gli interventi del film quelli di Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei dal 2014 al 2020; Andrew Wallace-Hadrill, Professore Emerito di Studi Classici, Università di Cambridge; Catharine Edwards, Professore di Studi Classici e Storia Antica – Birkbeck, Università di Londra; Darius Arya, Direttore American Institute for Roman Culture; Ellen O’Gorman, Professore Associato di Studi Classici, Università di Bristol.

NOTE DI REGIA

Pompei è un luogo che fa parte dell’immaginario collettivo non solo di noi italiani ma di tutto il mondo. Il cinema e la fotografia lo hanno raccontato così tante volte che il rischio di cadere in cliché è alto. È per questa ragione che ho deciso di rappresentare Pompei come un’entità dotata di vita propria, un essere pulsante che continua, dopo 2.000 anni, a essere una fonte continua di ispirazione e di scoperta. Insieme agli autori abbiamo quindi scelto di raccontare le storie che rendono ancora viva Pompei, tra mito e realtà. A un primo sguardo il mito e la città stessa di Pompei sembrano fermi nel tempo, cristallizzati nella loro essenza mentre, andandoli ad osservare più da vicino, ci rendiamo conto che sono in continuo movimento. Come possiamo vedere dagli affreschi, il mito greco è stato reinterpretato dai romani e successivamente, è stato rielaborato anche dagli artisti che hanno visitato Pompei dopo la sua riscoperta. Allo stesso modo, i miti da me messi in scena non sono delle rievocazioni puntuali dei racconti antichi quanto una mia rilettura in chiave contemporanea: i miei Bacco, Arianna, Teseo e Leda, solo per citarne alcuni, vestono abiti Prada dai tagli lineari e i colori sgargianti e sono sospesi in un tempo che appartiene sia al passato che al presente. I gladiatori romani, che accendevano le passioni dei pompeiani e delle pompeiane, sono degli odierni giocatori di football americano che, con i pettorali in vista, si dilettano in una boscaglia inviolata. Due giovani fanciulli che si rincorrono nel bosco del Cratere degli Astroni e si addormentano accoccolati l’uno all’altro sono la coppia il cui calco è conservato nel Parco Archeologico di Pompei e che i recenti esami hanno confermato essere due uomini: fratelli, padre e figlio, amanti? Per l’ambientazione dei re-enactment ho preferito optare per dei luoghi naturali, privi dell’intervento umano, al fine di restituire il senso di uno spazio vergine e primordiale, quasi atemporale. Ho girato alcune scene nella riserva naturale del cratere degli Astroni, un vulcano spento che oggi ospita un fitto bosco e un lago, mentre per le altre ho scelto il bosco vulcanico nella Valle dell’Inferno e naturalmente, la bocca del Vesuvio, altro grande protagonista di questa storia. Per le riprese a Pompei ho fatto un ampio uso di droni per riuscire a mostrare la maestosità architettonica del sito e ho girato tra i vicoli e nelle domus della città per enfatizzare le geometrie del luogo, i vivaci colori degli affreschi e i sontuosi giardini, dedicati all’otium. Pompei è anche il set dove ho effettuato le riprese con la nostra host, Isabella Rossellini, che tiene le fila del racconto aggirandosi tra i resti del tempio di Iside, del Tempio di Giove e delle Terme del Foro, solo per citarne i principali. Le interviste agli esperti, invece, sono ambientate in un teatro di posa, dove ho ricreato uno sfondo nero e optato per delle inquadrature da diverse angolazioni: dall’alto, dal basso, laterali ma mai frontali, per evitare la classica postura da documentario. Durante i loro interventi faccio un ampio uso dei dettagli – mani, labbra, movimenti – per mostrare il loro lato più intimo e umano. Anche con Isabella Rossellini ho preferito evitare primi piani in camera ma favorire delle inquadrature che dessero allo spettatore la sensazione di aggirarsi, insieme a lei, tra le vestigia di questa antica città.

Pappi Corsicato