29 Novembre 2021

Zarabazà

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7 MONCLER FRGMT HIROSHI FUJIWARA 

WORLD OF MONCLER

Creativo, producer, musicista e godfather dello streetwear sono solo alcuni dei molti volti di Hiroshi Fujiwara. Il suo background eclettico si riflette anche nell’approccio alle collezioni, in cui una molteplicità di riferimenti vengono svelati in ampie collezioni e dove collaborazioni fuori dagli schemi trovano una perfetta sintesi grazie al suo approccio multiculturale. Hiroshi Fujiwara affronta la moda da un punto di vista personale, quasi ego riferito: realizzando capi che lui stesso vorrebbe indossare e creando un legame intimo con la sua community.

Per Moncler, Fujiwara unisce design funzionale e slogan enigmatici all’esperienza tecnica del brand, dando vita a creazioni apparentemente minimal, ma che nascondono piccoli dettagli. Per questa stagione, oltre agli inconfondibili look urbani, tipici di Fujiwara, la collezione si arricchisce per la prima volta anche di una capsule dedicata all’ abbigliamento femminile. La palette è una rapsodia di neri e lo stile è stratificato e funzionale.

Il primo drop di 7 MONCLER FRGMT HIROSHI FUJIWARA 2021 si concentra su proposte più leggere, adatte alla mezza stagione. Per l’uomo, la collezione presenta bomber, piumini, giacche workwear e capispalla ispirati al background streetwear del creativo, insieme a reinterpretazioni sofisticate di maglie in jersey, maglioni, bermuda e pantaloni. Per la donna le gonne quilted si abbinano ai piumini, mentre gli abiti, con top trapuntati, vengono accostati ai capispalla dalle silhouette over. I patches e il nuovo logo, ispirati alle etichette vintage di Moncler, caratterizzano i capi in modo discreto ma d’impatto.

Il secondo drop interpreta l’estetica invernale di Fujiwara trasportando l’atmosfera streetwear su una montagna innevata. Protagonisti i piumini voluminosi, in nylon tecnico nero lucido, lunghi fino alla caviglia o con coulisse in vita. L’influenza grunge degli anni ’90 entra in gioco con la lana soffice check e con le forme over delle camicie plaid trapuntate. Un total look con i capi essenziali dell’inverno ideali per tutte le temperature con un tocco monocromatico, dal classico maglione jacquard, alle maglie in pile e gonne kilt trapuntate, in abbinamento al baseball cap o al bucket hat. Il nuovo logo ricamato MONCLER FRGMT risalta le linee pulite e le lavorazioni tecniche con un effetto calligrafato.

Con lo sguardo sempre rivolto al futuro, nella sua collezione Fujiwara ha dato spazio alla sostenibilità: dalla voluminosa giacca anorak che combina cotone organico e tessuti sostenibili a altri capispalla realizzati con tessuto in nylon riciclato e bottoni in ottone riciclato.

Lo slogan della stagione, WORLD OF MONCLER, compare sul retro delle giacche evocando una concreta realtà. Il suo acronimo, WOM, può essere letto anche alla rovescia, upside down, a rafforzare il legame di Hiroshi con il brand. Fujiwara continua a collaborare con Moncler in maniera coerente sposando la tradizione, i punti di forza e l’unicità del brand e coltivandone l’eccellenza nell’innovazione, il design raffinato e l’approccio comunicativo a 360 gradi.

Come sempre per Fujiwara, la collezione prevede collaborazioni provenienti da diverse subculture. Lewis Leathers, il brand britannico specializzato nei capi in pelle, collabora per la seconda stagione con una nuova versione della sua classica giacca 441 Cyclone, mentre con Converse, Fujiwara ha personalizzato l’iconica Chuck 70, un’ode alla Chuck Taylor All Star, e il modello Jack Purcell. La collezione include anche accessori come cappelli, berretti e bucket hat.

FRGMT HIROSHI FUJIWARA Biografia

Fujiwara nasce a Ise, Mie. Si trasferisce a Tokyo all’età di diciotto anni e si distingue ben presto nella scena della street fashion giapponese di Harajuku. Durante un viaggio a New York agli inizi degli anni ‘80 viene introdotto al mondo dell’hip hop e di ritorno a Tokyo diventa uno dei primi DJ hip-hop giapponesi e contribuisce a diffondere il genere nel suo Paese. In seguito, intraprende la carriera di produttore musicale, specializzandosi in remix. È considerato il padrino del distretto della moda di Ura-Harajuku ed è uno dei più influenti streetwear designer del mondo. Lancia il suo primo brand, Good Enough, agli inizi degli anni ‘80.