Giugno 16, 2021

Zarabazà

Solo buone notizie

A tu per tu con FABIO DE VINCENTE

Quando hai iniziato ad approcciarti alla musica?

Avevo 5 anni e ricevetti come regalo di Natale una tastierina giocattolo. Da quel giorno decisi che da grande avrei fatto il musicista.

Come descriveresti “Come nelle favole” in 3 parole?

La mia vita.

Durante il periodo del lockdown come hai vissuto la musica?

Partendo dal fatto che questo periodo non sia ancora finito, ho suonato e scritto poco, ma quel poco di grande intensità e spessore. Ho progettato tutto ciò che avrei voluto accadesse nel momento in cui fossi partito con questa nuova avventura e ho lottato con me stesso per sopravvivere sia economicamente, avendo avuto lo sfratto di casa, essendo rimasto senza acqua calda e riscaldamento e senza soldi per fare la spesa, sia e soprattutto psicologicamente vedendo il tempo passare ma sapendo di avere dei brani pronti da far uscire e non riuscire a farli emergere. Tutto questo è stato logorante ma non ho mai smesso di credere di farcela!

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Tutto ciò che si ascolta inconsciamente ti condiziona, soprattutto quello che ti piace. Dovrei fare una lista di un centinaio di artisti e di una decina di generi musicali. Alla fine la propria identità è l’unica cosa che conta.