9 Marzo, 2021

Ugo Foà Il bambino che non poteva andare a scuola


Storia della mia infanzia durante le leggi razziali in Italia

Quando vengono promulgate le leggi razziali, nel 1938, Ugo ha 10 anni, sta per iscriversi alle scuole medie.
Ma all’inizio di settembre, prima che ricominci l’anno scolastico, sua madre gli comunica che, in quanto ebreo, non potrà tornare tra i banchi di scuola.
Ugo e i suoi quattro fratelli, e tutti gli ebrei in Italia, non potranno fare sport, lavorare negli uffici pubblici, avere una radio in casa, farsi aiutare da una tata “di razza ariana”, e via via molti provvedimenti che mirano a estrometterli dalla vita sociale, economica e politica del Paese.
Il padre di Ugo lavora in Eritrea, manda il denaro per il sostentamento della famiglia rimasta a Napoli; e lì Ugo vivrà i bombardamenti, la fame, gli stenti della guerra, e poi con le Quattro giornate di Napoli, finalmente, l’arrivo degli Alleati e la Liberazione.
Per quarant’anni Ugo non ha raccontato questa storia. Poi ha capito che aveva il dovere di testimoniare, soprattutto davanti ai giovani. Adesso gira instancabile le scuole di tutta Italia e racconta la sua vicenda: è la vita di un bambino durante la guerra, un bambino che non può andare a scuola, che quando dà gli esami da privatista deve sedere all’ultimo banco. È il racconto festoso della Liberazione, e quello tragico dei parenti e degli amici deportati. È la storia di un uomo che deciderà di andare ad Auschwitz soltanto nel 2005 e lì, davanti al binario che conduceva ai forni crematori, non potrà fare a meno di inginocchiarsi e dire una preghiera.

Il libro, pensato per un pubblico di ragazzi, è corredato da agili schede sui momenti salienti del fascismo e della Seconda guerra mondiale, sulla persecuzione razziale in Italia e Germania, su episodi e personaggi citati nel racconto di Foà.


Ugo Foà è nato nel 1928 a Napoli.
Ha lavorato per oltre vent’anni alla Sisal e poi nel 1968 è entrato nel campo delle assicurazioni. Dopo Napoli, ha vissuto a Torino, Palermo, dal 1980 a Roma.
Ha militato nelle fila del Pci, è stato vicesegretario nazionale del sindacato nazionale Agenti di assicurazione e assessore alla Cultura nel Comune di Radicofani nel Senese.
Dal 1990 fa parte dell’Associazione “Progetto memoria” e porta la sua testimonianza sulla persecuzione razziale in tutta Italia.