24 Novembre, 2020

Hideyoshi e Rikyū Il signore della guerra e il maestro del Tè

Nogami Yaeko

Hideyoshi e Rikyū Il signore della guerra e il maestro del TèCollana:

in-Asia/Giappone
Genere: Romanzo
Traduzione di: Benedetta Torrani
Prefazione di: Martin Collcutt
Pagine: 436
Formato: 12,5 x 20,5 cm
Prezzo: Euro 18,00
ISBN: 978-88-6968-064-9

Disponibile anche in formato ebook

In quello che è considerato uno dei capolavori della letteratura giapponese contemporanea, Nogami Yaeko si addentra nel Sengoku jidai, il “Periodo degli stati combattenti”, una pagina molto nota della storia del Giappone. L’autrice esplora il misterioso e complesso rapporto tra Toyotomi Hideyoshi, uno degli ultimi signori della guerra del Giappone medievale, e Sen no Rikyū, il suo rispettato maestro del Tè e consigliere politico.

Il romanzo è ambientato in un periodo storico che fu un momento di importanti sperimentazioni artistiche e culturali che raggiunsero il culmine nella “Cerimonia del Tè”, traduzione imperfetta dell’espressione cha no yu, “acqua calda per il tè”. Si trattava di un vero e proprio rituale: il maestro officiante invitava i partecipanti ad assaporare il tè verde e ad apprezzare i pregevoli utensili della cerimonia, condividendo una gioiosa esperienza estetica ed emotiva.

Sen no Rikyū, influenzato dalle pratiche meditative del buddismo zen, fu uno dei maestri che portò alla perfezione la Cerimonia del Tè, informandola all’ideale del wabi, letteralmente “semplice” o “povero”, che ha ispirato fortemente l’arte e il gusto del Giappone.

Con il sostegno di Hideyoshi, il cha no yu ottenne molta fama e diffusione. Ma lo scontro fra le due personalità, profondamente incompatibili fra loro, venne presto a galla: da una parte, la ricerca senza sosta dell’essenzialità e della sobrietà portata avanti da Sen no Rikyū, dall’altra il culto dell’autorità, dello sfarzo e le sfrenate mire espansionistiche del signore della guerra Hideyoshi.

La scrittrice giapponese analizza le dinamiche del potere e delle controverse relazioni umane ripercorrendo una delle più emblematiche vicende del Giappone feudale, in un romanzo che ha ispirato il film Rikyū di Hiroshi Teshigahara (1989).“È naturale che molti critici letterari pensino che il tema del romanzo sia la vittoria dell’arte sull’autorità. Ma la storia che vorrei narrare è come Rikyū abbia raggiunto se stesso accettando la propria morte piuttosto che scusandosi con Hideyoshi. Rikyū ha una natura duale, e vorrei raccontare la realtà di un uomo che abbraccia la propria arte senza compromessi.”


Da un’intervista a Nogami Yaeko


Nogami Yaeko 1885-1985). Di famiglia benestante, a quindici anni si trasferisce a Tokyo per studiare presso la Meiji-Jyogakkō, una scuola femminile di stampo occidentale. Nel 1906 sposa Nogami Toyoichirō, discepolo del grande letterato Natsume Sōseki. Sotto la guida di quest’ultimo, Nogami inizia la carriera di scrittrice, approfondendo sempre più le letterature occidentali. Ai primi racconti e ai lavori di traduzione, segue nel 1922 il romanzo Kaijinmaru. Nel 1926 traduce in giapponese Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, da cui prende spunto per Machicko (1928), dove ripropone la vicenda ambientandola nell’era Taishō. Nel 1957 con Meiro (Il labirinto) vince il Yomiuri Literaly Prize. Nel 1963 esce Hideyoshi e Rikyū, la sua opera più importante, insignita del Jyoriũ Bungakushō (Premio della letteratura femminile). Nel 1980 le viene attribuito il prestigioso Premio Asahi.