21 Gennaio, 2021

L’OMBRELLO DELL’IMPERATORE di TOMMASO SCOTTI

Era buio nel cuore del lupo. La tempesta di adrenalina aveva presto lasciato il posto a una quiete oscura. Il respiro era calmo, il battito regolare. Nella piccola stanza, il costante ronzio del condizionatore vibrava coperto soltanto dal rumore della pioggia: milioni di gocce che si schiantavano sul cemento come in un frenetico suicidio di massa. Il lupo guardava freddo il sangue che già iniziava a coagulare sul finto parquet. Teneva i pugni serrati nei guanti, ma in una morsa rilassata. Era quasi finita. La vittima, ormai inerme, si stava ancora agitando distesa ai suoi piedi. Mancava solo un dettaglio. Il dettaglio. Un giallo ambientato nella seducente terra del Sol Levante, una crime fiction che si snoda tra i meandri di Tokyo, un romanzo che ci racconta contraddizioni e stravaganze di una cultura da sempre tra le più affascinanti per l’occhio occidentale.

Tommaso Scotti con L’ombrello dell’imperatore ci guida in questa terra lontana con la meraviglia e la consapevolezza di chi ha scelto quel Paese come nuova Patria, raccontandoci con sguardo curioso e disincantato le mille solitudini, i sorprendenti codici di comportamento e la disarmante bellezza del Giappone. E introducendoci alla comprensione di una cultura tanto ammirata quando fraintesa. L’ispettore Takeshi Nishida della Squadra Omicidi, polizia di Tokyo, all’anagrafe è Takeshi James Nishida. Perché Nishida è un hafu: un mezzo sangue, padre giapponese e madre americana. Forse per questo non riesce a essere sempre accomodante e gentile come la cultura e l’educazione giapponese vorrebbero. Forse è per il suo carattere impulsivo, per quel suo modo obliquo e disincantato di vedere le cose e le persone che lo circondano che non ha mai fatto carriera come avrebbe meritato. Ma Nishida è eccezionale nel suo lavoro: lo dimostra il numero di casi che è riuscito a risolvere. Fino al caso dell’ombrello. Un uomo, ritrovato morto. L’arma del delitto? All’apparenza un comunissimo ombrello di plastica da pochi yen, di quelli che tutti usano, tutti smarriscono e tutti riprendono da qualche parte. Ma su quell’ombrello c’è un’impronta. Ed è questo il problema. Perché quell’impronta non è un indizio, ma un colossale vicolo cieco. Quella è l’impronta dell’Imperatore del Giappone. TOMMASO SCOTTI, nato nel 1984, laureato in matematica, pratica arti marziali orientali e nel 2010, spinto da questa sua passione, si trasferisce in Cina. Durante una vacanza di dieci giorni a Tokyo si innamora di una ragazza, e decide di trasferirsi a Tokyo, dove vive ancora adesso. L’ombrello dell’imperatore è il suo libro d’esordio.