Quando hai iniziato ad approcciarti alla musica?
Ho
iniziato
verso i 12 anni, essendo sempre attaccata a Karaoke e MP3 i miei
genitori avevano capito che quella della musica era un’esigenza per
me, così sono arrivate le prime lezioni di canto. Successivamente ha
preso forma anche la passione per la scrittura, e due anni fa le
prime collaborazioni per alcuni artisti, come coautrice.
Come
descriveresti “SWIMMING POOL” in 3 parole?
Polemica, catartica… Incensurata.
Durante
il periodo del lockdown come hai vissuto la musica?
Volendo tralasciare la tristezza per l’impossibilità dei live (sopra il palco ma anche sotto il palco) direi che ci sono stati anche dei lati positivi; è possibile dedicarsi alla parte creativa, chiudersi in studio e scrivere. Ho scritto molto durante il lockdown, pur avendo meno stimoli.
Quali
sono i tuoi riferimenti musicali?
A livello internazionale ce ne sono diversi, adoro Jorja Smith, Kendrick Lamar, The 1975 (per il sound, clamoroso!). Stimo tantissimo la musica di Madame e Willie Peyote.


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