Luglio 29, 2021

Zarabazà

Solo buone notizie

A tu per tu con ALICE RIGHI

Quando hai iniziato a fare musica?

Ho iniziato a studiare musica a sei anni e non ho più smesso. Ero molto timida, ma anche solare e curiosa. I miei genitori hanno visto del potenziale e mi hanno sempre appoggiato. Inizialmente studiavo pianoforte, ma ho capito presto che la mia vocazione era un’altra. ”Maestra ho imparato le parole!”…e mentre suonavo, iniziavo a cantare. Da piccola ascoltavo quello che trovavo in casa, i miei sono appassionati di musica e giravano molti dischi. Quando è arrivato internet a casa ho passato mesi chiusa in camera a cercare video. Non mi sembrava vero che ci fosse tanta musica, volevo ascoltarla tutta. Ho passato diverse fasi: lirica, jazz, sixties, neo-soul, pop, elettronica. Poi a 17 anni ho iniziato a scrivere canzoni, ma ero troppo timida per suonarle fuori. Così scrivevo e lavoravo per gli altri “dietro le quinte”: in studio, nei live, a scuola. 

Come descriveresti “Fisherman” in 3 parole?

Mmmm… Sognante, surreale, autoironico. 

Hai mai pensato di partecipare ad un talent show?

Mi è stato chiesto più volte, e ho considerato l’idea. Ma ho sempre preferito dire di no, in quanto non penso sia in linea con il mio percorso di ricerca musicale. Il talent è sicuramente uno strumento utile se usato bene, ma è anche un’arma a doppio taglio. Mi piacerebbe però lavorarci da esterna un giorno, magari dietro le quinte come vocal coach. 

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Come dico sempre ai miei allievi: la nostra voce è una tela vuota che si riempie di colori attraverso ciò che ascoltiamo. Difficile nominarli tutti, ma se dovessi fare una lista direi… un sacco di jazz, musica anni sessanta, cantautorato inglese, americano, francese. Tra gli artisti che mi hanno ispirato ci sono Billie Holiday, Chet Baker, i Beatles, Carole King, Billy Joel e poi tra gli artisti più recenti Michael Buble, Jamie Cullum, Lianne la Havas, Adele, Amy Winehouse, Lana del Rey, Fiona Apple, John Mayer, Celeste, Norah Jones.