28 Novembre 2021

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Oratorio dei Crociferi, uno scrigno che nasconde un inedito Palma il Giovane

Venezia – Un posto magico, per intenditori d’arte, dove si può ammirare un inedito Jacopo Palma il Giovane. Un posto dove un tempo, in piena epoca di crociate, facevano sosta soldati e pellegrini che si dirigevano o tornavano dalla Terrasanta. Venezia anche così racconta i suoi 1600 anni di storia e nasconde in ogni angolo dei capolavori che hanno saputo affrontare il degrado del tempo. 

È il caso dell’Ospizio Zen e l’annesso Oratorio dei Crociferi, dall’esterno un insignificante edificio con facciata a capanna sul lato sinistro del campo dei Gesuiti, ma che conserva un intero ciclo pittorico del noto artista del tardo Rinascimento veneziano. In questa zona paludosa della città, nel XII secolo, l’ordine religioso dei Crociferi edificò un proprio ospedale e una chiesa dedicata alla Vergine Assunta, successivamente andata distrutta in un incendio nel 1214 e ricostruita in forme più ampie. I Crociferi all’epoca svolgevano una funzione sociale altamente utile nel campo dell’assistenza ai malati, nell’opera di bonifica della zona periferica dove si erano insediati, nel dare ospitalità ai mercanti, ai soldati e ai pellegrini che, durante le crociate, si dirigevano o tornavano dalla Terrasanta. 

Tutta questa area venne data all’Ordine dei Crociferi affinché venisse da loro bonificata – spiega Laura Marcomin, coordinatrice del settore culturale ed espositivo per la Fondazione Venezia Servizi alla Persona (Antica Scuola dei Battuti e Ire) che custodisce questo bene – Costruirono questo ospizio per accogliere in un primo momento i pellegrini che facevano sosta a Venezia in direzione di Gerusalemme, mentre in un secondo momento cambierà destinazione d’uso ed ospiterà delle donne sole. Si costituisce di due piani con una struttura tipica degli ospizi dell’epoca, un corridoio centrale e 7 camere che si affacciano su di esso, camere che erano dotate di una piccola cucina che tuttora esiste”. 

Nel 1268 il Doge Renier Zen nel suo testamento lasciava all’ordine dei Crociferi quasi tutti i suoi beni, comprese le vigne che si trovavano in Istria e che dovevano garantire il perpetuo usufrutto a favore degli infermi ricoverati. Renier Zen abitava nel palazzo attiguo, soprannominato palazzo Zen, e si dice fosse così vicino ai Crociferi che si fece costruire un passaggio interno tra il palazzo e l’Ospizio. Nel corso del Quattrocento, a causa del minor numero di pellegrini in transito per Venezia e per l’esaurirsi delle crociate, anche questo ospizio, come molti altri, si trasformò e si dedicò, in questo caso, ad accogliere 12 donne sole e bisognose. Nel Cinquecento, dopo una lunga lite per sdoganare l’eredità Zen, che non era mai stata puntualmente corrisposta dai Procuratori che la gestivano, il complesso ebbe una nuova rinascita con un’esplosione artistica che rende oggi l’Oratorio un unicum nel panorama della cultura artistica veneziana del XVI secolo. Si tratta del ciclo pittorico di Palma il Giovane, eseguito tra il 1583 ed il 1592 principalmente per volontà del Doge Pasquale Cicogna, che si estende su tutte le pareti dell’Oratorio e sul soffitto della piccola aula e dove vengono rappresentati gli avvenimenti più salienti della storia dei Crociferi. 

A fianco di questo Ospizio si trova una piccola cappella, un Oratorio che nel 1500 viene arricchito da un grande artista veneziano: Jacopo Palma il Giovane, ma in questo caso inedito perché di solito è molto manierista, classico, mentre qui vediamo un Palma ritrattista – continua Marcomin – questo è un luogo magico e unico, per intenditori e amanti dell’arte, e i visitatori non si aspettano un ciclo pittorico così bello, dai colori accesi, quasi completamente conservato, perché l’unica pala non originale, che non è di Palma perché trafugata, è quella dell’altare”. 

L’Oratorio dei Crociferi è stato riaperto al pubblico nell’ottobre del 1984 dopo quasi vent’anni di forzata chiusura dovuta ai danni provocati dall’alluvione del 4 novembre 1966 e dopo un lungo e minuzioso intervento di recupero.