17 Ottobre 2021

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Gambarare e Venezia, un legame che sopravvive nei secoli

Venezia – Quello tra Gambarare e Venezia è un legame antico. Quando terminarono i contrasti tra Padova e Venezia, verso la metà del 1500 la Serenissima riuscì ad eleggere un provveditore per l’amministrazione di questa parte di terraferma: la sede della Provveditoria si trovava nell’attuale Piazza Mercato di Gambarare. Si iniziò così la costruzione di ville, barchesse e oratori per opera di architetti famosi quali Palladio e Longhena, che seppero realizzare quelle case di villeggiatura decantate come oasi di serenità nella campagna lungo il fiume.

Per celebrare i 1600 della fondazione di Venezia, la parrocchia di Gambarare e il Comune di Mira organizzano venerdì 1° ottobre, alle 20.45 in Duomo a Gambarare, una conferenza con Mario Poppi per parlare di “Venezia e Gambarare alle origini del mito”.

Individuata la parte del territorio dell’antico Comune di Gambarare che, nel primo millennio dall’istituzione, fu direttamente e continuativamente coinvolta nelle vicende relative alla nascita e allo sviluppo della realtà storico e politica di Venezia, l’intervento toccherà vari aspetti che contraddistinguono il legame con la Serenissima. Come, puntualizza Poppi, la coscienza a livello nazionale e internazionale già nei secoli precedenti, ma particolarmente verso la scadenza del primo millennio di vita di Venezia, di un “mito” nei confronti della città con riguardo alla sua posizione geografica, ai comportamenti politici dei veneziani nei secoli, alla forma istituzionale del governo veneziano e alla “nativa libertà” di Venezia. E ancora, la laguna e la frangia lagunare di Gambarare alla nascita di Venezia, una breve storia dei primi secoli di vita dell’istituzione politico-territoriale di Venezia come lontano territorio dell’Impero Romano d’Oriente, con attenzione ai rapporti con i regni d’Italia longobardo e franco, fino ai tentativi di re Pipino di impadronirsi delle lagune venete e del doge Obelerio di tornare al governo di Venezia e la fondazione del monastero di Sant’Ilario.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria a cultura@comune.mira.ve.it.