27 Febbraio, 2021

Una nuova figura in azienda: il manager della felicità.

Le competenze del Chief Happiness Officer sono un know how strategico  per HR manager, CEO, imprenditori, welfare e community managerLe organizzazioni “positive” vantano un + 300% di capacità di innovare e + 31% di produttivitàIn Italia esiste una comunità di 180 CHO certificati composta per l’80% da figure manageriali interne alle organizzazioni.

Milano. I numeri parlano chiaro e dicono che il benessere deve diventare una priorità strategica delle aziende: le organizzazioni positive hanno appreso come unire la dimensione del benessere con quella della dei risultati di business ottenendo vantaggi in termini di aumento della produttività, una migliore capacità di innovare, generazione impatto positivo e costruire ambienti di relazione efficaci e sani.
Qualche numero:+ 300% di capacità di innovare+ 44% di impatto sulla retention+ 37% aumento delle vendite+ 31% aumento della produttività(fonte: sito Chief Happiness Officer)
Diversi studi hanno indagato la relazione positiva tra la competenza della felicità e la redditività complessiva dell’azienda. “Competenza” perché il costrutto scientifico alla base dimostra che la felicità non è solo un’emozione, ma una competenza che va allenata. “Oggi possiamo proporre casi e modelli a cui ispirarsi per tracciare il percorso verso un vero e proprio cambiamento culturale. – afferma Veruscka Gennari, co-founder di 2BHAPPY.” Il promotore di questo cambiamento è il Chief Happiness Officer, un ruolo che completa e arricchisce le professionalità già presenti in un’azienda: HR manager, CEO, imprenditori, welfare e community manager, consulenti sono consapevoli di dover acquisire nuovi linguaggi capaci di far evolvere le organizzazioni verso modelli ecosistemici.
Il Chief Happiness Officer è un esperto di Organizzazioni Positive, conosce i principi alla base della scienza della felicità e sa guidare il cambiamento attraverso un approccio integrato che fa dialogare i processi organizzativi con i comportamenti e la cultura, al fine di generare coerenza e fare del benessere una solida strategia organizzativa. “Il Chief Happiness Officer, continua Gennari, è un complexity thinker, un professionista capace di avviare concretamente il processo di trasformazione positiva.”

Di questa nuova figura professionale si parlerà anche all’evento PMI Restart Academy all’interno della sessione Welfare Aziendale, Formazione 4.0, Work-life balance, Diversity & Inclusion.Il Welfare Aziendale come asset strategico per l’ottimizzazione dei processi aziendali e il benessere del personale, in programma il 22 febbraio.

PMI Restart Academy è l’appuntamento della ripartenza delle piccole media imprese. Il programma dell’evento è disponibile sul sito.

A questo link potete leggere il Rapporto sulla politica globale di felicità e benessere 2019.