Aprile 10, 2021

SOSTENIAMO TUTTA LA VITA SULLA TERRA! LE FORESTE COME MEZZI DI SUSSISTENZA. MERCOLEDÌ 3 MARZO 2021: GIORNATA MONDIALE DELLA FAUNA SELVATICA

Photo courtesy Filiberto Alberto

“Sostenere tutta la vita sulla Terra” è il tema della Giornata Mondiale della Fauna Selvatica istituita dall’Onu sette anni fa e che ricorre ogni 3 marzo. In Italia, la fauna selvatica, è stimata in oltre 60.000 specie, quella marina in quasi 2.800 specie. Minacciato il 23% dei Mammiferi e il 27% degli Uccelli nidificanti.

E’ giunto Marzo e con la primavera alle porte e l’alzarsi delle temperature, i boschi tornano a popolarsi di vita e i centri e le associazioni che si occupano di animali selvatici si allertano. Che si tratti di cinghiali arrivati in città e recuperati, di rapaci feriti dai fucili dei bracconieri, di uccellini passeriformi con un’ala spezzata o di caprioli investiti sulle strade, occorre cautela. Se si trova un uccello o un altro animale di piccole dimensioni in difficoltà, lo si può portare in un Centro Recupero Lipu, dove operatori specializzati, volontari e personale veterinario lo prenderanno in consegna, curandolo dal primo soccorso al rilascio in natura.

Nella sua edizione 2021 la Giornata mondiale è in particolare dedicata a quegli ecosistemi che forniscono in modo significativo spazi di vita alla fauna selvatica in tutto il Pianeta, ma anche alle stesse comunità umane. Una giornata quindi che propone una visione inclusiva tra specie animali e umana, con un occhio alle comunità umane come componenti della biosfera, che devono impedirne lo sfruttamento, salvaguardando così sia la fauna che loro stesse.

Il tema è infatti “Foreste come mezzi di sussistenza: un sostegno alle comunità del pianeta”, per evidenziare il ruolo centrale delle foreste, delle specie forestali e dei servizi degli ecosistemi nel sostenere i mezzi di sussistenza di centinaia di milioni di persone a livello globale, e in particolare delle comunità indigene e locali con legami storici con le aree boschive e adiacenti alle foreste. Un obiettivo in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile 1, 12, 13 e 15 delle Nazioni Unite e con i loro impegni ad ampio raggio per alleviare la povertà, garantire un uso sostenibile delle risorse e conservare la terra vitale.

Come illustrato nel sito web della giornata mondiale, tra i 200 ei 350 milioni di persone vivono all’interno o adiacenti alle aree boschive in tutto il mondo, contando sui vari servizi ecosistemici forniti dalle specie forestali e forestali per il loro sostentamento e per coprire i loro bisogni più basilari, inclusi cibo, riparo, energia e medicinali.

Le popolazioni indigene e le comunità locali sono in prima linea nella relazione simbiotica tra l’uomo, la foresta e le specie selvatiche che vivono al loro interno. Sul pianeta Terra esistono molti esempi virtuosi dove il rapporto uomo-terra-animali è gestito all’insegna dell’equilibrio. Circa il 28% della superficie terrestre del mondo è infatti attualmente gestita da popolazioni indigene, comprese alcune delle foreste più intatte dal punto di vista ecologico del pianeta. Questi spazi non sono solo centrali per il loro benessere economico e personale, ma anche per le loro identità culturali.

Le foreste, le specie forestali e i mezzi di sussistenza che dipendono da loro si trovano attualmente al crocevia delle molteplici crisi planetarie che stiamo affrontando, dal cambiamento climatico, alla perdita di biodiversità e agli impatti sanitari, sociali ed economici della pandemia COVID-19.

Il 3 marzo 2021, la Giornata mondiale della fauna selvatica celebra i mezzi di sussistenza basati sulle foreste per promuovere modelli e pratiche di gestione della fauna selvatica e delle foreste che soddisfino sia il benessere umano che la conservazione a lungo termine delle foreste, delle specie forestali di fauna selvatica e flora e gli ecosistemi che sostengono e promuovono il valore delle pratiche e delle conoscenze tradizionali che contribuiscono a stabilire una relazione più sostenibile con questi sistemi naturali cruciali. Una giornata quindi quella del 2021 all’insegna di una visione interconnessa e sistemica dei viventi della nostra Terra.

Un tema che sarà affrontato in un incontro in remoto organizzato dall’Associazione per lo Sviluppo Sostenibile e Centro di Educazione Ambientale Messina (www.ceamessina.it(3) AssoCEA Messina APS | Facebook ) previsto per il 3 marzo 2021 alle ore 21.00 con diretta Facebook sulla pagina dell’associazione, che prevede tra gli altri anche la partecipazione dell’ex Ministro all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

Occorre anche ricordare alcune conoscenze di base che regolano il rapporto tra noi e la fauna che ci circonda. In tutto il nostro territorio nazionale sono infatti vietati la cattura di animali selvatici, il prelievo di nidi e di uova, e l’asportazione di “piccoli nati”, termine utilizzato per indicare sia uccelli nidiacei che neonati di mammiferi. L’unica circostanza in cui la raccolta di uova, nidi e piccoli nati è consentita, è la loro sottrazione a sicura distruzione o morte. Accade di frequente che esemplari feriti o in difficoltà vengano segnalati e consegnati ai Guardiaparco, i quali forniscono un primo soccorso per poi trasportare gli animali nei Centri di recupero specializzati.

In ogni caso, chiunque trovi fauna selvatica in difficoltà deve avvisare subito le autorità locali o il servizio di vigilanza dell’area protetta, che interviene secondo le corrette modalità. In queste situazioni infatti, è indispensabile accertarsi che l’animale sia veramente in pericolo, per questo è importante conoscere alcune regole basilari suggerite sempre dalla LIPU.

La fauna selvatica viene tutelata dalla Legge 157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, dove omeoterma si riferisce nello specifico alle Classi dei Mammiferi o degli Uccelli, presenti in libertà sul territorio stabilmente o temporaneamente (ad esempio uccelli migratori). Per attuare la tutela della fauna selvatica, la suddetta legge agisce su tre fronti: l’attuazione di normative sovranazionali, la disciplina dell’attività venatoria e l’intervento diretto su singoli esemplari di fauna selvatica. Sono poi le Regioni che, oltre a regolamentare tutto ciò che ha a che vedere con il soccorso, la detenzione temporanea e la successiva liberazione della fauna selvatica in difficoltà, applicano sui loro territori le disposizioni nazionali in materia venatoria.

Per ciò che concerne le aree naturali protette il primo tra gli obiettivi generali è la conservazione degli ecosistemi che le caratterizzano, (art. 1 Legge quadro 394/’91 – L.R. 29/’97). Tra questi obiettivi, in attuazione alla Direttiva del Consiglio del 21/05/1992 “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche” (Direttiva 92/43/CEE “Habitat”), all’interno delle aree naturali protette così come nei siti della Rete Natura 2000, sono inclusi i progetti di sistema relativi alla tutela della fauna selvatica, orientati in primo luogo al miglioramento delle conoscenze sulla biodiversità presente nelle aree naturali protette, cui fanno seguito le attività di monitoraggio e controllo sullo stato di qualità degli habitat e delle specie della fauna di importanza comunitaria.

E’ necessario sottolineare che tutte le reintroduzioni o immissioni in natura, devono essere preventivamente autorizzate con relativa certificazione veterinaria, la quale accerti il normale stato fisico degli animali, che devono essere privi di malattie e non portatori di germi patogeni. Inoltre le attività di immissione devono essere inserite in piani generali di gestione del patrimonio faunistico.

Infine, per ciò che riguarda i compiti relativi al recupero della Fauna Selvatica, si è tenuti a rispettare alcune condizioni:

• accogliere solo fauna selvatica, limitatamente alle specie tutelate ai sensi della Legge 157/’92;

• accogliere animali che si trovino in una delle seguenti condizioni: in uno stato di generica difficoltà, a rischio di morte certa, o sequestrati vivi (ma in condizioni che non ne permettano l’immediato rilascio) da parte degli addetti alla vigilanza venatoria;

• detenere gli animali accolti solo in via temporanea;

• curare e riabilitare gli animali accolti;

• avere come fine ultimo la liberazione/reintroduzione degli animali.

Anche grazie quindi a queste giornate di celebrazione, siamo tutti chiamati a porre più attenzione in ogni giorno dell’anno a come ci rapportiamo con la grande comunità dei viventi, ed in particolare con la fauna selvatica, a cui tutti noi apparteniamo insieme alle oltre 1,5 milioni di specie oggi conosciute che popolano il pianeta Terra, che le stime però fanno salire ad un valore tra i 4 e i 100 milioni. Immaginiamo quindi quanto abbiamo ancora da conoscere e di conseguenza da rispettare.