30 Novembre 2021

Zarabazà

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NUOVO ACCORDO TRA CONFINDUSTRIA E INTESA SANPAOLO PER LE IMPRESE CAMPANE

• Plafond nazionale di 150 miliardi dedicato a innovazione e transizione digitale, sostenibilità, rafforzamento patrimoniale e sostegno alle filiere in coerenza con il PNRR

• Erogati da Intesa Sanpaolo oltre 200 miliardi di euro dal primo accordo siglato oltre dieci anni fa

• In Italia stiamo assistendo a una rapida risalita del PIL (sopra al +6,1% già acquisito per quest’anno) trainata dagli investimenti che registreranno un balzo nel biennio in corso e continueranno a crescere anche successivamente grazie al traino delle transizioni digitale e green. Le imprese, arrivate solide alla pandemia, hanno subìto un indebolimento della struttura finanziaria a causa della crisi e stanno ora affrontando forti rincari dei prezzi delle commodity che hanno effetti negativi sui loro margini

• Grazie alle risorse economiche disponibili, il Mezzogiorno potrebbe registrare una crescita potenziale del Pil fino al 24% nel periodo 2021-2026, a fronte di un +16% dell’intero Paese. Fondamentale l’attuazione delle riforme

• La crescita dell’economia campana è strettamente legata allo sviluppo dei quattro asset strategici regionali: filiere 4A (Agroalimentare, Abbigliamento, Automotive e Aerospazio), turismo, economia marittima ed energia

• Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Per i piani di crescita delle imprese campane mettiamo in campo 10 miliardi di euro, in coerenza con le finalità del PNRR.

Si è svolta a Napoli la seconda tappa del roadshow degli incontri territoriali di presentazione del nuovo Accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese. Dopo il primo appuntamento di Venezia, Emanuele Orsini, vicepresidente per Credito, Finanza e Fisco di Confindustria, e Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, hanno presentato l’Accordo basato sul percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità” che mette a disposizione delle imprese italiane 150 miliardi di euro per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il PNRR. In particolare, digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere e sostenibilità sono al centro dell’Accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria per le imprese. In una logica di superamento delle misure straordinarie adottate nel corso della pandemia, la Banca ha previsto diversi strumenti per favorire la transizione verso soluzioni ordinarie di credito a supporto della liquidità delle imprese e a sostegno del loro equilibrio finanziario.

Dopo i saluti del presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Maurizio Manfellotto, nel corso dell’incontro sono intervenuti: Luigi Traettino, presidente Confindustria Campania, Alessandro Fontana, direttore Centro Studi Confindustria che ha svolto un’analisi dello scenario macroeconomico, Massimo Deandreis, direttore generale Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo, che ha presentato un contributo sulle leve competitive della Campania per la crescita del territorio, e Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, che ha illustrato gli assi strategici dell’accordo.

L’intesa consolida e rinnova la collaborazione più che decennale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria che, grazie a un’interpretazione sinergica e condivisa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2009, infatti, sono stati sottoscritti una serie di accordi improntati a una visione di politica industriale di ampio respiro, finalizzati a rendere la finanza e il credito componenti strategiche al servizio della competitività del mondo imprenditoriale. Sono stati declinati e condivisi temi cruciali quali: internazionalizzazione, sostegno alle filiere produttive, investimenti in ricerca e innovazione, valorizzazione degli aspetti qualitativi del credito.

Queste iniziative congiunte hanno consentito di supportare decine di migliaia di imprese e PMI con credito per oltre 200 miliardi di euro, affiancandole nelle fasi più critiche di uno scenario economico in continua evoluzione. L’Accordo, della durata di 3 anni, è stato firmato lo scorso 18 ottobre da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, e Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo. Nell’intervento di Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo, Massimo Deandreis ha evidenziato che negli ultimi quindici anni la crescita media annua del Paese è stata dello 0,03% (periodo 2005/19), inferiore di almeno un punto percentuale rispetto all’Europa (+1,38%) ed il Sud, nel contempo, è cresciuto costantemente meno del resto del Paese (-0,52%).

La mole di risorse a disposizione per i prossimi anni è notevole e il Mezzogiorno si conferma centrale per il perseguimento di una ripresa strutturale, sostenibile e durevole dell’economia nazionale con oltre 200 miliardi di euro disponibili esclusivamente per l’area, tra PNRR, Fondi strutturali per il Sud, Fondo di Sviluppo e Coesione, React-Eu, AV Salerno-Reggio Calabria, Just Transition Fund. Il PNRR, in particolare, è una reale opportunità se si considerano le riforme e le risorse indirizzate soprattutto a ridurre il divario territoriale: oltre 222 miliardi per l’Italia da utilizzare entro il 2026, dei quali 80 miliardi destinati al Mezzogiorno (40% delle risorse complessive). Se riforme e risorse saranno pienamente «messe in campo», il Mezzogiorno e la Campania potranno essere un volano per la crescita del Paese. Nello scenario ottimale si stima per il Mezzogiorno una crescita potenziale del Pil nel periodo 2021/26 del 24%, a fronte di un +16% per l’Italia. Quindi la crescita media annua del Mezzogiorno è stimata nell’ordine dell’1,5% in più rispetto al dato nazionale che porterebbe ad una maggiore rappresentatività dell’area, passando dal 22,2% al 23,7% del Pil nazionale. Il raggiungimento degli obiettivi del PNRR è legato alla qualità della «progettualità» che dovrà raggiungere i territori e le imprese nel modo più efficace ed efficiente possibile. Il sistema produttivo campano alle sfide future: gli asset strategici ed i fattori abilitanti In particolare, il successo sarà strettamente legato al ruolo dei pilastri portanti dell’economia regionale ed ai fattori competitivi trasversali.

Un primo pilastro strategico è rappresentato dalla:

• Valorizzazione del ruolo delle filiere L’Accordo prosegue la collaborazione già avviata con Confindustria anche con il protocollo specifico nell’ambito del programma “Sviluppo Filiere” di Intesa Sanpaolo, che sarà esteso a nuovi comparti produttivi garantendo lo sviluppo sostenibile, inclusivo e d’eccellenza, per incrementare occupazione e investimenti. In un mercato e in un contesto di rilancio come quello attuale, il rapporto di filiera può diventare uno straordinario moltiplicatore e facilitatore per l’accesso al credito da parte delle imprese minori, facendo leva sulla forza e solidità dei champion del Made in Italy e del loro merito di credito, di cui possono beneficiare tutti i fornitori. Dall’avvio del programma nel 2015, Intesa Sanpaolo ha sostenuto oltre 800 filiere, coinvolgendo circa 20 mila fornitori con un giro d’affari complessivo di 90 miliardi di euro.

Inoltre, nell’ambito dell’Accordo, Intesa Sanpaolo e Confindustria riconoscono la rilevanza delle capacità manageriali e delle competenze dei dipendenti come fattori di successo

determinanti per la competitività delle imprese e si impegnano ad adottare e promuovere azioni a sostegno dell’occupazione, della formazione e della continuità aziendale, in particolare della gestione del passaggio generazionale, incentivando l’imprenditoria femminile e lo smart working. Informazioni per la Stampa Intesa Sanpaolo Confindustria Media Relations Banca dei Territori e Media Locali Area Comunicazione stampa@intesasanpaolo.com

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